Ex anglicano: «La sinodalità non vada contro la Fede»

Parla alla Bussola padre Nazir-Ali, ex vescovo anglicano e oggi cattolico, che sottolinea l’importanza dell’autorità. E sulla sinodalità avverte: «Non è solo consultazione. Chi viene consultato ha bisogno di essere catechizzato», in accordo al deposito della fede, senza cedere alle pressioni del mondo. E poi aggiunge: «Sul papato ci sono molti malintesi nell’anglicanesimo».

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Video. Fermate quel Sinodo! L’ultimo grido del card. Pell

All’età di 81 anni, un altro grande uomo di Dio è da poco ritornato al Padre, il Card. australiano George Pell. Una vita spesa al servizio di Cristo e della sua Chiesa, annunciando il Vangelo con coraggio e fermezza. Fu oggetto di un duro linciaggio mediatico. Con false accuse di abusi sessuali, fu addirittura condannato alla galera, ma anche da lì ha continuato a parlare difendendo la verità. Poco prima di morire ha scritto un articolo per il settimanale inglese, The Spectator, in cui denunciava i pericoli del Sinodo sulla sinodalità, riferendosi all’ultimo documento della fase intercontinentale. Scritto in “un gergo neo-marxista”, questo documento sinodale, a giudizio di Pell, “è ostile alla tradizione apostolica”. Parliamone, dal momento che lo stesso Sinodo invita al confronto con tutti e con tutto.

Il lascito-denuncia del card. George Pell

Nel suo ultimo articolo per The Spectator, il cardinale Pell definiva senza mezzi termini il documento del Sinodo «incubo tossico», «uno dei documenti più incoerenti emessi da Roma» che non pone posizioni definitive su «aborto, contraccezione, ordinazione delle donne al sacerdozio, atti omosessuali». Anche il suo giudizio sul papato, definito «una catastrofe», è drastico, come emerge dopo la rivelazione che dietro il memorandum fatto avere ai cardinali sotto lo pseudonimo di Demos si celava proprio il porporato 81enne morto a Roma mercoledì.

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Vaticano, la grande cospirazione: chi ha pilotato l’elezione del Papa

San Gallo è una cittadina svizzera, di cui nel 1996 era vescovo mons. Ivo Fürer, che era stato, fino all’anno precedente, segretario generale della Conferenza dei vescovi europei. D’accordo con il cardinale Carlo Maria Martini, arcivescovo di Milano, mons. Fürer decise di invitare un gruppo di prelati, per stabilire un’agenda di lavoro per la Chiesa del futuro.

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Il vescovo Mutsaerts abbandona il sinodo e dice: “Non ha nulla a che fare con lo Spirito Santo”

La decisione del vescovo Mutsaerts è arrivata dopo la presentazione, avvenuta il 27 ottobre scorso nella sala stampa vaticana, del documento per la tappa continentale del sinodo.

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“E il Verbo si è fatto ideologia”. Al Sinodo una Chiesa falsificata

Il Documento di lavoro per il Sinodo sulla sinodalità, presentato il 27 ottobre, è la riproposizione del frasario tipico dell’ideologia pseudo-cristiana con cui le gerarchie ecclesiastiche martellano continuamente i fedeli: inclusività, Chiesa senza porte, rifiuto della divisione tra credenti e non.

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Il Sinodo permanente, stortura che accresce i timori

La decisione di Francesco di prolungare al 2024 il Sinodo sulla sinodalità si fonda sull’idea che esso «non è un evento ma un processo». Ciò accresce i timori per la Chiesa. I sinodi non hanno mai avuto valore deliberativo, ma solo consultivo. La nuova concezione di sinodalità punta invece a collocarsi a fianco del Papa e non sotto il Papa.

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I tre buchi neri del Sinodo che mettono in pericolo la Chiesa

Il percorso che culminerà nel 2023 con il Sinodo dei Vescovi presenta almeno tre buchi neri. Il primo è che la sua conduzione non ha niente di sinodale, confermando l’atteggiamento imperativo di Francesco. Il secondo buco nero riguarda l’ascolto, viziato dal fatto che si è già deciso cosa ascoltare e cosa no. Il terzo è l’idea di introdurre nella Chiesa la democrazia liberale. Ma così si snatura la stessa Chiesa.

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Vescovi ridotti a postini, è ora che si sveglino

Il caso del documento della Chiesa francese inviato al Sinodo con richieste “liberal” non condivise dai vescovi, è segno della rassegnazione degli stessi vescovi il cui ruolo è svilito anche dall’autoritarismo di questo pontificato. Eppure, proprio in nome del Concilio i vescovi dovrebbero rialzare la testa.

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