Comunione ai politici pro-aborto, a Roma c’è Pilato

Comunione a Biden (e agli altri politici cattolici pro-aborto) sì o no? Il dilemma che divide la Chiesa americana ha ottenuto ieri una risposta dalla Congregazione per la Dottrina della Fede che, clamorosamente, non entra nel merito. Si limita a indicazioni procedurali, sostanzialmente chiede che qualunque sia la decisione ci sia unanimità tra i vescovi. Vale a dire che ogni vescovo continuerà a comportarsi come vuole. Disattesa anche l’indicazione che l’allora cardinale Ratzinger diede nel 2004 in una lettera ai vescovi americani.

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Germania verso lo scisma di velluto. Col Papa spettatore

Si avvicina il 10 maggio e aumenta la tensione attorno al temuto scisma tedesco e si moltiplicano gli appelli a Roma perché intervenga a frenare la deriva scismatica. Ma la nozione di scisma oggi non è chiara nella realtà a causa del ruolo del Papa, della competenza dottrinale delle Conferenze Episcopali e la situazione di criptoscismaticità diffusa. La sensazione è che non succederà nulla, ma si continuerà con gli equivoci e le prassi scismatiche si implementeranno. Un delitto senza colpevoli.

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Nuovi preti: sinodali, “moderni”, tutto ma non santi

Ripensare il sacerdozio, questo l’obiettivo del Simposio teologico internazionale progettato dalla Congregazione dei Vescovi e presentato alla stampa dal cardinale Marc Ouellet nel segno dello stare al passo coi tempi e della sinodalità. Nessuno ha parlato della “santità” del sacerdote, la quale, in fondo, è l’unica cosa che conta e che sta alla base anche della soluzione dei cosiddetti problemi concreti.

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Quando la Chiesa sceglie Giuda

Quando la Chiesa di Roma sceglie Giuda per dire che Cristo non si è preso i nostri peccati sulla Croce, ma è si è «fatto peccato» per salvare tutti, indistintamente, significa che si è davvero luteranizzata.

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Se Bergoglio salva Giuda…

E così abbiamo appreso da “L’Osservatore Romano” che Bergoglio s’è messo nello studio un quadro dove Gesù, nudo e appena risorto, “abbraccia Giuda dopo averlo tolto dall’albero su cui si è tolto la vita”. “Scandalo della misericordia” flauteggia l’adulatore.

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La Chiesa “verde” è a servizio dell’eugenetica

La solenne presentazione in Vaticano degli Orientamenti pastorali sugli sfollati climatici segna il totale asservimento dei vertici della Chiesa a una ideologia ecologista che è anti-umana alla radice. E in nome della difesa dei poveri fa da megafono a chi invece dei poveri persegue l’eliminazione.

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Il Decalogo e il clericalismo sistemico

I nemici dei Comandamenti non sono sempre secolari. Si possono trovare anche all’interno della Chiesa, usando la manipolazione del linguaggio. Infatti è raro sentire un qualsiasi pastore della Chiesa invocare la legge di Dio come una ragione per evitare un comportamento peccaminoso. In larga misura, le autorità della Chiesa hanno permesso la decostruzione sostituendo i Comandamenti con un vocabolario burocratico “non giudicante” per compiacere la sensibilità contemporanea.

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Cinque piaghe legate alla crisi di Bose

Nella vicenda di Bose c’è forse un sommerso che non permette analisi globali, ma bisogna riflettere su almeno cinque punti. L’assenza di un processo formale e trasparente, l’insegnamento della storia, la scelta del delegato pontificio, il ritenere ancora Bose una “perla” a dispetto delle disobbedienze, le contraddizioni (non riconosciute) di Enzo Bianchi.

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Liturgia, parte “indagine” sulla gestione del cardinale Sarah

Clamorosa decisione in Vaticano: da lunedì inizia una visita apostolica alla Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, retta fino a tre settimane fa dal cardinale Robert Sarah. È la prima volta che una Congregazione viene inquisita. Si spiega così il motivo per cui papa Francesco ha accettato la rinuncia di Sarah senza nominare un successore. Visitatore apostolico sarà il vescovo di Castellaneta Claudio Maniago, visione liberal della liturgia e accuse in passato di condotta morale impropria. La decisione, di cui è sconosciuta la motivazione, potrebbe essere legata anche alle recenti disposizioni per le messe nella Basilica di San Pietro, che penalizzano la forma straordinaria del Rito romano.

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L’episcopato mondiale e l’apostasia tedesca

La prima responsabilità dell’ormai palese apostasia della Germania è del Vescovo di Roma, Papa Francesco, che dovrebbe fare ciò che Papa San Clemente I fece con i chiassosi Corinzi nell’immediato periodo post-apostolico e ciò che Papa San Gregorio Magno fece con i fratelli vescovi durante l’età dei Padri: richiamare i vescovi tedeschi alla “fede che fu consegnata una volta per tutte ai santi” (Giuda 1, 3). Questa responsabilità non è solo del papa, tuttavia. Altri vescovi in tutta la Chiesa mondiale dovrebbero far sapere al vescovo Bätzing la loro grave preoccupazione per il carattere corrosivo del testo fondamentale del Cammino Sinodale.

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