Messa del prete gay, il tabù di una scomunica doverosa

Come annunciato da più di un mese, don Giuliano Costalunga ha “celebrato” una messa che ha fatto dell’Eucarestia una farsa. Con lui anche alcuni ex parrocchiani. Segno che il diktat omoeretico si sta trasferendo anche ai fedeli. Che fare? Un grave atto sacrilego nei confronti dell’autore della vita è stato compiuto. Ma scomunica e riparazioni sono parole ormai tabù per vescovi che invece preferiscono far finta di nulla limitandosi solo a prendere le distanze.

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Omoeresia e abusi, il Vaticano non vuol vedere

Mentre il procuratore della Pennsylvania ribatte al cardinale Wuerl accusandolo di non aver detto la verità, emerge la portata enorme di uno scandalo che va oltre le parole abusi e clericalismo. Non bastano le dimissioni dei vescovi, bisogna iniziare a togliere qualche berretta cardinalizia di qualche intoccabile. Emergono anche corsie protette per accogliere seminaristi allontanati perché omosessuali. Ma Roma ha capito quanto è fondo il buco nero?

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Wuerl, meglio dimettersi invece di “pontificare”

Dal Rapporto del Grand Jury della Pennsylvania appare chiaro come l’allora arcivescovo di Pittsburgh Donald Wuerl, oggi cardinale, abbia gestito in maniera tutt’altro che limpida diversi casi di sacerdoti accusati, a buona ragione, di abusi. Per ragioni analoghe, e forse addirittura più lievi, il cardinale Bernard Law di Boston si dimise. Invece di proporre commissioni di vescovi dovrebbe dimettersi. Per salvare un brandello di credibilità.

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Francesco l’imperscrutabile. Che quando frena accelera

Sono almeno tre, quest’anno, i dietrofront che Francesco ha compiuto su questioni cruciali, sempre però senza far capire se definitivi e sinceri, visto quello che ha detto e fatto prima e dopo le apparenti retromarce.

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Irlanda, a uscire sconfitta è la Chiesa

La Chiesa perde così la trascendenza rispetto al proprio tempo e finisce per assimilarne le categorie mondane e perfino il linguaggio. Essa termina di combattere, perché non vede più il proprio tempo dal punto di vista dell’eternità e quanto muta dal punto di vista di quanto non muta. Accettando la modernità per motivi pastorali, la Chiesa finisce per accettarne la dottrina. Nel caso del referendum irlandese la Chiesa ha brillato per afasia ed assenza.

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I nuovi princìpi dei vescovi a cui non ci adegueremo

Costituzione, lavoro, democrazia. Dalle parole del presidente CEI, il card. Gualtiero Bassetti, si vede che la lotta dentro la Chiesa ai principi non negoziabili assume strane forme. Ma si dimentica il principio di Dio da cui tutto trae origine. Come non conformarsi a questi nuovi principi non negoziabili.

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Obbedienza e resistenza nella storia e nella dottrina della Chiesa

Quando san Tommaso pone la questione “se i sudditi sono tenuti a ubbidire in tutto ai loro superiori”, la sua risposta è negativa. I motivi per cui un suddito può non essere tenuto a ubbidire in tutto al proprio superiore, spiega il Dottore Angelico, sono due. Eccoli.

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Clero apostata fuori controllo. “Credo in quello che mi pare”

Dopo il caso del sacerdote che si rifiutava di proclamare il Credo, a Pinerolo si dice una Professione di fede à la carte. Testi adattati alla bisogna e completa assenza di incarnazione, passione e morte, giudizio, perdono dei peccati. Possibile? Sì è la nuova frontiera della fede fai da te. Ma vescovo e parroco non sembrano particolarmente preoccupati. Tanto che al telefono con la Nuova BQ scaricano tutto sul prete responsabile della trovata. Che si rifiuta di spiegare, ma nel frattempo “gestisce” una chiesa trasformata in mercatino delle pulci.

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Muller e Schneider contro la deriva omoeretica dei confratelli

Aumenta il numero dei vescovi che per motivi ideologici e di carrierismo cedono all’omoeresia partecipando a “veglie” anti-omofobia o addirittura “benedicendo” coppie dello stesso sesso. Il card. Muller, prefetto emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede, e mons. Schnider, vescovo ausiliare di Astana (Kazakistan), non ci stanno e non esistano a condannare severamente l’atteggiamento dei confratelli.

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Veglie anti-omofobia? È il trionfo dell’omoeresia

L’adesione di vescovi alle veglie contro l’omofobia ha qualcosa di incredibile. Sia dal punto di vista dottrinale che pastorale. Il concetto di omofobia è ideologico e come si può fare una veglia contro qualcosa di ideologico? Se guardiamo poi alla realtà intorno a noi, ci chiediamo dove sia tutta questa omofobia contro la quale alcuni vescovi si sentono chiamati a presiedere veglie di preghiera. Oggi, al contrario, ad essere discriminata è l’eterosessualità.

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