Qual è l’aspetto peggiore di questo pontificato?

Quanti miliardi del Vaticano sparsi nelle banche mondiali? Quanti miliardi di rendite? Chi le intasca? Toh, non c’è un bilancio…

di Piero La Porta (29-09-2017)

Francesco eretico? Non è l’aspetto più rilevante e peggiore di questo papato. La chiesa di Bergoglio, marginale ormai rispetto agli interessi tedeschi e finanziari internazionali, come testimonia l’inchino di Francesco ai luterani – spina dorsale del potere tedesco e della UE – non può che soggiogarsi a quanti svuotano l’Africa di risorse minerarie e umane, a vantaggio di Cina, Germania e Francia. All’interno delle Sacre Mura, invalicabili per i migranti, tutto si muove per conservare il potere e accrescerlo. Tutto converge su questo obiettivo.

I riflessi negativi sull’Italia e sulla sua coesione sociale? Non commuovono quanti li causano né i loro proconsoli, governanti l’Italia.

Libero Milone

In questa temperie il clamore artefatto intorno all’«eresia» di Francesco oscura l’intervista di Libero Milone, ex revisore dei conti vaticani, rilasciata al CorSera, nella quale addita Giovanni Becciu, sostituto della Segreteria di Stato, e Domenico Giani, capo della gendarmeria vaticana, due fedelissimi di Bergoglio.

Superfluo stupirsi: le eresie vanno bene, come ogni altro strumento, per allargare la propria base di potere, mentre accumulano centinaia di miliardi, predicando “povertà” e “accoglienza”, cacciando tuttavia i barboni dal colonnato di piazza san Pietro, dov’erano affluiti fiduciosi nelle prediche di Bergoglio, così come affluiti dall’Africa, per affogare a migliaia nel Mediterraneo, dopo il “Vergogna”, il gesuitico inganno lanciato a Lampedusa. Un papato con le mani lorde di sangue.

Questo è Bergoglio, la sua misericordia, la sua santità: affari, denaro e potere; altri agiscono per lui, secondo la più classica regola mafiosa: la merda scenda sul popolo, il denaro e il potere salgano verso il boss, lui. Chi si frappone è misericordiosamente finito.

Obiettano che Bergoglio ha un vasto seguito. Quale dittatore, sia Castro o Pinochet, non ha riempito le piazze sinora? La verità è che gli occupanti della Santa Sede temono l’intervista di Libero Milone come il diavolo l’acqua santa: essa sovverte il cammino del letame: «Il vecchio potere che è ancora tutto lì, e si è sentito minacciato quando ha capito che potevo riferire quanto avevo visto nei conti». E rimarca: «Spero che i documenti sequestrati il 19 giugno escano fuori dal Vaticano». Ha visto e capito, Milone, soprattutto minaccia quanto da costoro è più temuto che mai: la trasparenza, il disvelamento dei segreti inconfessabili. Monsignori avvisati e nel panico.

Becciu e Tornielli

Poche ore dopo Andrea Tornielli, vaticanista preferito di Becciu, spara il nebbiogeno: pone Ettore Gotti Tedeschi, ex presidente IOR, a capo d’una fronda vandeana alle vongole, contro Francesco. Grossolana approssimazione, se non altro perché Gotti Tedeschi firmò ben dopo i 40 autorevoli studiosi internazionali, ripetiamo: autorevoli e internazionali; Tornielli non sa l’inglese e non se n’è accorto.

Con la bufala su Gotti Tedeschi la libera stampa italiana raccoglie e rilancia il dossier sulla povera Emanuela Orlandi, altro nebbiogeno sull’intervista a Milone e le sue parole inequivocabili. D’altronde i giornalisti, turibulanti il dossier Orlandi, col solito spettro del complotto contro Bergoglio, furono gli stessi a propagandare due libri sulle finanze vaticane, a loro dire ripulite dall’infaticabile papa rivoluzionario. Anzi, tengono a far sapere del pio timore al di là delle Sacre Mura: «È evidente che ci sono resistenze alle riforme del Papa, c’è chi vuole bloccarle facendo passare l’idea che tanto non sta cambiando niente». Ma davvero? Vogliamo vedere chi voleva davvero fare pulizia? Voleva fare pulizia S. S. Benedetto XVI. Dobbiamo ricordare com’è finita?

Voleva fare pulizia, il cardinale George Pell, le cui disgrazie incuriosiscono Milone: «Noto solo che le indagini su di lui (Pell, NdR) per un caso di quarant’anni fa sono affiorate circa un anno fa. E, si legge nel decreto consegnatomi, nello stesso periodo la Gendarmeria ha cominciato a indagare su di me. Voglio credere che sia una coincidenza». Voleva fare pulizia Ettore Gotti Tedeschi, per mettere ordine, pure lui, nell’Obolo di San Pietro.

A tavola con Bergoglio siede ogni giorno, certo per parlare di povertà, un altro fedelissimo, il cardinale Domenico Calcagno, presidente di APSA, Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, conti miliardari e immobili extra lusso in Svizzera, a New York, Hong Kong… e nella misteriosissima Londra.

APSA, un altro pezzo di Vaticano vocato ai misteri. Nella “sezione straordinaria”, dove si trattano i titoli di borsa, fino a pochi mesi fa lavorava Paolo Mennini, fratello di Antonio, il confessore di Aldo Moro prima del suo assassinio. Egli fu nunzio apostolico, dove? Ma a Londra, suvvia…

A Londra il Vaticano possiede cinque residenze miliardarie nel quartiere straricco di Mayfair; possiede pure due safe houses, una delle quali a due passi dal ponte dei Frati Neri, con le casseforti stracolme di banconote, vigilate con le armi dalle guardie del pacifico Bergoglio.

Banconote pronte per andare in ogni dove con valigia diplomatica. Destinate ai poveri? All’accoglienza? Quanti miliardi sparsi nelle banche mondiali? Quanti miliardi di rendite? Chi le intasca? Toh, non c’è un bilancio… Milone “svolgeva attività investigative sulla vita privata di esponenti della Santa Sede” fanno sapere scandalizzati dal Vaticano. Già, attività investigative su quanti dissipano queste risorse mai messe a bilancio dal papa rivoluzionario.

Il bilancio lo voleva Benedetto XVI, lo voleva Gotti Tedeschi, come pure Libero Milone; lo voleva persino George Pell. Chi il prossimo defenestrato? Che cosa scriverà ancora Andrea Tornielli su Gotti Tedeschi? Quale nuovo dossier velenoso sarà diffuso dalle safe houses del Vaticano a Londra, nel super lusso di Mayfair? Ogni lordura è possibile per mano di questo Vaticano, per mano di questo papa rivoluzionario e amico dei poveri.

(fonte: pierolaporta.it)

2 pensieri riguardo “Qual è l’aspetto peggiore di questo pontificato?

  1. Chissà se il signor Tornielli, che in Vaticano non è certo l’ultimo arrivato su piazza, è consapevole di prestare i propri servigi a questa consorteria???

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  2. Ho appreso che oggi il giornale “Il Manifesto” pubblicherà un libro scritto dall’attuale Pontefice Bergoglio. Ma cosa è successo in questi ultimi anni? Cosa mi è sfuggito? Ricordo bene che nel pontificato del beato Giovanni Paolo II la stampa e i salotti atei comunisti erano distanti anni luce dalla chiesa, ora si arriva addirittura a pubblicare un libro del Pontefice da un giornale radicale comunista ateo “Il Manifesto”! Una sola parola: sgomento e che Dio ci aiuti.

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