Pelosi, una comunione-sfida ai vescovi USA (in Vaticano)

La speaker della Camera si reca in Vaticano e durante la Messa del Papa riceve la comunione, in aperta sfida col vescovo Cordileone che le aveva vietato personalmente la Comunione per il suo aperto sostegno all’aborto.

di Luca Volonté (30-06-2022)

Nell’editoriale del New York Times uscito ieri, firmato da Calla Hales,  si affermava senza alcun ritegno che l’aborto non è solo un bene famigliare in sé ma anche la scelta riproduttiva è un bene morale, è una “legge religiosa”. Ebbene la migliore interprete di questa nuova religione pagana, che vuole affermare l’omicidio dell’innocente libero ed incondizionato, come un diritto assoluto e compatibile con il cristianesimo, ancor più con il cattolicesimo, Nancy Pelosi, ieri ha ‘visitato’ il Vaticano.

Una visita forse improvvisa, accompagnata dal marito: ha partecipato alla Santa Messa in San Pietro, officiata (almeno per un tratto) dal Santo Padre e ha ricevuto la Santa Comunione, prima di far visita alla Comunità di Sant Egidio. Ovviamente, nonostante i raffazzonati tentativi di portare l’attenzione sulla visita alla Comunità di Sant Egidio, legata a doppio filo al neo Presidente della Cei e cardinale di Bologna Matteo Maria Zuppi e al Presidente della Pontificia Accademia della Vita mons. Vincenzo Paglia, tutta la stampa mondiale e soprattutto quella USA, ha rilanciato l’immagine che ritrae la Pelosi ed il marito accostarsi al Papa Francesco e titolato sulla Santa Comunione ricevuta dalla Presidente del Congresso USA.

A pensar male si fa peccato, ma forse ci si azzecca. Dunque confidiamo che la visita o il saluto, seppur fugace, del Santo Padre con Nancy Palosi possa esser servito a convertirla e renderla cosciente del grave peccato in cui da anni incorre, per dirla con le parole del Vescovo Josehp Cordileone, a cui non rimase la scelta, lo scorso 20 maggio che quella di vietarle e bandirla dal ricevere la Santa Eucarestia. Siamo certi che, tanto nota la scomunica, condivisa da moltissimi vescovi americani e pubblicata dalle più importanti testate internazionali, sia impossibile che Nancy Pelosi abbia potuto riceve la Santa Eurcaristia, senza prima essersi confessata e aver ricevuto una piena e totale remissione delle sue colpe.

Non giudichiamo le persone, Dio solo conosce i cuori e quanto bene possa aver fatto alla Pelosi la visita a Sant’Egidio, i cui autorevoli amici ecclesiastici, mai hanno contestato, sinora, il valore e la dignità della vita nascente, della protezione dell’embrione, delle politiche pro maternità e famiglia. 

Tuttavia, stando alla larga da tale tentazione, è necessario che si rifletta un attimo sulla provocazione oggettiva e il grave sconcerto che ha provocato la presenza della Pelosi in Vaticano, la ricezione della Santa Eucaristia, la seguente (o precedente?) visita a Sant’Egidio, di cui si è avuta conoscenza ore più tardi e, che i giornali internazionali, nemmeno hanno riportato. 

Dal settembre 2021, la signora Pelosi si sta attivando, sinora, e grazie a Dio, senza fortuna, per far approvare una legge che federalizzi e codifichi la Sentenza Roe, cioè il diritto costituzionale all’aborto, dichiarato inesistente dalla Corte Suprema la scorsa settimana. Più recentemente, a qualche giorno dalla decisione dell’arcivescovo Cordileone, la stessa Pelosi, lo aveva spocchiosamente criticato in una intervista alla CNN, il cui scopo era riaffermare il credo d’essere perfettamente cattolici e in coscienza sereni e feroci promotori dell’aborto.

Ovviamente è solo un caso che il Papa, lo scorso 29 maggio, a pochi giorni dalla decisione sofferta di mons. Cordileone, abbia dichiarato di voler creare cardinale l’arcivescovo di San Diego Robert McElroy, che invece non ha mai negato la comunione a nessuno né chiesto, previamente, il pentimento di peccati pubblici e gravi. La Pelosi è quella alta rappresentante delle istituzioni americane che si è detta molto orgogliosa di aver partecipato ad uno show di ‘drag queens’ davanti a piccoli ed imberbi bimbi a cui, allegramente, veniva somministrata l’ideologia LGBTI, e dopo pochi giorni, il 18 giugno ribadito con la Vice Presidente Kamala Harris che non esiste nessuna contraddizione tra l’essere profondamente religiosi e fedeli ai dogmi di fede e promuovere l’aborto.

Il giorno stesso della sentenza della Corte Suprema che riporta nelle competenze degli stati e ai cittadini il diritto di proteggere il concepito o limitare e abolire l’aborto, la Pelosi dichiarava ai membri del partito Democratico che “la Corte Suprema ha inflitto una devastazione alla nostra nazione cancellando il diritto fondamentale delle donne di prendere le proprie decisioni sulla salute riproduttiva”. Nella lettera dei giorni seguenti a tutti i membri del Congresso, 27 giugno, la Presidente Nancy Pelosi ha delineato diverse proposte di legge sull’aborto che i democratici della Camera presenteranno prima delle prossime elezioni di novembre.

Tra queste c’è un’altra versione del Women’s Health Protection Act, per creare  un diritto federale all’aborto che azzererebbe le competenze statali e altri provvedimenti a tutela del diritto di viaggiare fuori dallo Stato per abortire, e una legge sulla privacy che impedirebbe ai procuratori degli Stati pro-life di accedere ai dati memorizzati nelle app per la salute riproduttiva, per applicare le restrizioni sull’aborto. Una lettera che non può esser sfuggita ai radar vaticani, né a quelli di sant’Egidio e salutata dal Washington Post come la “giusta idea per l’aborto che anche il Senato deve seguire”.

Si poteva dunque vietare a Nancy Pelosi ed al marito di partecipare alla Messa per la Festa di San Pietro e Paolo in Vaticano? Certo che no! Le si poteva vietare di visitare o incrociare, semmai l’abbia fatto, il Santo Padre? No. Certamente, a meno di una repentina conversione e penitenza avvenuta nelle ore precedenti, le si doveva impedire di ricevere il santissimo Corpo di Cristo. Quanto poi la notizia della visita a Sant’Egidio per visitare profughi afghani e ucraini, permettete, la ‘toppa è stata peggio del buco’: la Pelosi rappresenta il paese che è scappato dall’Afghanistan lasciando donne e bambini  nelle mani dei talebani, è stata in Ucraina ed in Polonia il 2 e 3 maggio scorsi… Buona fede sempre, ma non trattateci per fessi.

Chi vuol bene al Papa, eviti scemenze e provocazioni che contraddicono il Magistero della Santa Chiesa.

(Fonte: La Nuova BQ)

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