Quelle tre “conversioni” che non ne fanno una

Da tempo sono apparse all’orizzonte del cattolicesimo tre nuove conversioni. Si tratta della conversione pastorale, della conversione sinodale e della conversione ecologica. La parola conversione la Chiesa l’aveva sempre adoperata per indicare il volgersi a Cristo, unico Salvatore. Ora la parola cambia significato.

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La scure di Elia: Il tradimento dei gesuiti

La miserabile caduta dell’ordine religioso che doveva essere il fiore all’occhiello della Chiesa cattolica per tutti i secoli dei secoli.

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L’enciclica contro il modernismo, profetica e attualissima

Nel 2007, in occasione del centenario della Pascendi Dominici gregis di San Pio X, la casa editrice Cantagalli ha pubblicato una nuova traduzione in lingua italiana corrente.

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I novatores e il grosso guaio del primato del come sul cosa

Nella dottrina della Chiesa il cosa ha sempre avuto il primato sul come. I contenuti delle verità rivelate hanno sempre avuto il primo piano rispetto a come vengono conosciute e a come vengono espresse. Come si conoscono e come si esprimono dipendono da cosa esse sono, il come conoscitivo e il come espressivo devono essere congrui con la loro realtà e non la determinano. Da un po’ di tempo, invece, si assiste ad una emancipazione del come dal cosa. Dapprima i due vengono messi sullo stesso piano e si dice che il come influisce sul cosa tanto quanto il cosa sul come. 

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Così la Chiesa anti-dogmatica cede al dogma del relativismo

Il sito The Post Internazionale intervista il vaticanista Aldo Maria Valli.

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Video. Il pontificato di Francesco: continuità o rottura?

Conferenza “Continuità o rottura nella missione della Chiesa? Un bilancio quinquennale del pontificato di Papa Francesco”, Milano, 26 novembre 2018, Auditorium Agorà. Relatori: Josè Antonio Ureta, Massimo de Leonardis, Tommaso Scandroglio.

Osi, Monsignore! Un appello dalla Fondazione Lepanto

Il clima di indifferenza e di omertà che regna all’interno della Chiesa, ha profonde radici, morali e dottrinali, che risalgono all’epoca del Concilio Vaticano II, quando le gerarchie ecclesiastiche accettarono il processo di secolarizzazione come un fenomeno irreversibile. Ma quando la Chiesa si subordina al secolarismo, il Regno di Cristo viene mondanizzato e ridotto a struttura di potere. Lo spirito militante si dissolve e la Chiesa invece di convertire il mondo alla legge del Vangelo, piega il Vangelo alle esigenze del mondo.

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Mons. Livi, un vero teologo contro la falsa teologia

L’allarme di monsignor Antonio Livi: “Storicismo e sociologismo, nemici mortali della teologia cattolica”.

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Chiese dismesse, il problema è la fede che non c’è

Il Pontificio Consiglio, presieduto da Gianfranco Ravasi, per la cultura emana le linee guida sulle chiese dismesse dopo il convegno del mese scorso. Tutto come previsto: diventeranno musei o “centri sociali”. Ma è frutto di una precisa teologia di una Chiesa che si fa mondo. E trascina con sé una fede che si fa etica sociale. Se il compito della Chiesa fosse invece evangelizzare, come è, le chiese dismesse dovrebbero destare interrogativi angoscianti.

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Quando Chenu chiedeva una “Chiesa in uscita”

L’ultimo numero della rivista francese Catholica parla dell’origine dell’idea di “Chiesa in uscita” la fa risalire al domenicano Dominique Chenu. C’è nel pensiero di Chenu, la “svolta antropologica” del gesuita Karl Rahner.

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