Vescovo “montonero” beato? Un prelato rompe il tabù

Continua a dividere in Argentina la beatificazione del vescovo “montonero” Enrique Angelelli. Un prelato di peso come Hector Aguer prende posizione contro il martirio in odium fidei di Angelelli, rimasto vittima nel 1976 di un incidente stradale, che i fautori della beatificazione ritengono un omicidio, ma senza prove. Aguer affronta il tabù del politically correct e si chiede perché non sia stata invece avviata una causa per un intellettuale cattolico, Carlos Sacheri, lui sì vittima del terrorismo marxista e che venne ucciso davanti ai figli per aver denunciato le infiltrazioni delle formazioni comuniste nel tessuto cattolico.

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Bergoglio sragiona: Lula perseguitato come Gesù e il Battista

Il vaticanista Marco Tosatti pubblica il resoconto dettagliato, riportato da un sito tedesco, dell’incontro che papa Francesco ha avuto con alcuni esponenti del Partito dei Lavoratori brasiliani, nonché collaboratori ed amici dell’ex presidente brasiliano Lula, recentemente condannato e incarcerato per corruzione. Noi commentiamo solo con un parola: orrore! Perché? Leggete e capirete.

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E Bergoglio ha paura dei cardinali riuniti…

Dall’anno in cui furono resi pubblici i cinque dubia dei quattro cardinali (2016), papa Francesco ha più voluto concistori segreti, cioè si è rifiutato d’incontrare privatamente tutti i cardinali presenti a Roma in occasioni di concistori pubblici. Di che cosa ha paura?

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Mons. Luigi Negri: Ci sta a cuore la fede o la politica?

La confusione nella Chiesa è ben lungi dall’essere corretta. Due casi emblematici: il dibattito sulla pena di morte e la prevista beatificazione del vescovo argentino Angelelli. Sembra che in certe tendenze abbia la meglio la voglia di allinearsi al pensiero comune.

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Angelelli, la beatificazione ideologica del vescovo “montonero”

Sarà beatificherà il vescovo Angelelli, morto nel 1976 in Argentina. “Ucciso dalla dittatura perché stava con gli oppressi”, è la motivazione. “No, fu un vescovo settario, vicino ai terroristi e vittima di un incidente stradale, l’omicidio non ha prove”. Il principale quotidiano argentino scende in campo contro la beatificazione voluta da Papa Francesco e apre il caso: un’elevazione agli altari che divide e dove è contestato l’odium fidei che sta alla base del martirio.

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Il no assoluto alla pena di morte. Una vittoria del Vangelo o dell'”umanesimo secolare”?

Il no assoluto alla pena di morte voluto da papa Francesco nel Catechismo della Chiesa cattolica ha acceso vivaci discussioni tra chi sostiene che si tratta di un autentico sviluppo dottrinale e tra quelli che rilevano invece che si tratta di una palese e inaccettabile rottura.

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Assoluti morali: esce l’adulterio, entra la pena di morte

Il cambio magisteriale fa rientrare la pena di morte nel novero dei mala in se, azioni intrinsecamente malvagie che non tollerano eccezioni. Curiosamente a seguito delle indicazioni dell’Amoris laetitia l’adulterio non è più un assoluto morale, perché in alcune condizioni l’adulterio pare essere lecito e dunque esce dalla categoria dei mala in se. Dunque l’adultero e l’assassino sono sempre vittime dei loro atti liberi, mai colpevoli perché a loro nulla può essere imputato. Ergo l’adultero può accedere alla Comunione e il reo non deve essere punito. Se sparisce la colpa deve sparire anche la giustizia. C’è solo misericordia.

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Quel modernista di papa Francesco…

Il cambio dottrinale anche sulla pena di morte — e anche il metodo usato per farlo — è l’ennesima dimostrazione che Jorge Mario Bergoglio è un modernista. Pubblichiamo un ottimo articolo di Don Mauro Tranquillo, sacerdote della FSSPX. I grassetti sono dell’autore.

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Il confine tra evoluzione e rivoluzione della Dottrina

Il tema della rinnovata comprensione della dignità umana, se non ben chiarito, potrebbe, infatti, portare un domani ad altri cambiamenti di articoli del Catechismo. L’impressione dei critici è che la novità proposta per l’inammissibilità della pena capitale nasconda una evoluzione più rivoluzionaria circa la comprensione della dignità umana. E che questa, se non ben definita, possa portare ad altre novità difficilmente inseribili in un omogeneo sviluppo della dottrina.

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Cambio dottrinale sulla pena di morte, esulta la lobby gay

Per la lobby gay, impegnata nell’assalto al catechismo della Chiesa, la decisione del Papa sulla pena di morte è una grande vittoria. La notizia è che «la dottrina può cambiare», e può cambiare secondo la mentalità del mondo. Per questo diventa ancora più importante l’Incontro mondiale delle famiglie a Dublino, un test decisivo per capire in che direzione vuole andare il Papa.

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