Non c’è più posto per Gesù Bambino neanche in Vaticano

Il presepe di quest’anno in piazza san Pietro si definisce “presepe della misericordia”, più precisamente è dedicato alle sette opere di misericordia corporale. Nella rappresentazione allestita in piazza san Pietro nel 2017 si concettualizza la misericordia e passa un po’ in secondo piano il fatto dell’Amore che si fa carne e così manifesta in modo impressionante l’amore di Dio per gli uomini.

di Lorenzo Bertocchi (14-12-2017)

Il tradizionale presepe in piazza san Pietro quest’anno si definisce “presepe della misericordia”, più precisamente è dedicato alle tradizionali sette opere di misericordia corporale. Realizzato dall’Abbazia Territoriale di Montevergine, dell’arcidiocesi di Benevento, è stato creato e donato a Francesco dalla bottega partenopea di Cantone e Costabile, due noti artisti di presepi napoletani che già avevano realizzato un altro presepe per piazza san Pietro. La rappresentazione, in stile settecentesco, con statue di altezza media di 2 metri, è posizionata sotto l’albero che arriva dalla Polonia e ha sollevato diversi commenti. Il presepe, ha dichiarato l’autore Antonio Cantone, «non è un presepe lezioso, è particolare e fa riflettere. Non lascia indifferenti, ci sono delle provocazioni».

Fra le sette opere di misericordia corporale quella che più salta agli occhi, anche perché messa in primo piano, è certamente il “vestire gli ignudi”, dove un bellimbusto in posa plastica e con barba incolta viene rappresentato più o meno come mamma l’ha fatto. Di qua e di là dall’oceano sui social si commenta e, molto spesso, viene definita vagamente omoerotica la statua dell’ignudo da vestire: «Sembra più un ragazzo per il poster della palestra», si legge in un malizioso tweet dalla California, «che il povero Lazzaro alla porta del ricco o un miserabile samaritano malconcio». Altri si chiedono come mai la stella più che cometa, sia cadente, e altri si inquietano un po’ di fronte al “seppellire i morti”.

Comunque per quanto lo sforzo artistico di rappresentare le opere di misericordia corporale sia interessante, ciò che colpisce di questo presepe è che il bambino Gesù, vero protagonista in tutti i sensi, resti un po’ in disparte. Sembra che il bambinello fatichi a guadagnarsi il fuoco prospettico di questa rappresentazione.

Il presepe nacque a Greccio nel 1223 perché san Francesco d’Assisi non riusciva a placare il desiderio di ridestare la meraviglia per Dio che si fa uomo, per ricordare che «oggi è nato per voi un Salvatore, Cristo, Signore».

Nella rappresentazione allestita in piazza san Pietro nel 2017 si concettualizza la misericordia e passa un po’ in secondo piano il fatto dell’Amore che si fa carne e così manifesta in modo impressionante l’amore di Dio per gli uomini. Vedere ogni persona come destinataria dell’amore di Dio, porta ad amarla se si ama Dio. «Noi amiamo perché Egli ci ha amati per primo» (1Gv 4, 19), perciò nel presepe non c’è bisogno di tante provocazioni. E’ sufficiente quella del Bambinello.

(fonte: lanuovabq.it)

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