Urgente. Raccolta fondi straordinaria

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C’è ancora bisogno di carità al tempo del coronavirus

Anche se siamo nella Fase 3, il coronavirus non è scomparso e la crisi economica è altrettanto drammatica quanto quella sanitaria. Quindi non dimentichiamo di aiutare quelli che sono in difficoltà per vari motivi, per quanto è nelle possibilità di ognuno di noi. Vi suggeriamo alcune donazioni. Grazie e che Dio vi ricompensi cento volte tanto.

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La fede al tempo del Coronavirus/29

Neanche nell’Ottocento lo Stato pretese di regolare la Comunione. Il protocollo siglato da Governo e CEI è una pesante intromissione dello Stato nella vita della Chiesa, la cui libertà è ancora minacciata: con i guanti obbligatori costringe i preti a commettere profanazioni e discriminazioni nell’amministrare i sacramenti e consegna implicitamente alle forze dell’ordine l’autorizzazione per controllare il rispetto delle regole. Unica nota positiva: la Comunione in bocca non è vietata e tante storture post conciliari, come l’abusato scambio della pace, verranno sospese (Andrea Zambrano, Lo Stato in sagrestia e la CEI esulta: avremo le Messe, ma non la libertà, La Nuova BQ, 08-05-2020)

IL PROTOCOLLO: ECCO LE LITURGIE BIOCOMPATIBILIdi Paolo Gulisano
SARAH AI VESCOVI: NESSUNO PUO’ SOSPENDERE IL CULTO, di Nico Spuntoni
CHIESE APERTE DUE ORE: LOCKDOWN ALLA NAPOLETANAdi Elena di Lorenzo
NEW YORK, IL LOCKDOWN È UNA FALSA SICUREZZAdi Stefano Magni
MOSCHEE CHIUSE E RAMADAN, I MUSULMANI NON CI STANNOdi Lorenza Formicola

Urgente: La carità al tempo del Coronavirus

 

La fede al tempo del Coronavirus/28

La farsa dell’Atto di affidamento di venerdì scorso rivela l’incapacità della Conferenza Episcopale Italiana di porre atti di sostanza che aiutino realmente la vita della fede. A Caravaggio c’è stata una tripla beffa: aver fatto finta che il popolo non abbia chiesto la Consacrazione; un affidamento dell’Italia che nella preghiera non c’è stato; e poi la falsa diretta tv. Stiamo assistendo allo svilimento della liturgia. Ma malgrado tutto invitiamo i vescovi a ripartire: riprendete le Messe, e si faccia una consacrazione dell’Italia al Cuore Immacolato di Maria, senza se e senza ma, con un Atto pubblico, solenne. Magari a Loreto, con la presenza del cardinale Bassetti (Luisella Scrosati, Affidamento farlocco, ora si faccia una Consacrazione vera, La Nuova BQ, 05-04-2020).

Il Santuario di Caravaggio conferma la differita dell’atto di affidamento: «Ma non siamo tenuti a conoscere i motivi». Nessuna risposta invece dalla diocesi, ma «la diretta … dovevate immaginarvela». L’atteggiamento arrogante e incompetente di CEI e Diocesi di Cremona. Un paternalismo onanistico che mostra tutto il disprezzo che la gerarchia nutre per i fedeli ai quali hanno già tolto le Messe. Possibile che venerdì nessun vescovo fosse davanti alla tv e oggi non si senta – lui per primo! – truffato? (Andrea Zambrano, La diretta? Va vissuta. Il silenzio degli indecenti, La Nuova BQ, 05-04-2020).

Urgente: La carità al tempo del Coronavirus

 

La fede al tempo del Coronavirus/27

L’Atto di affidamento alla Madonna di Caravaggio è stato registrato il 27 aprile e mandato in onda il 1° maggio. Ma la CEI lo ha presentato per un evento in diretta tv. Un testimone conferma alla Nuova Bussola Quotidiana: «Ho visto troupe e vescovo lunedì. Invece venerdì sera al santuario non c’era nessuno». Resta da capire il perché di un gesto senza senso che ferisce proprio quel popolo cristiano per il quale il presidente Bassetti aveva detto di aver voluto compiere la solenne preghiera alla Vergine (Andrea Zambrano, La CEI e la truffa dell’Affidamento in diretta. Perché?, La Nuova BQ, 04-05-2020).

