Se la Chiesa cerca di scendere a Patti con il mondo

Il silenzio di CEI e Santa Sede sul caso di padre Livio sanzionato dall’Ordine dei Giornalisti, non deve sorprendere. C’è all’opera una “nuova Chiesa” ansiosa di firmare una sorta di Patti Lateranensi con il mondo globale, che prevede che la fede cattolica non si preoccupi più di influenzare le leggi dello Stato.

di Ettore Gotti Tedeschi (24-06-2017)

Caro direttore,

faccio riferimento al tuo commento alla sospensione dall’Ordine dei Giornalisti di padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria. Il titolo recita Un attacco alla libertà religiosa. E la Chiesa tace. Nel testo poi noti che «non una voce si è levata da Roma, né dalla Cei, né dalla Santa Sede, a difesa della libertà religiosa».

Don Livio Fanzaga

Vorrei dare un umile, seppur polemico, contributo alla comprensione del perché non ci si dovrebbe aspettare un intervento da parte di Cei o Santa Sede. Io vedo tre ragioni.

1. Questa “nuova Chiesa” sembra ansiosa di fare una sorta di Patti Lateranensi del XXI secolo con il mondo globale. Anche durante i Pontificati precedenti si era progettato di fare Patti con il mondo globale, ma orientati a dimostrare la necessità, nel sistema globale, di valori forti ed universali, ma – attenzione! – centrati sulla dignità dell’uomo. Un po’ come avvenne tra l’Impero romano e la sorgente Chiesa di Cristo con l’Editto di Costantino. I Patti, come appaiono oggi, sembrano essere “Patti di Riconciliazione“ con il mondo e centrati, quasi quasi, più sulla dignità dell’ambiente che quella dell’uomo. Questi nuovi patti, si direbbe osservando comportamenti e ascoltando dichiarazioni più o meno ufficiali, sembrano prevedere che la fede cattolica non cercherà più di influenzare le leggi dello stato, soprattutto in materia di vita umana, sessualità, famiglia. Se questo che appare fosse vero, la Chiesa rinuncerebbe, o perderebbe, il diritto di intervenire nella edificazione della società.

2. Questa “nuova Chiesa” sembra aprirsi a tutto e tutti, non escludendo nessuno, accogliendo tutti. Per poterlo fare deve esser coerente con il pluralismo necessario da concedere ad ogni comportamento o scelta sessuale. La “nuova Chiesa” sembra voler esser parte del mondo senza una dottrina per il mondo, accogliendo senza convertire ed evangelizzare. Raccomando in proposito di leggere il libro di Stefano Fontana: La nuova chiesa di Karl Rahner (ed. Fede & Cultura).

3. La “nuova Chiesa” sembra fondare sul concetto di “realtà” la necessaria dottrina da attuare grazie alla prassi. Una scelta di carattere sessuale o famigliare, è una “realtà” cui conformarsi.

Caro direttore,

come potevi quindi aspettarti una presa di posizione a favore di padre Livio? Mi dirai che prima non era così. Ma forse il cambiamento strategico è dovuto al fatto che negli ultimi anni, mi viene detto, presso la Pontificia Accademia delle Scienze si è intuito che si deve approfondire la “teoria dell’evoluzionismo teologico”. Non lo sapevi? Forse questo ci lascia intuire quanto sopra accennato, che eventuali Patti Lateranesi del XXI secolo, anziché sulla dignità dell’uomo (creatura di Dio), si potranno semmai fondare sulla sacralità dell’ambiente (sempre creato da Dio, ma violentato dall’uomo cancro della natura).

Concludo caro direttore, tornando al tema della libertà religiosa. Appare chiaro che la sola libertà religiosa che sembra si sia deciso di tutelare è quella delle altre religioni: forse nell’ansia di far capire che la “nuova Chiesa” crede e supporta il pluralismo teologico e religioso?

(fonte: lanuovabq.it)

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