Stefano Fontana: “Retta ragione e senso della fede. Ecco, oltre alla preghiera, le armi della resistenza cattolica”

Aldo Maria Valli intervista Stefano Fontana. Tema della nostra conversazione: lo stato confusionale della Chiesa cattolica e le prospettive per l’anno che è appena incominciato.

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Video. Identikit del cattoprogressista (2)

Seguendo gli studi del grande teologo argentino padre Julio Meinvielle, gli amici di Cooperatores-Veritatis.org illustrano in questa seconda parte gli errori del progressismo e delle sue varie tendenze. «È molto difficile definire con precisione gli errori e le deviazioni in cui incorre il progressismo cristiano in quasi tutti gli aspetti della dottrina e della vita religiosa. Alcuni incorrono in determinati errori o deviazioni; altri in errori diversi da quelli», ha scritto il P. Meinvielle. Tuttavia il progressismo ha un errore fondamentale che è il “comune denominatore” di tutte le sue tendenze. Per la prima parte cliccare qui.

Per sapere qualcosa di più su P. Meinvielle cliccare qui.

Per approfondire sul progressismo che ha presso possesso della Gerarchia:

Video. Identikit del cattoprogressista (1)

Chi sono i cattoprogressisti e come fare a riconoscerli e a non cadere nel diabolico inganno che si può cambiare senza rompere? In questo primo briefing degli amici di Cooperatores-Veritatis.org viene spiegato che il progressismo è diviso in due: uno moderato (o conservatore) che vuole salvare l’ortodossia, senza rendersi conto di aver ceduto — nella prassi – all’eterodossia; l’altro radicale (o neomodernista) che è invece disinteressato all’ortodossia perché fa — nella prassi — della propria eterodossia la nuova ortodossia.

Per approfondire:

A cosa hanno ridotto la “teologia pubblica”

La Dottrina sociale della Chiesa può essere anche chiamata “teologia pubblica”. Essa è teologia morale, come ha chiarito papa Giovanni Paolo II, ma ciò non significa che riguarda solo i comportamenti etici individuali nell’ambito politico.

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Video. Concilio Vaticano II? Quelle decisioni inopportune…

Gli amici di Cooperatores-Veritatis.org ci spiegano come i teologici seguaci della neomodernista nouvelle thelogie hanno vinto al Concilio Vaticano II. Per approfondire cliccare qui, qui, qui, qui, qui e qui.

 

Dal Vaticano (II) all’Amazzonia. Come siamo arrivati ad una tale apostasia?

Col sinodo dell’Amazzonia, l’apostasia è arrivata ad un punto di non ritorno? Ma come siamo arrivati da una tale apostasia così sfacciata? Provano a dare una risposta il teologo  americano P. Thomas Berg e il filosofo tedesco Martin Hähnel.

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Sinodo Amazzonia, storia vs. Tradizione: chi ha paura di uno scisma?

Il quadro teologico padre del Sinodo ha una visione di eresia e di scisma molto diversa da quella di chi denuncia le eresie e paventa lo scisma. La Chiesa possiede una dottrina ecclesiologica derivata dalla rivelazione che ci dice cosa bisogna fare per entrarvi e per rimanervi. A chi la pensa così lo scisma fa paura. A chi la pensa come la nuova teologia lo scisma non fa paura.

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Sinodo Amazzonia, due quadri teologici in lotta

La lettura dell’Instrumentum laboris del sinodo sull’Amazzonia non lascia adito a molto dubbi sul tema: al sinodo si scontreranno due quadri teologici opposti.

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Ma gli indigeni amazzonici sono già salvi?

L’Instrumentum laboris e la grancassa mediatica ufficiale presentano gli indigeni amazzonici come già salvi, dato che è piuttosto la Chiesa ad aspettarsi la salvezza da loro più che il contrario. A cambiare, infatti, è chiamata la Chiesa e non l’Amazzonia. La Chiesa deve diventare “dal volto amazzonico”, non l’Amazzonia “dal volto cattolico”.

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Sinodo Amazzonia, il card. Siri aveva previsto la deriva

La teologia modernista assume il principio secondo cui la rivelazione divina deve essere reinterpreta e fecondata da un’autointerpretazione profana che l’uomo possiede in una determinata epoca, ossia dall’atropologia in un certo contesto esistenziale. Rileggere Siri per capire Rahner. E il prossimo Sinodo.

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