I gesuiti vogliono un Gesù “più credibile”

S’intitola Cristologia, per iniziare il libro che raccoglie le conferenze agli educatori dei Collegi della Compagnia di Gesù. Da qui si deduce che l’autore, il padre gesuita spagnolo José-Ramon Busto Saiz, rettore della Pontificia Università di Madrid, rilegge e distorce il Vangelo per “renderlo più credibile” alla luce del Vaticano II e sulle orme di Kasper.

di Ettore Gotti Tedeschi (22-12-2017)

Se incontrassi un giovane con vera vocazione che volesse entrare in seminario, sapendo che la sua strada è diventare anzitutto un santo sacerdote, magari poi vescovo, cardinale e persino papa, saprei a chi indirizzarlo, ma mi preoccuperei di aiutarlo a evitare seminari che potrebbero confondere (secondo me), la sua vocazione e la sua missione futura insegnando filosofia ispirata da Kant ed Heiddeger e teologia ispirata da Karl Rahner, dove si ignora completamente San Tommaso d’Aquino.

José-Ramon Busto Saiz, S.J.

A promuovere questa preoccupazione e desiderare scrivere questo articoletto, che probabilmente non dice nulla di nuovo ai teologi, è stata la lettura di un libretto (con “approvazione ecclesiastica”), definito nella presentazione: “sintesi di conferenze agli educatori dei Collegi della Compagnia di Gesù”. Si intitola Cristologia, per iniziare – Ed. AdP, 2006. L’autore è un notissimo gesuita spagnolo, padre José-Ramon Busto Saiz S.J., Rettore, alla data della pubblicazione, dell’Università Pontificia Comillas di Madrid, dove insegna esegesi e teologia. L’autore nella sua presentazione spiega che il libretto serve a iniziarsi al mistero di Gesù Cristo dopo l’esegesi storico-critica e la riscoperta della sua umanità da parte della teologia nella seconda metà del XX secolo ed introduce Walter Kasper e la sua opera Gesù è il Cristo chiave di tutta la teologia. L’autore segue spiegando cosa è cambiato nella cristologia con il Vaticano II che ci ha resi un po’ più “adulti”. E per farlo riporta i suggerimenti di Karl Rahner riferiti al rischio passato di inconsapevole eresia che consisteva nel fatto che per considerare Gesù vero Dio, si lasciava troppo in secondo piano che egli è vero uomo ed ha avuto una storia umana che deve esser investigata storicamente. Dagli anni Sessanta finalmente si comprende che per credere in Dio è necessario che Dio sia credibile. (Io non ci avevo mai pensato!).

Perciò non come i Vangeli ce lo hanno trasmesso, perché i Vangeli non sono opere storiche, danno testimonianze sospette, gli autori presunti (a parte forse uno) non sono testimoni oculari di quanto riferiscono, si contraddicono, non citano le fonti, probabilmente erano influenzati dai destinatari del loro lavoro che così volevano fosse interpretata la storia di Gesù, per aiutare la fede. I Vangeli vanno perciò letti criticamente. Il libro cita una sola volta Maria riferendo che la concezione e la nascita verginale di Gesù appartengono alla fede della Chiesa. Noi confessiamo nel Credo che Gesù nacque da Maria Vergine, ma questo mistero non si deduce dalla ricerca storica, infatti non è accessibile che alla fede (incarnazione significherebbe infatti, se ho ben capito, che Dio vive in un uomo). Gesù predica il Regno di Dio, senza mai descriverlo, e spiega che questo regno giunge gratuitamente per tutti, indipendentemente dalle nostre azioni. Ciò significa che il regno di Dio è offerto gratuitamente a tutti senza bisogno di meritarlo perché Dio ci ama indipendentemente da ciò che facciamo. Se dovessimo meritare l’amore di Dio, allora Gesù sarebbe probabilmente un falso profeta? (si chiede l’autore). Comunque i primi destinatari dell’amor di Dio sono i poveri (materiali) poiché, lascia intendere l’autore, l’inequità nella distribuzione dei beni è l’origine di tutti i mali (non il peccato originale, ignorato completamente). Perciò tutti sono figli di Dio (poveri, emarginati, peccatori), ma gli eletti sono i poveri materiali visto che il maggior peccato (inequità) è stato compiuto contro di loro.

