Il pensiero pericoloso di Giuseppe Dossetti

La sua opera di politico prima e di sacerdote dopo non sfugge al “peccato originale” della Scuola di Bologna, di cui Dossetti è, non a caso, il fondatore e l’ispiratore: l’impostazione di fondo di tutta la sua visione è infatti la contrapposizione tra il passato e il futuro, che assegna al presente il ruolo di momento di rottura, affinché il futuro possa essere in discontinuità rispetto al passato.

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Il neoclero non predica la conversione, ma il peccato

Il neoclero non predica la metanoia (conversione), ma il peccato. Ecco perché la neochiesa ha rinunciato, o sta rinunciando, alla prima delle sue funzioni essenziali, “l’esortazione alla penitenza” e alla seconda: “l’annuncio del Vangelo”.

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La “Chiesa” pauperista di Dossetti e Lercaro

L’eresia pauperista della neochiesa è iniziata con Giacomo Lercaro e Giuseppe Dossetti.

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Come la Chiesa finì. Il romanzo distopico di Aldo Maria Valli

La Chiesa finisce abbracciando il modernismo, sintesi di tutte le eresie. Questo è l’ammonimento contenuto nel nuovo libro di Aldo Maria Valli, vaticanista del Tg1.

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I dubia di un semplice cattolico sulle innovazioni di Papa Francesco

Bergoglio ha rivelato la propria intenzione di modificare un passaggio della traduzione della più importante preghiera cristiana, quella che ci ha insegnato Gesù in persona. Che il papato di Francesco presenti molti segnali di rottura con la tradizione è ormai innegabile.

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Le ragioni del ritorno del latino in chiesa

Bisogna interrogarsi seriamente, circa la disobbedienza verso il Concilio Ecumenico Vaticano II, per aver abolito, di fatto e del tutto, il latino nella liturgia e nei sacramenti, facendo un favore al secolarismo e al particolarismo.

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A-teologi, come rispondere a costoro

La risposta ai teologi buonisti e modernisti è tornare a parlare del Peccato e della Grazia.

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Liturgia e traduzioni, il rovesciamento delle gerarchie

Il dibattito innestatosi sul motu proprio Magnum Principium, che delega molti poteri alle Conferenze episcopali riguardo a traduzione e adattamento dei testi liturgici, sta mettendo in evidenza come la questione abbia conseguenze che vanno ben oltre la liturgia. Lo spiega il noto liturgista monsignor Nicola Bux.

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Francesco fase B. Ma lo stile è quello del Vaticano II

Il marciume che emerge nell’era di Francesco, disseminato a piene mani dai suoi scherani, non è “di Francesco” bensì prima ancora è del Vaticano II. Inutile lamentarsi ora col pontefice argentino, se non abbiamo avuto e non abbiamo il coraggio di denunciare ciò che di ambiguo o distorto è stato innestato nella Catholica a partire dall’Assise del 1962.

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Rahner e Maritain, due cattivi maestri al Vaticano II

Il gesuita Rahner e l’umanista Maritain cattivi maestri del Concilio? Sotto le vesti di una dottrina apparentemente cattolica hanno introdotto nella Chiesa gravi errori e deviazioni teologici, cedimenti verso il marxismo e provocando confusione.

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