Video. Il (nuovo) prete secondo Karl Rahner

Avendo Karl Rahner “progettato” la “nuova Chiesa”, non poteva non aver anche delineato il profilo del “nuovo prete”: un professionista del non essere cattolico.

Il pastoralismo, l’eresia di questi tempi

L’esaltazione di una pastorale staccata dalla dottrina impedisce di fatto la coerenza tra la fede e l’impegno sociale e politico.

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La Messa sul materassino o il Rito Romano antico?

Tra le immagini che rimarranno nella memoria storica di quest’estate, c’è la Messa celebrata su un materassino gonfiabile, nel mare di Calabria, da un sacerdote milanese, in costume da bagno, circondato da giovani in acqua con lui.

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Il trionfo della pornoteologia

Pornoteologia” è una espressione di P. Cornelio Fabro per indicare una certa corrente progressista che ha ribaltato la teologia morale cattolica dopo il Vaticano II. È un cammino iniziato nei primi anni ’70 e oggi quella teologia ha conquistato anche il Magistero. Così si comprendono meglio anche gli attacchi a Benedetto XVI.

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Chiesa in uscita… sì, ma da Rahner

Conferenza di P. Serafino M. Lanzetta e di Stefano Fontana.

Perché nella Chiesa cattolica vi è una crisi così drammatica e profonda, umanamente senza via d’uscita? «I guai della Chiesa sono derivati da quanto hanno detto e fatto, dopo il Concilio, parecchie persone […]», spiegò il card. Giuseppe Siri al vaticanista Benny Lai. Individuando nel gesuita tedesco Karl Rahner (1904-1984) il maggior responsabile, poiché «scrive benissimo ed ha l’aria di essere ortodosso, ma ha sempre sostenuto che occorre una “nuova teologia”. Una teologia cioè che metta da parte Gesù e che vada bene per il nostro secolo». La “nuova teologia” rahneriana ha pertanto condotto ad una “nuova cristologia” ed a una “nuova ecclesiologia”.

Sarà santo Tonino Bello, il vescovo che dissacrava la fede?

Lo scorso 25 novembre, papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto riguardante le virtù eroiche del discusso vescovo Tonino Bello, divenuto per il magistero bergogliano un modello di pastore.

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Perché la Gerarchia della Chiesa ormai fa politica diretta

Nel regime di Cristianità non era mai accaduto che il potere ecclesiastico si sovrapponesse a quello politico, se non per certe situazioni contingenti. I due poteri erano distinti e autonomi ma unificati dal rientrare ambedue nella società cristiana, che faceva da cornice e da alimento. Fa molto pensare che, una volta distrutto quel sistema nei secoli della modernità, si sia arrivati oggi ad una postmodernità forse più clericale di quella della vecchia societas christiana.

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La svolta antropologica del Vaticano II. Conferenza di P. Serafino M. Lanzetta

A distanza di 55 anni dalla chiusura del Concilio Vaticano II (07-12-1965), qual è la situazione nella Chiesa cattolica? È arrivata la primavera che Giovanni XXIII e Paolo VI auspicavano? Inoltre, qual è stato il centro dell’insegnamento del XXI concilio ecumenico, Dio o l’uomo? Di questo ed altro parla in questa conferenza P. Serafino M. Lanzetta.

Concilio Vaticano II

Il 7 dicembre 2020 ricorre il 55° anniversario della chiusura del Concilio Vaticano II. Nell’allocuzione finale, Paolo VI mise in risalto il paradigma della spiritualità del Concilio, individuandolo nella storia del Samaritano. Al centro di quel discorso c’era il «nuovo umanesimo» conciliare e la svolta della Chiesa «verso la direzione antropocentrica della cultura moderna». Questo diceva il Papa tenendo a mente Gaudium et spes approvata proprio poco prima, in cui il discorso è rivolto all’uomo, cardine di tutta l’esposizione. Trattazione ahimè più sociologica che teologica, come rimproverato perfino da Karl Rahner. Dopo 55 anni, dovremmo chiederci se con questo approccio antropologico/antropocentrico abbiamo davvero scoperto Cristo partendo dall’uomo o se invece siamo rimasti ancorati solo all’uomo, ma poi per perderlo di vista e occuparci di altro.


Per approfondire l’argomento consigliamo anche la lettura di due libri di P. Lanzetta sull’argomento: Iuxta Modum. Il Vaticano II riletto alla…

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Karl Barth e la politica sudicia e malvagia

Il teologo luterano Barth — ammiratissimo da Karl Rahner, Hans Urs von Balthsar e Hans Kung — pensa che la politica sia essenzialmente buia e perversa e che nessuna luce la possa penetrare. Il cattolico pensa che la natura sia decaduta ma non annichilita e che la salvezza consista nel rinnovarla, senza negarla, in una nuova creazione.

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La Chiesa progressista è sempre in ritardo

Il titolo di questo articolo suona come una contraddizione. Come è possibile che una Chiesa progressista, ossia aperta al cambiamento, orientata al futuro, non tradizionalista né conservatrice … possa essere sempre in ritardo sulla storia?

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