L’offensiva pro-comunione a Biden

Inizia oggi l’incontro dei vescovi statunitensi per decidere una linea comune sull’Eucarestia ai politici pro-aborto, ma secondo il New York Times il Vaticano avrebbe già deciso la partita. Spadaro e il NYT si contraddicono fornendo “motivazioni” politiche rispetto a una questione che riguarda il cuore della fede. E che è ben definita sia dal diritto canonico che dalla nota di Ratzinger del 2004: l’Eucaristia va negata a chi è in peccato grave e manifesto.

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Marx di nome e di fatto/5. O prigioniero o morto

Le dimissioni del cardinale Reinhard Marx da arcivescovo di Monaco e Frisinga e la lettera con cui Francesco le ha respinte continuano a suscitare domande e commenti. Tra questi ultimi, eccone uno che arriva dall’Argentina, da parte di un autore che non può firmarsi ma che conosce assai bene Bergoglio e il suo modus operandi, caratterizzato da logiche tipiche del peronismo.

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Movimenti al guinzaglio, mai stata meno libertà nella Chiesa

Con il nuovo decreto che impone la democratizzazione, i movimenti vengono ridotti ad associazioni e i carismi mortificati. È un’ulteriore tappa del processo di costrizione e omologazione che ha già colpito conventi di clausura e parrocchie. I grandi movimenti risultano normalizzati, quelli refrattari sono sotto pressione e quelli che resistono vengono apertamente combattuti. Mai vista una serie così ampia di commissariamenti, visite apostoliche, accentramento di potere ecclesiale, timori di rappresaglie.

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Marx di nome e di fatto/4. Fine della sceneggiata?

Nel respingere le dimissioni del cardinale Marx, Papa Francesco tace sull’indicazione del cammino sinodale come via d’uscita dalla crisi; ma così si corre il rischio che il reale problema degli abusi sessuali finisca per gettare fumo negli occhi, per impedire di vedere che la Chiesa in Germania è allo sbando sotto tutti i punti di vista e che il cammino sinodale non è la soluzione, ma l’acceleratore di questi problemi.

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Marx di nome e di fatto/3

Le dimissioni del cardinale Marx sembrano esprimere la delusione della Chiesa tedesca per le mancate riforme di papa Francesco su temi come il celibato dei preti e l’ordinazione sacerdotale delle donne. Assumendosi le proprie responsabilità il cardinale Marx sembra invitare papa Francesco ad assumersi le sue. Le dimissioni del cardinale sono anche un guanto di sfida alla Congregazione per la Dottrina della Fede, che per i vescovi progressisti tedeschi è colpevole di frenare le riforme di papa Francesco (Roberto de Mattei, Le dimissioni del cardinale Marx. Cosa pensarne?, RadioRomaLibera.org, 07-06-2021)

La via tracciata dal cardinale Marx per sostenere il sinodo tedesco ricalca la strada già compiuta da Lutero, con i risultati ben noti. Ma con una differenza: l’arcivescovo dimissionario di Monaco potrebbe ora puntare alla guida della Congregazione del Clero o dei Vescovi, posti che si stanno liberando (Luisella Scrosati, Marx, il cardinale cerca un posto a Roma, La Nuova BQ, 09-06-2021)

A papa Francesco non interessa la liturgia

Bergoglio non capisce la liturgia perché per la sua formazione e la costituzione del suo intelletto, è incapace di percepire la dimensione soprannaturale della Chiesa e il mysterium tremendum et fascinans che esprime il culto liturgico.

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Marx di nome e di fatto/2. Il bersaglio del cardinale tedesco è il papa argentino

Il bersaglio delle polemiche dimissioni del cardinale Marx è Francesco. Si preme sul Papa affinché la Chiesa si adegui alle istanze progressiste.

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Benedizioni gay e Vetus Ordo: doppiopesismo in Vaticano

Il Vaticano permette la benedizione Lgbt mentre limita la Messa in latino. In questa prassi c’è molta politica che prostituisce un sacramento evirandone un altro. Si favoriscono così coloro che fanno propaganda, discriminando gli umili. Si usa misericordia nel primo caso, mentre nel secondo estremo rigore. Infine, si legittima la sodomia e si delegittima l’Eucarestia senza troppe contestazioni. Ma sia nel primo sia nel secondo caso il cuore di Cristo sanguina.

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