Perché Papa Francesco il 25 e il 27 marzo non ci ha convinto

Per la rubrica I cattolici al tempo del coronavirus, Aldo Maria Valli pubblica i commenti dei suoi lettori sulla veglia di preghiera che papa Francesco ha voluto il 27 marzo per chiedere la fine della pandemia.

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Ora il governo può chiudere le chiese. Vescovi, ci siete?

Aggiornamento: la versione finale del decreto legge del 25 marzo corregge in parte il comma h) dedicato ai luoghi di culto (clicca qui), così come appariva nella bozza disponibile fino a ieri pomeriggio. È stato tolto il riferimento alla chiusura, resta la limitazione all’accesso. Tiriamo un sospiro di sollievo? Fino a un certo punto, perché l’indirizzo politico è chiaro. E il silenzio della Chiesa pure. Ci ritorneremo domani.

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Dialogo e azione: ciò che sinodalità non è

Sul concetto di sinodalità non ci si capisce. Un tempo si pensava che la sinodalità fosse un camminare insieme credendo nelle medesime verità di fede. Oggi si pensa che la sinodalità sia un agire insieme. Il modello della sinodalità era una Chiesa monarchica, oggi è una Chiesa democratica.

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Papa Francesco prega che i cattolici cinesi siano “buoni cittadini”, ma secondo gli standard di Pechino?

Nel mese di marzo il Papa chiede a tutti di pregare per la Chiesa in Cina, perché siano superate le divisioni e si perseveri nella fedeltà al Vangelo. L’intenzione di Francesco è affidata, come di consueto, al video diffuso dalla Rete Mondiale di Preghiera del Papa. Tenuto conto della situazione critica in Cina per la Chiesa fedele a Roma, il messaggio ha destato delle perplessità.

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Il Vaticano dichiara guerra al cardinale Zen. La solidarietà di mons. CM Viganò

Una esplosiva lettera firmata dal Decano del Collegio cardinalizio, cardinale Giovanni Battista Re – che la Nuova Bussola Quotidiana ha potuto consultare – attacca duramente l’arcivescovo emerito di Hong Kong, cardinale Zen, reo di criticare l’Accordo segreto tra Cina e Santa Sede che sta costando l’aumento della persecuzione nei confronti dei cattolici. Nella lettera si mescolano giudizi fuorvianti — affermando un’inesistente continuità tra la linea di questo pontificato e quella dei precedenti pontefici — a dichiarazioni gravissime: si attribuisce a Benedetto XVI la paternità dell’Accordo attuale e si afferma un cambiamento dottrinale riguardo alla possibilità di Chiese indipendenti.

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È magistero o no? Il groviglio del linguaggio sinodale

Che rapporto c’è tra l’esortazione Querida Amazonia e il Documento dei padri sinodali? Ci è stato detto che la prima è magistero e il secondo no. Ma la prima chiede di applicare il secondo, quindi di renderlo vincolante. Il credente non può credere in qualcosa se non sa in cosa consista questo qualcosa. Eppure il nuovo quadro inquieta molto perché nell’incertezza fluida si inserisce di tutto.

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Querida Amazona, ma senza Dottrina sociale

Il lettore dell’Esortazione apostolica di papa Francesco sull’Amazzonia non si imbatte quasi mai in considerazioni specificamente derivate dalla Dottrina sociale della Chiesa. Eppure, tutti e quattro i “sogni” enunciati nell’Esortazione richiamerebbero per loro natura i principi di riflessione della Dottrina sociale della Chiesa.

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Chi sono i poveri in spirito? Qualcuno lo spieghi a papa Francesco…

I poveri in spirito in una catechesi di papa Francesco che solleva molti dubbi.

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Querida Amazonia: un freno alla rivoluzione?

Colpo di freno sui viri probati; fallimento del Sinodo sull’Amazzonia; aperto contrasto con i vescovi germanico-amazzonici. In questi tre punti può racchiudersi la dinamica avviata dalla Esortazione post-sinodale di papa Francesco Querida Amazonia. Qualcuno ricorderà a questo punto la strategia dei “due passi avanti e uno indietro” di papa Francesco, ma quando un treno viaggia ad alta velocità, una brusca frenata può farlo deragliare, ponendo fine alla corsa in modo drammatico. Il processo rivoluzionario è una macchina sociale che spesso diviene incontrollabile e travolge i macchinisti. «La Rivoluzione divora i suoi figli». Questa celebre frase che il girondino Pierre Victurnien Vergniaud (1753-1793) pronunciò davanti al tribunale giacobino che lo condannava a morte, costituisce una chiave per comprendere l’eterogenesi dei fini di ogni azione che si allontani dalla verità e dall’ordine (Roberto de Mattei, Querida Amazonia: le conseguenze di una svolta che non c’è stata, Corrispondenza Romana, 12-02-2020).

Presentata l’Esortazione apostolica post-sinodale Querida Amazonia: non recepita la richiesta dei preti sposati e delle donne diacono, ma papa Francesco domanda che il Documento finale del Sinodo venga applicato con tutto quanto esso contiene. E seppur la sensazione sia quella di un testo “sgonfiato” dalle critiche, si divaricano eccessivamente Vangelo e cultura mentre si fa un’apologia velata della Pachamama. Nel frattempo gli “interpreti ufficiali” del pontificato dichiarano non chiuse le questioni più spinose e spingono in avanti insieme al sinodo tedesco (Luisella Scrosati, Celibato: la partita è solo rinviata, La Nuova BQ, 12-02-2002).

Risolta con una buone dose di ambiguità la faccenda dei preti sposati e delle donne prete su cui si era concentrata l’attenzione degli osservatori, l’Esortazione apostolica Querida Amazonia presenta in realtà un approccio e alcuni temi che lasciano perplessi: prevalenza di argomenti socio-economici, ecologismo, indigenismo. E una concezione della missione ridotta a cura della casa comune. In sintesi: forse non saranno passati il clero uxorato e l’ordinazione femminile, ma la dottrina è stata comunque attaccata su altri fronti (Tommaso Scandroglio, Esortazione, resiste il mito dell’Amazzonia felix, La Nuova BQ, 13-02-2020).

L’esortazione è stata una sorpresa un po’ per tutti perché si è mossa nel solco della tradizione, deludendo notevolmente coloro che più avevano spinto per un esito di rottura, e sorprendendo coloro che temevano fortemente che Papa Francesco assecondasse quei suoi collaboratori che hanno gestito il sinodo amazzonico, i quali su alcuni temi caldeggiavano per uno strappo epocale più che millenario, e che pure la stesso Papa è sembrato più volte sostenere (Sabino Paciolla, Querida Amazonia, una esortazione che ha sorpreso e deluso, Il Blog di Sabino Paciolla, 13-02-2020).

 

Se Dio diventa relativista. La dichiarazione di Abu Dhabi un anno dopo

“Come può Dio aver voluto religioni che negano la divinità di Cristo? Non va questo contro la logica oltre che contro la fede? Davvero Dio può volere che le creature umane sostengano idee e fedi contraddittorie rispetto a Gesù Cristo e a Dio stesso?”, domanda amaramente e retoricamente Aldo Maria Valli.

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