Matteo D’amico: Il tragico accordo di Metz, quando il Vaticano cedette al comunismo

Conferenza tenutasi venerdì 7 giugno 2019 a Viserba Mare in occasione del convegno intitolato Dalla teologia della liberazione alla teologia dei poveri. Convegno organizzato dall’Associazione Ora et labora in difesa della vita, in particolare dal referente per l’Emilia Romagna Giorgio Paternostro e da Claudio Marcantoni. Il convegno ha avuto luogo presso la parrocchia santa Maria del Mare della comunità figli di Dio.

La Chiesa aveva sempre condannato molto duramente il comunismo, tanto che papa Pio XI arrivò a definirlo come “intrinsecamente perverso” proibendo ai cattolici ogni forma di collaborazione con i membri del partito comunista. Ma il 13 agosto 1962 fu concluso nella cittadina francese di Metz un accordo segreto tra il Vaticano e il Cremlino per evitare che il Concilio, che avrebbe da lì a pochi mesi aperto i suoi lavori, parlasse del comunismo. La mancata condanna del comunismo pesò a lungo sulla vita politica e culturale dei popoli di Occidente e di Oriente: fino al crollo del Muro di Berlino, nel 1989. In questo intervento si cercherà di evidenziare la tragica gravità di questo accordo, il quale ha favorito il diffondersi dell’ideologia comunista nel mondo, aggravando il collasso morale dell’occidente e della Chiesa stessa. Capiremo anche come l’infiltrazione di agenti dei servizi segreti comunisti, sia nella chiesa ortodossa che nella Chiesa cattolica, abbiano favorito questa piega degli eventi.

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In seminario, nel regno dell’orrore progressista

Per la sua inchiesta sui seminari, il vaticanista Aldo Maria Valli pubblica il contributo di don A., che frequentò i corsi di formazione durante il pontificato di Benedetto XVI: già allora il cancro progressista era in metastasi.

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Ed ecco a voi il cristianesimo biodegradabile

Il documento preparatorio del sinodo sull’Amazzonia, scrive il teologo dom Giulio Meiattini, contiene un radicale, profondo rovesciamento dell’idea stessa di Chiesa e di fede cristiana. Siamo oltre l’eresia. Siamo alla riduzione del cristianesimo ad antropologia, anzi a ecologia. Dunque siamo all’apostasia. E il tutto non per un improvviso strappo, ma in stretta connessione con quanto già si intravvedeva in Evangelii gaudium e Amoris laetitia.

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Eretico e apostata. Il cardinale Brandmüller scomunica il sinodo dell’Amazzonia

Da quando è stato reso pubblico l’Instrumentum laboris del sinodo dell’Amazzonia ha avuto molte reazioni critiche, per l’anomalia del suo impianto e delle sue proposte, rispetto a tutti i sinodi che l’hanno preceduto. Ma da oggi c’è di più. Ad accusare il documento addirittura di eresie e di apostasia è un cardinale, il tedesco Walter Brandmüller, uno dei quattro dei cinque dubia.

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Osservatorio sul Sinodo Panamazzonico

Riceviamo e pubblichiamo molto volentieri questo comunicato dell’Associazione Tradizione Famiglia e Proprietà.

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Sinodo Amazzonia: Signori cardinali e vescovi, davvero volete questa Chiesa?

Il vaticanista Aldo Maria Valli pubblica l’analisi del professor Roberto de Mattei sull’inquietante Instrumentum laboris del sinodo straordinario sull’Amazzonia.

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Il treno dell’Amazzonia è partito. Prossima fermata la Germania

L’asse tra il papa argentino e la Germania non caratterizza soltanto questo sinodo dell’Amazzonia. Ha anche un prima e un dopo.

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Sinodo Amazzonia, il problema sta nella Laudato Si’

Per capire come sia potuto uscire fuori un documento sconcertante come il documento preparatorio per il Sinodo sull’Amazzonia, bisogna tornare all’enciclica Laudato Si’. È lì che si trovano i princìpi che nel Sinodo per l’Amazzonia vengono portati alle estreme conseguenze.

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Sinodo Amazzonia: vescovi, rigettate l’Instrumentum Laboris

L’Instrumentum Laboris per il Sinodo sull’Amazzonia è un testo gnostico che contraddice la fede cattolica. Si può solo sperare che i Padri sinodali lo ricusino e ne stilino uno nuovo. Oltre a contenere analisi molto discutibili sull’Amazzonia, le cui popolazioni non avrebbero neanche bisogno della liberazione portata da Cristo, c’è l’idea che la salvezza derivi da una prassi e l’esaltazione di un primitivismo ecologistico della vita nel “tutto” della Madre Terra. Un testo del tutto inaccettabile.

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Sinodo Amazzonia, ecologismo estremo e attacco al celibato

La presentazione del documento che servirà da base nel Sinodo sull’Amazzonia che si svolgerà in ottobre, conferma quanto già era nell’aria: una forte spinta ecologista, un’esaltazione acritica dell’indigenismo con relativa condanna senza appello del periodo coloniale, e la proposta di ordinazione dei viri probati per fare fronte alla penuria di sacerdoti. Diversi passaggi sono anche una critica diretta al governo brasiliano guidato da Bolsonaro.

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