La “nuova Chiesa del popolo” dei neo-papisti

Contestazione per il cardinale Muller a Trieste, insulti ai cardinali dei Dubia. L’aria si fa sempre più pesante nella Chiesa, e si capisce il perché: i “papisti” e censori di oggi (vedi Melloni e Bianchi) sono gli stessi che contestavano apertamente san Giovanni Paolo II nel 1989. Della Chiesa e dell’unità intorno al Papa non gliene frega niente, pensano solo a fare avanzare la loro idea di “nuova Chiesa”.

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Periti pervertiti

Eretici erotici nella commissione teologica del Concilio Vaticano II. Dalla rubrica Il Riassunto del lunedì di Campari&DeMaistre.

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Gesù (non) dixit. Sosa, il gesuita che offende Cristo

Evangelisti senza registratore? Il generale gesuita Sosa, prigioniero dell’ideologia irrazionalistica è allergico alla parola “dottrina”, non vede che con questa stolta polemica offende non solo la Chiesa, ma Cristo stesso, rinnegando i principali dogmi della Chiesa. Le stesse aberrazioni della Teologia de la revolución. Sofismi che possono far presa sull’opinione pubblica cattolica meno fornita di criteri, ma sono stati decostruiti e smentiti dai documenti del Magistero.

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Donne-prete, ci risiamo con la tecnica del tuttavia

La Civiltà Cattolica riapre, di nuovo, un dibattito chiuso da Giovanni Paolo II e dallo stesso Francesco. Con la solita tecnica del “tuttavia” si punta a rimettere in discussione un aspetto dottrinale chiarito usando motivazioni sociologiche e positiviste che nulla hanno a che fare con la cristologia. Uno schema che genera equivoci di percorso.

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De Certeau, il teologo “barricadero” che piace a Francesco

Definito da Papa Francesco “il più grande teologo per il giorno d’oggi”, Michel de Certeau ha sostenuto tesi di rottura conciliare e di attrazione verso il maggio francese cercando di unire il ’68 al Concilio. E la rivista dell’Università cattolica ne ha scritto il ritratto appassionato.

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Milano e la Chiesa dei “diversamente” cristiani

Il caso degli anniversari di nozze cancellati per rispetto dei divorziati è il sintomo di una nuova “Chiesa”. In cui la teologia rahneriana del “diversamente” implica che il cattolico non abbia più nulla da dire al mondo a partire dalla propria fede, perché sarebbe un indebito atto di accusa verso altri.

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Guerra a Caffarra, il “massimalista” della famiglia

Andrea Grillo continua il suo attacco contro il cardinal Caffarra, che egli giudica come l’alfiere di un “disastro massimalistico”, fautore di una teologia “intollerante”. Nel farlo cita il teologo Bernhard Haering. Ma quel che Grillo attacca, sulla scia di Haering, altro non è che il magistero di San Giovanni Paolo II. E in particolar modo la sua enciclica Veritatis splendor con cui condannava il relativismo morale.

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