Don Seghedoni, il prete felice per i nuovi non praticanti

Don Ivo Seghedoni sostiene che il Covid-19 ci ha fatto la grazia di ridefinire «i confini del popolo di Dio» attraverso «la “sparizione” della “pratica” intesa come partecipazione alla messa». Che per lui è diventata un optional. Insomma, anziché avvicinare i non praticanti, allontaniamo i praticanti…

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Palme e coppie gay, quanti errori dal prete-politico

Don Giulio Mignani si rifiuta di benedire le palme in protesta contro il divieto ribadito dalla Congregazione per la Dottrina della Fede di benedire le coppie gay. Ma la Chiesa non è un’azienda, e le si deve obbedienza. Inoltre, le benedizioni hanno un significato preciso e non vanno politicizzate. Si benedicono le singole persone, ma non si possono benedire le unioni che non sono ordinate a Dio.

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Quando il Magistero è ridotto a politica

Il criterio per scegliere strumento e formula di approvazione dei documenti pontifici sta diventando politico, un modo per dire e non dire, per accontentare questi senza scontentare quelli. Le note a piè pagina della Amoris laetitia stanno facendo storia.

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L’episcopato mondiale e l’apostasia tedesca

La prima responsabilità dell’ormai palese apostasia della Germania è del Vescovo di Roma, Papa Francesco, che dovrebbe fare ciò che Papa San Clemente I fece con i chiassosi Corinzi nell’immediato periodo post-apostolico e ciò che Papa San Gregorio Magno fece con i fratelli vescovi durante l’età dei Padri: richiamare i vescovi tedeschi alla “fede che fu consegnata una volta per tutte ai santi” (Giuda 1, 3). Questa responsabilità non è solo del papa, tuttavia. Altri vescovi in tutta la Chiesa mondiale dovrebbero far sapere al vescovo Bätzing la loro grave preoccupazione per il carattere corrosivo del testo fondamentale del Cammino Sinodale.

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“No, non si può vietare la Comunione sulla lingua”

Mons. Christophe J. Kruijen, sacerdote della diocesi di Metz, alla Congregazione per la Dottrina della Fede dal 2008 al 2016 e autore del recente articolo À propos de l’interdiction de la communion donnée sur la langue, ha spiegato alla Nuova Bussola Quotidiana il limite dei vescovi e delle conferenze episcopali nel vietare di ricevere la Comunione sulla lingua e quali possibilità si hanno di distribuirla così nonostante l’imposizione.

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L’imposizione della Comunione sulla mano: un abuso e una forma di clericalismo

Cooperatores Veritatis

Riceviamo e pubblichiamo con molto piacere quest’articolo del Rev.do Don Federico Bortoli, autore del famoso libro La distribuzione della Comunione sulla mano (Cantagalli, 22€), proprio riguardo l’imposizione ai fedeli di ricevere il Corpo del Signore solo sulla mano, approfittando dell’emergenza coronavirus.

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O ti vaccini o ti licenzio: il Vaticano apre la strada

In Vaticano è stato emanato un decreto in materia di emergenza sanitaria che discrimina i lavoratori che non si vaccinano, con conseguenze che arrivano fino al licenziamento. Una decisione ingiustificabile dal punto di vista morale e giuridico, perché manca lo stato di necessità e non c’è certezza su efficacia e sicurezza dei vaccini. Una Nota vaticana successiva per smorzare le polemiche non cambia la sostanza del provvedimento.

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No, Dio non “si è fatto peccato”

Alcune parole pronunciate da papa Francesco durante l’Angelus di domenica 14 febbraio hanno sollevato perplessità. Il passaggio è quello in cui il papa ha sostenuto che Dio “si è fatto peccato”. I critici osservano che un conto è dire che Gesù “ha preso su di sé i nostri peccati”, per vincerne sulla Croce il Male che ne è la radice, un altro conto è dire che Dio “si è fatto peccato”. Dunque, il papa ha sbagliato?

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C’è una “Chiesa” che non vuole vescovi, ma funzionari

La vicenda riguardante la lettera del presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti, contro l’agenda abortista di Biden, pone il rilevante problema della libertà dei vescovi di insegnare la verità. Sconforta il fatto che gli impedimenti alla lettera siano giunti dai vertici stessi della Chiesa. La cui debolezza, oggi, si riflette nella debolezza dei suoi vescovi, che non parlano più di molti argomenti retti perché intimoriti e controllati.

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Il vescovo Moscone “scivola” sulla Comunione in bocca

Secondo il vescovo di San Giovanni Rotondo, Franco Moscone, ricevere l’Ostia in bocca è un abuso. Ma sbaglia clamorosamente. Però il suo scivolone rivela che quella del Covid è solo una scusa: c’è una strategia che punta a desacralizzare l’Eucarestia.

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