Francesco, il papa che umilia il papato

Recente conferenza stampa a parte, la demolizione sistematica dei pontificati di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI ha ormai sdoganato l’idea che il papa non è più il custode della fede, né colui che conferma i suoi fratelli, ma uno che agisce in base alle proprie voglie e sensibilità e pretende di essere obbedito, senza darsi pena di mostrare la propria continuità con i suoi predecessori.

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Francesco, un papa in caduta libera

Bergoglio ha purtroppo ripreso l’aereo e l’effetto della diminuzione di ossigeno ad alta quota ha prodotto ancora effetti sconcertanti che si sono abbattuti sullo stremato popolo di Dio, ormai inerte e sconsolato di fronte a tanta miseria intellettuale, teologica e umana.

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La formazione dei sacerdoti e i danni del progressismo

In un articolo sulla rivista Presbyteri, il prof. Sergio Tanzarella sottolinea la decadenza dell’insegnamento nei seminari e offre suggerimenti nell’ottica di una “rivoluzione culturale”. Peccato che le soluzioni indicate sono già parte integrante del cattolicesimo progressista, che va avanti da decenni e che è all’origine della suddetta decadenza, deformando la missione del prete.

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La Pascendi, cura e “vaccino” al modernismo

L’8 settembre del 1907 viene resa pubblica la Pascendi di San Pio X. Il Cammino dei Tre Sentieri ne offre una brevissima sintesi.

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Una Messa e le ragioni d’amore: supplica degli abati

Superiori e Abati degli Istituti ormai ex-Ecclesia Dei si sono ritrovati nel quartier generale dell’Institut du Bon Pasteur a margine dei rumors su un documento applicativo ancora più restrittivo. In una lettera inviata a Roma si esprime preoccupazione per le misure draconiane del motu proprio Traditionis Custodes e rammarico, perché ci si rende conto che il motu proprio che limita la Messa in rito antico significa la distruzione di quanto pazientemente tessuto negli ultimi cinquant’anni.

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Video. Un Papato a scadenza? Una questione spinosa

Il progetto di un nuovo documento che regolerà il “papato emerito” ha fatto molto discutere, soprattutto per quello che riguarda l’ipotesi di un papato che possa prevedere quasi una data di pensionamento. È possibile questo? È questo auspicabile?

Il Papa, il latino e i limiti della pastorale della nostalgia

Papa Francesco ribadisce la volontà di far morire le Messe in latino. L’annunciato “riordino costruttivo” è dettato da un’idea di Chiesa della rottura in cui il fedele che cerca la tradizione sia un nostalgico che il tempo estinguerà. Ma i gruppi stabili non sono composti da anziani, ma sono un’esperienza di Chiesa giovane, che ora si vuole umiliare, di fedeli in crescita, che non possono essere accusati di nostalgismo dato che vivono la Messa in latino non come rifugio, ma come un approdo da cui sono attratti, privi di quelle ideologie di cui invece sono infarciti i provvedimenti che li puniscono.

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Le difficoltà della “teologia del popolo”

L’espressione “teologia del popolo” sembra sia stata coniata dal teologo J.L. Segundo che voleva distinguerla anche nel nome dalla teologia della liberazione nella quale rischiava di essere confusa. Però le due teologie mantengono un punto in comune, vale a dire il punto del loro “cominciamento”.

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29 agosto: Martirio del Battista. Cari pastoralisti, basta con la vostra ipocrisia!

Ah, se ai tempi del Battista ci fosse stata l’Amoris Laetitia… Invece no! Chiediamo ai sostenitori della pastorale contemporanea il silenzio. Ci risparmino l’ipocrisia farisaica!

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