Intervista al vescovo polacco Muszyński: “La dottrina non può cambiare, papa Francesco chiarisca l’Amoris laetitia”

Monsignor Henryk Muszyński, arcivescovo emerito di Gniezno e primate emerito della Polonia, in quest’intervista a La Fede Quotidiana affronta vari temi, tra cui l’Amoris laetitia e l’islamizzazione dell’Europa.

di Bruno Volpe (13-10-2017)

«L’Amoris Laetitia? Va letta in continuità col Magistero di San Giovanni Paolo e la Familiaris Consortio, è necessario un chiarimento». Lo dice in questa intervista a La Fede Quotidiana mons. Henryk Muszynski, arcivescovo emerito di Gniezno, primate emerito della Polonia.

Eccellenza, il recente rosario al confine organizzato da laici con il sostegno dei vescovi della Polonia ha visto oltre un milione di partecipanti, possiamo parlare di successo?

Certamente è stato una bella cosa con un numero elevato di persone, questa è la dimostrazione che la fede qui da noi è viva. Però bisogna essere attenti e non dobbiamo trasformare la fede solo in un fatto di tradizione, evitando ogni possibile strumentalizzazione politica di questi eventi. In quanto all’appoggio dei vescovi polacchi preciso, per amore di completezza, che si è trattato di un comunicato del Segretario della KEP (conferenza episcopale polacca).

Un rosario per fermare il nichilismo.

Come dicevo il fine è stato positivo e non è vero che hanno pregato, come ho letto da qualche parte, contro qualcuno, e neanche che sia stato un esorcismo di massa. Questo è ridicolo. Spiacevolmente oggi la fede in Europa è debole, si vive spesso da pagani e la debolezza dipende da relativismo e nichilismo. Tutto questo, vale a dire la debolezza della fede, favorisce l’islam che riempie un vuoto. In quanto al problema migratorio penso che sia bella la solidarietà e dunque l’accoglienza. Ma tutto questo sia fatto con senso di prudenza e criterio. Ribadisco: attenzione sempre a non strumentalizzare la religione a fini politici, vale per tutti.

Presto la Conferenza episcopale polacca potrebbe emanare un documento sull’Amoirs Laetitia. Secondo lei come va letto quel testo?

Prima di tutto sono della idea che la famiglia naturale fondata sul matrimonio uomo donna aperti alla vita vada difesa e protetta. Purtroppo quest’istituzione oggi è minacciata ed attaccata da una mentalità sbagliata e dalla caduta dei valori. Il pericolo è grande. In quanto all’Amoris Laetitia la mia idea è che debba essere letta ed interpretata in continuità col Magistero della Chiesa, e con quello di Giovanni Paolo II, la Familiaris Consortio. Non si può ignorare questo”.

Necessario un chiarimento interpretativo?

Credo che sia utile visto che al momento nella prassi vi sono molte distinte attuazioni. Ma questo chiarimento, che mi sembra utile, è solo compito del Papa.

Possibile dare la comunione al divorziato risposato civilmente?

Le rispondo di no, perché la dottrina non cambia e noi, uomini di Chiesa ne siamo solo amministratori e non padroni. In ogni caso, ed apprezzo lo zelo del Papa, bisogna parlare con gli sposi in crisi, essere amorevoli e mostrare misericordia pastorale, cercando di capire le singole situazioni.

(fonte: lafedequotidiana.it)

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