La preghiera del Padre Nostro poi non è uscita dalle labbra di Gesù esattamente così come lo recitiamo, diciamo che è stata adattato dalle comunità primitive per esprimere la concezione di Gesù e dei suoi seguaci. Il nostro autore ispirato sottolinea che in questa preghiera Gesù auspica una vita dedicata alla produzione e alla ripartizione equa dei beni di questo mondo, naturalmente in relazione con la creazione (con profumo di ambientalismo). La relazione con Dio avviene infatti attraverso l’ambiente che ci circonda, cose, animali, persone, perché la creazione è il corpo di Cristo e pertanto ogni volta che si violenta la creazione si violenta il corpo di Cristo, pertanto si fa del male a Dio. E qui insegna a trasformare gli stessi Vangeli (nonostante ne abbia messo in dubbio la veridicità) per affermare ciò che vuole. Dice che la frase “dacci oggi il nostro pane quotidiano” non è presente in nessun evangelista. Secondo lui Matteo dice “dacci oggi il nostro pane di domani” e Luca dice “il pane di domani daccelo ogni giorno”. Forse io ho un Vangelo errato, ma Matteo 6,9-13 e Luca 11,3 dicono invece quello che io recito nel Padre Nostro. Parlando dell’Eucarestia spiega che per i cristiani è la ripetizione dell’ultima cena di Gesù. Molto intrigante la spiegazione che vien data sul perché i Giudei decidono di uccidere Gesù: perché ha cacciato i mercanti dal tempio mettendo così in discussione il sistema sociale giudaico. Di fatto perciò Caifa fece il suo dovere a farlo condannare. Gesù la morte se l’è cercata proprio. Magari in complicità con Giuda stesso? Che pertanto va riabilitato. Il fatto più importante della nostra fede, la Resurrezione, in sintesi, viene trattata come professione di fede legata ad esperienze mistiche. Chi fa risorgere l’uomo è Dio e dicendo: Gesù è risorto, stiamo dicendo che Dio è risuscitatore di morti. Sulla Resurrezione non ci sono prove e i testimoni sono inattendibili (anche san Tommaso?), persino probabili mentitori, nulla concorda di quel che asseriscono. Gesù è riconosciuto dopo la morte con gli occhi della fede. Ma se la Resurrezione non è provata i Sacramenti non sono divini, son stati stabiliti da un uomo, perfetto magari, peccatore magari (in quanto uomo, potrebbe non esserlo? si domanda l’autore).

Iniziare con un falsa cristologia per finire nel baratro…

Alla fine quale è stata l’opera di Gesù? Amare incondizionatamente, come Dio Padre. E la storia è fatta della corrispondenza di questo amore. Ma, ricorda il nostro autore, la famosa spiegazione di s. Anselmo sulla necessità della incarnazione di Dio per la logica della Redenzione non sta più tanto in piedi, perché è inaccettabile che Dio esiga la morte di un innocente, questa spiegazione va perciò cambiata spiegando che la salvezza è già ottenuta, non dobbiamo meritare proprio nulla. Dio non è meritocratico. Ma allora, si domanda, Gesù è Salvatore di chi ? E ci ha salvato da che? Ma perché dovevamo esser salvati? Caro lettore il problema è complesso, prima del Vaticano II Dio si Incarna, viene crocefisso per prendersi le colpe del peccato originale, risorge e ci insegna che per risorgere anche noi dobbiamo volerlo e meritarlo. Dopo il Vaticano II la nostra salvezza si ottiene riproducendo Gesù in noi, Gesù che ha già salvato tutto e tutti, ci ha già riconciliato, ci ha già fatto perdonare. Dio ci ha già donato la salvezza, non dobbiamo più meritare nulla. Per i cristiani non ci sono i 10 comandamenti che appartengono all’Antico Testamento.

Ho voluto sintetizzare, male certamente perché non sono un teologo, tutto ciò per spiegare cosa può esser insegnato in un seminario o Università Pontificia. Nel libro mai si parla di peccato originale, di satana, del male, dell’inferno, della gnosi, mai in tutto il libro. Forse perché non devono più esistere? Ma se questo è ciò che viene insegnato, quali conseguenze potrà avere sulla formazione di un giovane con vocazione sacerdotale che aspira a santificarsi e santificare? E tutto ciò per render Dio credibile?

(fonte: lanuovabq.it)


La deriva e la caduta dei gesuiti (Cooperatores Veritatis)

I gesuiti vogliono cambiare la dottrina e la morale (Francesco Agnoli)

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Un pensiero riguardo “I gesuiti vogliono un Gesù “più credibile”

  1. In Francia dove vivo ho sentito cose simili se non peggiori durante le omelie:

    – che il Battista era rivoluzionario e se oggi fosse qui aprirebbe a coniugi separati che vivono con altri more uxorio, e coppie omosessuali ( sottinteso praticanti) . Dimenticando perché gli han tagluato la testa.
    – che il Battista era figlio di preti. Non di un sacerdote del tempio ma preti! Forse ci si prepara al prossimo atto .
    – che la verginità di Maria, bah i dubbi umani ci sono e quindi ognuno può farsi una idea. Evidentenente il prelato dice il Credo ma ha una opinione diversa.
    – che con la nuova formula del padre nostro cambiata in francia, noi chiediamo di non entrarci neanche in tenrazione. E non quibdi di non soccombere.
    – che una volta ci si confessava, ma ora c é una visione non così pesante sull uomo, che Gesù si é inginocchiato all uomo nell ultima cena per servirlo. A sta frase le parole si bloccano.

    Potrei purtroppo continuare ma mi fermo. In altri tempi si sarebbe detto che il prelato aveva per errore a pranzo usato la bottiglia nella sacrastia piuttosto che l acqua da bere, ma oggi non é cosi. Mancanza di formazione penso, quindi é oltremodo urgente perlomeno far leggere il catechismo della Chiesa cattolica nei seminari. La difficoltà sorge anche con i bambini. Se al catechismo spiego una cosa e il prete la smentisce in omelia …. E se si osa gentilmente parlare a tali preti non cambia le cose anzi ci si sente dare dei “rigidi”. Siamo nella dittatura della misericordia (quella falsa), e della apertura (quella falsa).

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