Matrimonio e divorzio. Il generale dei gesuiti: “Anche Gesù va reinterpretato”

Per i novatores, Gesù è vissuto e morto 2.000 anni, dunque non è lo stesso ieri, oggi e sempre. Cosa resta allora del Vangelo? Un’estratto concetto di “Spirito Santo” che guida la “Chiesa” chissà dove, chissà da chi…

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Burke a Guam, Negri a casa, il messaggio è chiaro: al confino o a casa chi dissente

L’invio (non si sa per quanto tempo) del cardinale Burke in Micronesia per gestire un caso di pedofilia; la rapida sostituzione di monsignor Negri alla guida dell’arcidiocesi di Ferrara con un monsignor Perego dipinto come il suo opposto. Le scelte di Roma sono un messaggio ben preciso.

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I gesuiti e la de-cattolicizzazione del papato

Prendiamo ad esempio padre Arthur F. McGovern, S.J., un prestigioso e convinto apologista del nuovo anticapitalismo dei gesuiti. Nel 1980 pubblicò un libro sul soggetto — Marxismo, una prospettiva cristiano-americana — e in seguito ha reso esplicito il suo punto di vista in più di un’occasione. Per lui il marxismo non può essere liquidato come «falso». Di conseguenza, conclude il gesuita, dobbiamo isolare la critica sociale di Marx, che è «vera», da quegli elementi estranei. Possiamo accettare il concetto di lotta di classe di Marx, perché c’è una lotta di classe. Ciò significa sì rivoluzione, ma «rivoluzione non significa chiaramente violenza… significa che dovremo avere un nuovo tipo di società, decisamente non il capitalismo democratico che conosciamo…», insomma basta aggiungervi ingredienti cristiani, eliminare quelli non cristiani e il gioco è fatto. Va anche specificato che di violenza, questi gesuiti, ne hanno prodotta molta in tutto il Sudamerica. McGovern vede in Gesù, come viene ritratto nel Vangelo di san Luca, un esempio di rivoluzione. Quello di san Luca è «un vangelo sociale», dice, citando Gesù in appoggio alla sua causa. «Sono venuto a portare una buona novella per i poveri, a liberare gli infelici, a riscattare i prigionieri». «Vedete», aggiunge McGovern, «quante volte Gesù parla della povertà; s’identifica con la povera gente; critica coloro che caricano pesi sulle spalle dei poveri». Chiaramente, quindi, Gesù riconosce l’esistenza della «lotta di classe» e sostiene «la rivoluzione».
Il messaggio arriva oggi da migliaia di fonti differenti del clero e dei teologi che vivono nei paesi a capitalismo democratico. È incastonato – ha spiegato padre Malachi – in una “teologia” completamente nuova – la teologia della liberazione – il cui manuale è stato scritto da un domenicano peruviano, Gustavo Gutiérrez, discepolo del gesuita Henri de Lubac, e il cui albo d’onore comprende un bel numero d’influenti gesuiti latino-americani come Jon Sobrino, Juan Luis Segundo (1925-1996) e Fernando Cardenal (1934-2016). E qui veniamo alla ciliegina sulla torta. Rapidamente, decine di gesuiti cominciarono a lavorare, con la passione e lo zelo tipici del loro Ordine, per il successo dei comunisti sandinisti del Nicaragua e, quando i sandinisti presero il potere, quegli stessi gesuiti assunsero posti chiave nel governo centrale, imitati da altri a livello regionale. In altri paesi dell’America Centrale, i gesuiti non solo parteciparono all’addestramento dei quadri marxisti della guerriglia, ma alcuni diventarono addirittura guerriglieri. Ispirati dall’idealismo che vedevano nella teologia della liberazione, incoraggiati dall’indipendenza insita nella nuova idea di Chiesa come gruppo di comunità autonome, i gesuiti ritennero che fosse permesso, persino incoraggiato, tutto ciò che aiutava il nuovo concetto di “Chiesa del popolo”.

Il resto lo trovate in basso.


Cooperatores Veritatis

Nell’approfondimento della prima parte del nostro modesto studio sulla deriva di un certo gesuitismo, alle fondamenta della pastorale post-conciliare della Chiesa, dagli anni ‘60-‘70, passiamo ora ad analizzare i rapporti di questo gesuitismo novatore con i Sommi Pontefici.

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Sulla medicina per i peccatori, le opposte ricette di Ratzinger e Bergoglio

La “possologia” riguardo gli effetti “medicinali” del sacramento dell’Eucaristia di Ratzinger e Bergoglio sono l’una l’opposto dell’altra.

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Ordine di Malta, lo scandalo contraccettivi esiste: ecco le prove. Ma il responsabile è ancora in sella, grazie al Papa

Non solo distribuzioni di contraccettivi e abortivi in Myanmar, Kenya, Sud Sudan, ma anche la giustificazione teorica di questo comportamento contrario all’insegnamento della Chiesa. Altro che piccolo incidente in Myanmar, subito bloccato non appena scoperto. Stiamo parlando dello scandalo alla base dello scontro degli ultimi mesi all’interno del Sovrano Ordine Militare di Malta.

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De Certeau, il teologo “barricadero” che piace a Francesco

Definito da Papa Francesco “il più grande teologo per il giorno d’oggi”, Michel de Certeau ha sostenuto tesi di rottura conciliare e di attrazione verso il maggio francese cercando di unire il ’68 al Concilio. E la rivista dell’Università cattolica ne ha scritto il ritratto appassionato.

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A questo papa si obbedisce “perinde ac cadaver”

Il riassunto del lunedì di Campari&deMaistre.

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