Il trionfo di Cristo sulle tenebre del nostro tempo

Gli amici di Coooperatores-Veritatis.org consigliano la lettura del libro Christus Vincit. Il trionfo di Cristo sulle tenebre del nostro tempo di mons. Athanasius Schneider (Fede&Cultura, Verona, 2020), in cui l’intrepido pastore elenca e risolve i problemi della Chiesa.

Video. Aldo Maria Valli presenta “Nell’ora della prova”, raccolta dei testi di mons. Viganò

Il giornalista Aldo Maria Valli presenta in esclusiva su Vox Italia Tv l’ultimo libro di mons. Viganò Nell’Ora della Prova. Un testo corposo e importante dove vengono chiariti in termini molto precisi i termini della rottura fra lo stesso Viganò e Papa Francesco. Oltre alla puntuale denuncia di uomini e comportamenti così gravi da generare scandalo e sconcerto fra i fedeli, il testo contiene una serie di spunti dottrinali e teologici di prim’ordine.

Video. Guai a voi quando gli uomini vi loderanno!

«Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi» (Lc 6,24-26). Papa Francesco dovrebbe stare allerta, perché tutti i nemici di Cristo e della Chiesa dicono bene di lui. Il più anticattolico dei quotidiani italiani, la Repubblica, ha recentemente dedicato due articoli in sua difesa. Ma come devono comportarsi i fedeli con un pontefice che non si comporta da pontefice? Leggiamo insieme un articolo di P. Basilio Martin al riguardo.

Aldo Maria Valli: Esistono già due Chiesa. Ecco come rinascerà quella nuova.

Nell’ora della prova, edito da Chorabooks, è il libro che raccoglie gli scritti degli ultimi due anni dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò, l’ex nunzio apostolico della Santa Sede che ha denunciato la corruzione finanziaria e morale ai vertici della Città del Vaticano. Ne ha curato l’edizione Aldo Maria Valli, giornalista, storico vaticanista del tg3 e del tg1 e autore del blog Duc in altum.
“Il volume contiene materiale molto utile a chi vorrà scrivere la storia di questo periodo così tumultoso della Chiesa cattolica”. Prende le mosse dal memoriale dell’agosto del 2018 in cui monsignor Viganò rese pubblici i reati di abusi sessuali perpretati per anni dall’ex cardinale statunitense Theodore McCarrick e la circostanza che gli stessi fossero conosciuti sin dagli anni Novanta dai vertici del Vaticano e almeno dal 2013 anche da Papa Francesco.
Secondo l’arcivescovo Viganò “una mafia corrotta ha preso il controllo di molte istituzioni del Vaticano, a tutti i livelli, e sta sfruttando la Chiesa e i fedeli per i suoi scopi immorali”. Viganò sostiene che i dati statistici dimostrerebbero che l’aumento dell’omosessualità nel clero ha portato anche ad una crescita dei casi di abuso sessuale nei confronti dei minori.
“Quando i vertici della Chiesa si propongono giustamente di combattere il fenomeno della pedofilia senza però mai citare la questione dell’omosessualità nel clero, non affrontano il problema nel modo giusto”, sostiene Aldo Maria Valli. “Non c’è nessuna accusa nei confronti della persona omosessuale, anzi c’è il massimo rispetto come scrive lo stesso catechismo della Chiesa Cattolica, tuttavia non è possibile negare che nella Chiesa emerge un nesso causale tra abuso di minori e omosessualità”.
Papa Francesco ha mostrato apertura nei confronti dell’omosessualità. Nel documentario dal titolo Francesco, realizzato dal regista russo Evgeny Afineevsky con il beneplacito della Santa Sede, il Pontefice avrebbe espresso il suo favore alle unioni civili omosessuali.
Secondo Aldo Maria Valli la questione omosessuale crea problemi perché “se la Chiesa sposa la mentalità del tempo, per cui non esiste una verità oggettiva e una morale preponderante, in questo modo tradisce se stessa e due millenni di insegnamento”.
“La Chiesa non deve essere a ogni costo simpatica verso il mondo, ma deve ribadire un insegnamento alla luce della legge divina, avendo sempre a cuore la salvezza dell’anima delle persone”, afferma l’ex vaticanista del Tg1. “Tanti cattolici si sentono, invece, disorientati di fronte ad una predicazione, come quella di Francesco, che va in tutt’altra direzione”.
“Una Chiesa allineata al pensiero dominante nel mondo e ridotta a un’agenzia sociale di beneficenza arriva all’irrilevanza”. Sembra così realizzarsi la profezia espressa da Pier Paolo Pasolini in un famoso articolo dal titolo Il folle slogan dei jeans Jesus, uscito il 17 maggio 1973 su Il Corriere della Sera. In esso Pasolini paventava una “dissoluzione naturale” della Chiesa in una società edonistica, in cui gli individui sono ridotti a consumatori.
Secondo Aldo Maria Valli “occorre recuperare la dimensione di Verità e salvezza della fede cattolica e applicarla alle cose del mondo, non fare viceversa, adattando cioè il messaggio di Gesù alle cose del mondo”.
“La Chiesa vera, quella fedele a Gesù, rinascerà nella piccolezza, nel nascondimento, forse addirittura nelle catacombe”. “La fiammella della fede sarà alimentata nel piccolo, da parte di poche persone quasi costrette alla clandestinità. In questo modo, però, nascerà una Chiesa più vera e più fedele”.

Mons. Bux: “Correnti gnostiche e massoniche influenzano alcuni ecclesiastici, ma non il popolo”

Monsignor Nicola Bux non condivide affatto le troppe precauzioni prese in funzione anticoronavirus anche dalla gerarchia ecclesiastica che ha sospeso le funzioni religiose. «E’ tempo che i cristiani autentici mettano in atto una vera resistenza recuperando il senso autentico della fede».

Al cuore della rivoluzione c’è l’odio di Dio

Lo spirito della rivoluzione è espresso dalle nozioni di uguaglianza assoluta e di libertà completa, cui corrispondono due passioni: orgoglio e sensualità. Secondo S. Tommaso d’Aquino, odiare la gerarchia nell’universo significa odiare Dio. Quindi, al cuore della rivoluzione troviamo un atteggiamento di odio di Dio.

 

Gaudet Mater Ecclesiae? Purtroppo no!

Il card. Zen non condivide le critiche al Vaticano II e invita a rileggere attentamente il discorso inaugurale di Giovanni XXIII per capirne l’insegnamento autentico. È assolutamente vero che nell’allocuzione roncalliana c’è tutto il Vaticano II, ma non è la soluzione al problema, bensì il problema stesso.

L’eclissi del Papato

Quand’anche un papa giungesse al limite estremo di cambiare la Fede, spiega il grande padre domenicano Roger-Thamas Calmel, ebbene “non toglierebbe al Signore Gesù il suo governo infallibile, che tiene in mano anche lui, papa sviato, e gli impedisce di impegnare fino alla perversione della fede l’autorità ricevuta dall’alto”. Un’autentica vita interiore, centrata necessariamente su Gesù Cristo, include sempre il suo Vicario e l’obbedienza a lui dovuta, ma “quest’obbedienza, lungi dall’essere incondizionata, è sempre praticata alla luce della fede teologale e della legge naturale”.

Il mezzo È il messaggio del Vaticano II

Quello del Vaticano II è solo un problema ermeneutico? Eppure il Signore ci ha detto che dai frutti riconosceremo se l’albero è buono o cattivo.

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