RIP Cattolicesimo del Vaticano II (1962-2018)

Gli ultimi cinque anni non sono una catastrofe improvvisa, nata dal nulla; sono il succo concentrato degli ultimi cinquant’anni, l’ultimo atto di una tragedia che è aumentata di proporzioni fino ad arrivare al momento attuale. Bergoglio è il distillato delle peggiori tendenze di Roncalli, Montini, Wojtyła e Ratzinger, senza nessuna delle loro qualità positive; è un modernista impenitente.

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La malattia della Chiesa si chiama post-modernismo. La diagnosi di un teologo

Il vaticanista Sandro Magister pubblica una dettagliata analisi della crisi della Chiesa fatta dal teologo padre Serafino M. Lanzetta.

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Domanda retorica: E se avesse ragione Lefebvre?

Analisi dell’incontro-scontro fra papa Paolo VI e mons. Marcel Lefebvre avvenuto a Castel Gandolfo nel 1976. Il connubio tra coscienza/fede e potere/autorità è assolutamente sterile: non porta rimedio. Questo lo possiamo affermare con cognizione di causa a distanza di decenni.

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E Bergoglio ha paura dei cardinali riuniti…

Dall’anno in cui furono resi pubblici i cinque dubia dei quattro cardinali (2016), papa Francesco ha più voluto concistori segreti, cioè si è rifiutato d’incontrare privatamente tutti i cardinali presenti a Roma in occasioni di concistori pubblici. Di che cosa ha paura?

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Angelelli, la beatificazione ideologica del vescovo “montonero”

Sarà beatificherà il vescovo Angelelli, morto nel 1976 in Argentina. “Ucciso dalla dittatura perché stava con gli oppressi”, è la motivazione. “No, fu un vescovo settario, vicino ai terroristi e vittima di un incidente stradale, l’omicidio non ha prove”. Il principale quotidiano argentino scende in campo contro la beatificazione voluta da Papa Francesco e apre il caso: un’elevazione agli altari che divide e dove è contestato l’odium fidei che sta alla base del martirio.

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Assoluti morali: esce l’adulterio, entra la pena di morte

Il cambio magisteriale fa rientrare la pena di morte nel novero dei mala in se, azioni intrinsecamente malvagie che non tollerano eccezioni. Curiosamente a seguito delle indicazioni dell’Amoris laetitia l’adulterio non è più un assoluto morale, perché in alcune condizioni l’adulterio pare essere lecito e dunque esce dalla categoria dei mala in se. Dunque l’adultero e l’assassino sono sempre vittime dei loro atti liberi, mai colpevoli perché a loro nulla può essere imputato. Ergo l’adultero può accedere alla Comunione e il reo non deve essere punito. Se sparisce la colpa deve sparire anche la giustizia. C’è solo misericordia.

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Quel modernista di papa Francesco…

Il cambio dottrinale anche sulla pena di morte — e anche il metodo usato per farlo — è l’ennesima dimostrazione che Jorge Mario Bergoglio è un modernista. Pubblichiamo un ottimo articolo di Don Mauro Tranquillo, sacerdote della FSSPX. I grassetti sono dell’autore.

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Il confine tra evoluzione e rivoluzione della Dottrina

Il tema della rinnovata comprensione della dignità umana, se non ben chiarito, potrebbe, infatti, portare un domani ad altri cambiamenti di articoli del Catechismo. L’impressione dei critici è che la novità proposta per l’inammissibilità della pena capitale nasconda una evoluzione più rivoluzionaria circa la comprensione della dignità umana. E che questa, se non ben definita, possa portare ad altre novità difficilmente inseribili in un omogeneo sviluppo della dottrina.

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Cambio dottrinale sulla pena di morte, esulta la lobby gay

Per la lobby gay, impegnata nell’assalto al catechismo della Chiesa, la decisione del Papa sulla pena di morte è una grande vittoria. La notizia è che «la dottrina può cambiare», e può cambiare secondo la mentalità del mondo. Per questo diventa ancora più importante l’Incontro mondiale delle famiglie a Dublino, un test decisivo per capire in che direzione vuole andare il Papa.

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Video. Il neomodernismo “clericale”

Nel periodo postconciliare si è teorizzato e scritto molto contro la cosiddetta Chiesa neo-costantiniana accusandola di essersi troppo compromessa con il potere politico. Dietro a tutto ciò vi è la volontà di attaccare la regalità sociale di Cristo, ovvero la regalità di Gesù non solo sulle anime e sulle famiglie ma anche sui governanti e sugli Stati. L’analisi del prof. Corrado Gnerre.