La “nuova Chiesa del popolo” dei neo-papisti

Contestazione per il cardinale Muller a Trieste, insulti ai cardinali dei Dubia. L’aria si fa sempre più pesante nella Chiesa, e si capisce il perché: i “papisti” e censori di oggi (vedi Melloni e Bianchi) sono gli stessi che contestavano apertamente san Giovanni Paolo II nel 1989. Della Chiesa e dell’unità intorno al Papa non gliene frega niente, pensano solo a fare avanzare la loro idea di “nuova Chiesa”.

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Periti pervertiti

Eretici erotici nella commissione teologica del Concilio Vaticano II. Dalla rubrica Il Riassunto del lunedì di Campari&DeMaistre.

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Impossibile “camminare” con Lutero

In questo 500° anniversario della Riforma luterana, i cattolici – soprattutto uomini di Chiesa e teologi – sembra abbiamo scelto di puntare su due aspetti: le sue intenzioni piuttosto che i contenuti dogmatici della Riforma e fare “un tratto di strada insieme”. Ma questo sposa già la prospettiva luterana perché si accettano due importanti presupposti.

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Papa Francesco quattro anni dopo

Quattro anni dopo, i cattolici fedeli all’insegnamento perenne della Chiesa denunciano la novità di un pontificato che, de facto, stravolge la morale tradizionale. I novatori sono insoddisfatti di un’“apertura” che avviene in maniera solo implicita, senza materializzarsi in gesti di reale frattura con il passato.

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Si può parlare di “bergoglismo”?

Adottiamo per utilità d’espressione il termine evocativo di “bergoglismo”, non per intendere quanto Jorge Mario Bergoglio ha detto o scritto prima e dopo l’elezione a Romano Pontefice, quanto per connotare una corrente ideologico-pastorale che oggi ha de facto in papa Bergoglio la sua più visibile espressione ma che parla attraverso mille voci riconducibili a nomi noti.

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Mons. Paglia in paradiso, sì, ma quello “gay”

Un’altra ondata di indignazione nei confronti di monsignor Paglia sta provocando in questi giorni la “scoperta” di una enorme Resurrezione che occupa tutta la controfacciata della cattedrale di Terni e commissionata nel 2007 dall’allora vescovo della diocesi a un artista argentino. Si tratta di un’opera omoerotica e sincretista, in cui Dio salva anche chi non vuole.

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