Così papa Bergoglio scardinerà il cattolicesimo

Laicismo, pacifismo e pseudo-dottrina: il gesuita Bergoglio scardinerà la Chiesa e il cristianesimo cattolico.

di Gaetano di Thiène Scatigna Minghetti (23-06-2017)

L’homo novus che auspica il padre gesuita Bergoglio, sostenuto in questo suo indefesso lavorìo da un branco di ipocriti devoti, possiede un segno di buonismo cerebralmente eunuco che ha come scopo ultimo l’essenza irenica della vita annegata in un pacifismo di stampo massonico e mondialista per il quale la tradizione, la dottrina bimillenaria cattolica, l’identità della persona, la radice latino-cristiana, la consapevolezza dell’appartenenza costituiscono un insieme di superfetazioni di cui totalmente liberarsi per essere docilmente manipolati e guidati da ellittici poteri vigliacchi che mirano, sulle orme dei free masons, a dominare tutti, subornandoli con una sferza che si configura, sì, come virtuale ma che, in realtà, possiede la facies vera, concreta della minaccia e del ricatto nei confronti di coloro che la pensano in modo contrario.

La personificazione di tutto ciò è quel signore dalla voce “fessa”, alla maniera scarpettiana di don Felice Sciosciammocca, che si veste di bianco, provenuto dalla “fine del mondo”; che ha assunto i tratti somatici di un inquietante sciamano che intende condurre il cristianesimo cattolico alla distruzione e alla morte ricorrendo, con oltre due secoli di ritardo, sistematicamente ai miti e ai riti di una pseudo dottrina innervata di sociologismo e di filosofemi; che ha prodotto soltanto lutti e terrore alla Robespierre e, infine, ha “creato” la figura, dall’inquietante essenza, di nome Napoleone Bonaparte, uno spietato tiranno che, per la propria forsennata ambizione, condusse la Francia al disastro tra gli applausi sciocchi degli stessi francesi che, ancora oggi, non riescono a rendersi conto della sua natura esiziale.

E’ stato sin dal primissimo impatto, dopo la conclusione del conclave, che il saluto del signor Bergoglio seminò lo sconcerto, in piazza San Pietro, tra la folla in attesa; sconcerto che serpeggiò nell’intimo della gente più avvertita e disincantata presente all’evento: un saluto inusitato, laico, straniero sulla bocca di chi, secondo la dizione dell’antico catechismo, dovrebbe essere ritenuto il Vicario in Terra dello stesso Signore Nostro Gesù Cristo. Un “buonasera” che doveva dirla lunga, già da quel momento, su di un programma che intende scardinare, sin dalle fondamenta, la Chiesa iniziando con il banalizzare la figura del Sommo Pontefice così come si è venuta delineando nel corso di oltre due millenni. C’entra la massoneria in tutto questo? Ci ha posto lo zampino qualche grande vecchio? In questo momento non saprei dirlo! Non possiedo alcuna prova per affermarlo! So, semplicemente, che la Chiesa attuale non pensa più alla salvezza delle anime; non bada più a curare lo spirito dei fedeli, cerca di preservarne il corpo; cautela la parte materiale dell’uomo, secondo le teorie illuministiche della dea ragione che ha generato mostri; che ha provocato sangue e terrore, lacrime e rovine.

Oggi la Chiesa, per bocca di quest’uomo, afferma che non esiste un “Dio cattolico”: sfiorando l’eresia. Se così fosse, sarebbe possibile non appartenere necessariamente alla Chiesa ma a qualsiasi altra fede religiosa, senza differenza alcuna, per ottenere la salvezza eterna! Si svuoterebbe così di ogni nerbo tutta la speculazione teologica e filosofica dei grandi Padri della Chiesa; verrebbe meno tutto il pensiero, l’intera dottrina di un Agostino di Ippona, di un Tommaso d’Aquino e di tutti quei teologi che si sono strenuamente battuti per l’affermazione delle teorie che formano l’ossatura, la tettonica su cui si regge, sistematicamente, la Chiesa, la mia Chiesa, nella quale, ogni giorno di più, mi sento estraneo; dentro cui mi accorgo di essere a disagio e vivo in un limbo asettico nell’ambito del quale attendo, con ansia spasmodica, l’arrivo di tempi più consoni al mio temperamento di cattolico fermo ai principi forti e tetragono ai marosi dottrinari provocati colpevolmente da un infido nocchiero della Navicella di Pietro, smentendo in tal modo l’insegnamento magisteriale di tutti quei pontefici, che come Pio X, Pio XII, Benedetto XVI, i quali, nella scia luminescente della indefettibile tradizione dottrinaria cattolica hanno testimoniato con gesti e parole forti, inequivocabili, la chiesa di Cristo ed il Vangelo che di essa costituisce il perenne slancio vitale, l’intelligente linfa che scorre con placida serenità negli alvei del Mondo, bagnando d’amore ogni sponda che lambisce.

Papst Franziskus beim Treffen mit dem italienischen Staatspräsidenten Sergio Mattarella am 10. Juni 2017 in Rom.

Costui afferma e nega, vuole e disvuole, ma spara ad alzo zero nel mucchio per sconcertare chi lo ascolta ma altresì per la gioia di coloro che lo “adorano” nell’intento, nemmeno tanto nascosto, di scardinare questo bimillenario ostacolo, di nome Chiesa cattolica, apostolica, romana, che si oppone alle loro malvagie azioni.

L’episodio più recente, che rientra in questi canoni disgregativi di scardinamento dell’edificio della “ecclesia” riguarda la meritocrazia e la sua articolata declinazione nella società occidentale: su quale fattore essa si basa? Su quali fondamenta essa ha costruito la propria essenza se non sull’identità e l’appartenenza, sulla testimonianza e la tradizione; insomma, sulla persona, i cui valori si originano dalla civiltà latino-cristiana in cui si esalta, senza jato alcuno, l’azione individuale, l’opera di ciascuno e di tutti in una corale sinergia che “copre” ogni cosa esaltando in tal modo il merito di ciascuno come portatore del proprio “mattone” perché l’intera comunità umana venga esaltata dentro e fuori di quell’ambito cui fornisce il contributo, prezioso e insostituibile, delle qualità che ne fanno un essere preciso, dal carisma inconfondibile nella sua essenza di uomo e di cristiano: cristiano cattolico.

A questo punto non è necessario aggiungere altro per capire quale sia la filosofia di vita e di Chiesa di questo signore che si è prefisso di raggiungere un devastante traguardo: far crollare miseramente l’edificio della cristianità cattolica per corrosione interna onde poi costruire una società planetaria in un ordine mondiale, opaco, dalle connotazioni permeate da una sorta di irenismo di stampo massonico in cui alcune élites possano esercitare il potere superno della subornazione. Ma, il papa Bergoglio si sbaglia di grosso! Le intelligenze “lavorano” e il programma inizia già ad essere scompaginato perché, qualsiasi affermazione facciano alcuni esponenti del gesuitismo mondialistico, le porte del male non prevarranno. Mai!

(fonte: affaritaliani.it)

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