DDL Zan, la Chiesa non vede l’ateismo. Parola di Del Noce

Dietro la proposta di legge Zan ci sono precise forze ideologiche e culturali alle quali il mondo cattolico si è assimilato, non essendo oggi più in grado di combatterle perché ormai ad esse omogeneo. Per questo esso non solo non assume più azioni di contrasto, ma non comprende nemmeno più di avere in esse dei nemici sul piano culturale.

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Video. La sinistra e i poveri

Riflessioni di Marco Invernizzi di lunedì 24 maggio 2021

Tra la sinistra com’era prima del 1989 e quella di oggi ci sono molte differenze e il recente messaggio lanciato da Marco Rizzo, segretario del Partito Comunista, ne dà una profonda evidenza. In passato, chi credeva in essa pensava di servire la giustizia aiutando gli oppressi, i poveri. Un errore che è diventato tragedia. La sinistra di oggi non ha più niente a che fare con i poveri, che infatti le voltano le spalle. Essa vuole trasformare certi desideri in diritti, autorizzati dallo Stato e parla un linguaggio completamente estraneo a chi lavora duramente. Questa non è certo un’apologia del comunismo, che era e rimane una ideologia intrinsecamente perversa, ma chi credeva in essa pensava di servire la giustizia aiutando gli oppressi, i poveri. Un errore che è diventato tragedia. L’enciclica Rerum novarum, di cui quest’anno ricorre il 130° anniversario, ne aveva colto tutta la drammatica portata e aveva denunciato la nascita del falso mito per cui la sinistra sta sempre dalla parte dei poveri. Questo non è mai stato vero ed ora è più evidente.

Il populismo gesuita

Un saggio dello studioso laico liberale Loris Zanatta indaga accuratamente e dettagliatamente sui “populismi gesuiti” latino-americani. Ben riconoscibile il filo ideologico che lega Peron, Castro, Chavez e Bergoglio.

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DDL Zan, l’autogol del cardinale Bassetti

Bassetti ha “benedetto” il ddl Zan perché l’approccio sui temi eticamente sensibili spesso non avviene più in casa cattolica utilizzando le categorie proprie della morale naturale, ma quelle della giustizia sociale.

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Don Seghedoni, il prete felice per i nuovi non praticanti

Don Ivo Seghedoni sostiene che il Covid-19 ci ha fatto la grazia di ridefinire «i confini del popolo di Dio» attraverso «la “sparizione” della “pratica” intesa come partecipazione alla messa». Che per lui è diventata un optional. Insomma, anziché avvicinare i non praticanti, allontaniamo i praticanti…

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Non ridateci la Democrazia cristiana!

È necessario per i cattolici rivendicare un proprio ruolo ed una propria visibilità nell’attuale momento storico, in politica e nella società. Il che non significa però lanciarsi nell’avventura di un nuovo partito politico. Giovanni Paolo II ricordò come «una democrazia senza valori si converta facilmente in un totalitarismo aperto oppure subdolo. Per questo uno dei compiti più urgenti del politico cristiano è quello di far risuonare il Vangelo della vita su tutte le strade del mondo». Se ciò non avvenisse – come capitò coi democristiani conniventi nel varo delle leggi sul divorzio e sull’aborto – il cristiano diverrebbe complice dell’aggressione all’avvenimento cristiano.

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La povertà in salsa comunista non è cristianesimo

Papa Francesco fa un’omelia sul brano degli Atti che parla dei primi cristiani che mettevano in comune le proprie sostanze e i media la “cucinano” per dire che non è cristiano chi non condivide gli averi con i poveri. Ovvio che è un obbligo morale aiutare i bisognosi, ma il cristianesimo chiede il distacco del cuore dai beni materiali, non la miseria. E san Tommaso ha spiegato il concetto di “necessario”.

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La Chiesa “verde” è a servizio dell’eugenetica

La solenne presentazione in Vaticano degli Orientamenti pastorali sugli sfollati climatici segna il totale asservimento dei vertici della Chiesa a una ideologia ecologista che è anti-umana alla radice. E in nome della difesa dei poveri fa da megafono a chi invece dei poveri persegue l’eliminazione.

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Il dossettismo di Zuppi e la Costituzione idolatrata

La lettera che il cardinale Zuppi ha idealmente scritto alla Costituzione richiama alla mente Dossetti per la visione insieme laica e religiosa della Costituzione stessa. Nessun accenno ai difetti della nostra Carta fondamentale, a partire dal mancato riferimento a Dio. Nel solco del dossettismo, Zuppi scade in un’ideologia della Costituzione, che non è evangelicamente accettabile.

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César Chávez, mentore di Joe Biden

Non è passato inosservato, almeno per chi conosce la storia del cattocomunismo negli Stati Uniti, il fatto che il presidente Joseph Biden abbia messo dietro la sua scrivania del Salone Ovale l’effigie dell’agitatore César Chávez, presentandolo come fonte d’ispirazione e modello da seguire.

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