Diabolicamente: perversioni in nome dell’Eucarestia

Al prossimo Sinodo dei Vescovi è stato invitato il padre domenicano inglese Timothy Radcliffe a tenere un ritiro spirituale di tre giorni ai partecipanti. P. Radcliffe, noto per le sue posizioni eterodosse in materia di morale, è recentemente tornato alla ribalta dopo che con la sua consulenza teologica riuscì a far passare nella chiesa anglicana la piena accettazione della cultura LGBT. Ciò che però è più devastante, anzi diabolico, è l’argomento teologico addotto: superare l’omofobia nei confronti della donazione indistinta del proprio corpo, seguendo l’esempio di Gesù che nell’Eucaristia dona il suo Corpo e il suo Sangue. L’Eucaristia darebbe fondamento all’alleanza tra due uguali che si donano fedelmente, superando una fertilità meccanica con una spirituale. Aberrante eppure vero. Ma non è un caso isolato. Perfino il padre gesuita Rupnik abusava sessualmente delle suore facendo riferimento all’Eucaristia. Purtroppo, ci sono motivi di sessualizzazione dell’Eucaristia anche in un’interpretazione della teologia del corpo di Giovanni Paolo II.

Video. Fermate quel Sinodo! L’ultimo grido del card. Pell

All’età di 81 anni, un altro grande uomo di Dio è da poco ritornato al Padre, il Card. australiano George Pell. Una vita spesa al servizio di Cristo e della sua Chiesa, annunciando il Vangelo con coraggio e fermezza. Fu oggetto di un duro linciaggio mediatico. Con false accuse di abusi sessuali, fu addirittura condannato alla galera, ma anche da lì ha continuato a parlare difendendo la verità. Poco prima di morire ha scritto un articolo per il settimanale inglese, The Spectator, in cui denunciava i pericoli del Sinodo sulla sinodalità, riferendosi all’ultimo documento della fase intercontinentale. Scritto in “un gergo neo-marxista”, questo documento sinodale, a giudizio di Pell, “è ostile alla tradizione apostolica”. Parliamone, dal momento che lo stesso Sinodo invita al confronto con tutti e con tutto.

Dom Camara, sgomento dei fedeli: venerare ed imitare un catto-comunista?

In questa puntata di “Fatima… non finisce qui!”, il Prof. Braccesi condivide una notizia commentata da certi mass media sotto una luce piuttosto positiva: – un membro dell’alto clero, già deceduto, soprannominato “l’Arcivescovo rosso”, araldo delle dittature comuniste, promotore della rivoluzione in Brasile per imporre una dittatura di stampo cubano, partigiano della teologia della liberazione marxista, sostenitore dell’aborto e del divorzio, nemico dell’enciclica Humanae Vitae, verrebbe elevato all’onore degli altari. Come si deve approfondire la conoscenza di questo personaggio, a partire dalla Vedetta di Fatima?