Un atto di affidamento non è una partita di calcio, uno spettacolo o un qualunque altro avvenimento di cronaca, ma è un gesto di devozione e di pietà che merita di essere svolto in assoluta trasparenza, per rispetto dell’azione stessa e del popolo che vi ricorre. Se il 1° maggio alle ore 21 è stata mandata in ondata una “registrazione”, quello a cui il fedele ha assistito non è stata che una finzione, perché in quel momento non è stato affidato nulla a nessuno. Semplicemente, ci è stato mostrato quanto avvenuto il 27 aprile (Aldo Maria ValliIl 1° maggio non c’è stato alcun affidamento a Maria, Duc In Altum, 03-05-2020).

Conte tratta le Messe al pari di spettacoli teatrali. Decisamente sorprendente per uno che in più di un’occasione ci ha tenuto a definirsi “cattolico democratico” e che non disdegna le ricostruzioni giornalistiche intente a ricordare la sua esperienza a Villa Nazareth. Con qualche omissione, però (Nico Spuntoni, Conte, il “cattolico democratico” che vietò le Messe, La Nuova BQ, 04-05-2020).

«La Chiesa guarda solo alla propria dimensione storica, così chiudere una chiesa è come chiudere un teatro e andare ad una Messa è come partecipare ad un comizio. È questo l’effetto della secolarizzazione della Chiesa». A colloquio con Marcello Pera tra cultura cristiana in declino e un’Europa che gioca sui diritti: «Se la crisi è spirituale, e lo è, allora le istituzioni non bastano a risolverla. Occorre una nuova cultura. E passa dal cristianesimo» (Don Samuele Ceccotti, Intervista a Marcello Pera: “Inseguendo la modernità, la Chiesa si è secolarizzata”, La Nuova BQ, 04-05-2020).

Urgente: La carità al tempo del Coronavirus

 

La fede al tempo del Coronavirus/24

Sentita l’omelia del Papa, anche il quotidiano dei vescovi italiani vira e spiega che la Messa è ben più di una “manifestazione pubblica”, dopo settimane di «si può pregare anche a casa». Ma se si vuole davvero, non c’è bisogno di aspettare il 4 maggio ed eventuali concessioni del governo (Riccardo Cascioli, Messe, adesso sì: il clericalismo di Avvenire, La Nuova BQ, 19-04-2020).

La polizia spagnola ha interrotto alcune Messe illegalmente perché il Regio Decreto permette il culto pubblico (a differenza che in Italia). Ma lo stato di allarme per il Coronavirus ha creato una situazione ottima per la “rivoluzione” bolivariana di Podemos al governo. E la sensazione collettiva di “chiese chiuse” data dai vescovi (salvo eccezioni) ha fatto il resto (Carmelo Lopez Arias, Anche in Spagna polizia in chiesa. E i vescovi hanno colpe, La Nuova BQ, 19-04-2020).

Parroci multati in processione, Messe interrotte, fedeli segnalati, preti sanzionati: almeno 40 casi sotto la lente ai quali si aggiungono molti episodi che non sono finiti sui giornali. Ora per loro c’è un pool di avvocati che sta studiando una class action. «In tutti i casi è un abuso: le violazioni sono inesistenti. Al parroco di Rocca Imperiale abbiamo detto di non pagare». Ecco perché la “polizia religiosa” ha compresso la libertà di culto (Andrea Zambrano, Messe interrotte e preti multati: parte la class action, La Nuova BQ, 18-04-2020).

La carità al tempo del Coronavirus

 

La fede la tempo del Coronavirus/23

La CEI lavora a un “pacchetto” da sottoporre al Governo per il ritorno dei fedeli a Messa: dovrebbe prevedere l’igienizzazione dei locali, la fornitura e l’utilizzo dei dispositivi di sicurezza e il rispetto del distanziamento sociale tra fedeli grazie all’aiuto di volontari delle parrocchie. Gli appelli ai vescovi si sprecano (Nico Spuntoni, Distanziamento, parola chiave per tornare a Messa, La Nuova BQ, 17-04-2020).

“Dobbiamo annunciare la vita eterna in Gesù Cristo. A maggior ragione in questi tempi duri in cui il popolo ha bisogno di speranza e consolazione”. Proprio la morte di due suoi amici preti per coronavirus ha fatto decidere il vescovo Peter Baldacchino a riprendere la celebrazione delle messe con popolo. Ragioni che servono da guida (Angela Pellicciari, Messa e sacramenti, la lezione di un vescovo americano, La Nuova BQ, 17-04-2020).

La carità al tempo del Coronavirus

 

La fede al tempo del Coronavirus/20

Questo contagio è un ammonimento agli uomini di Chiesa, che, in nome del “cambio di paradigma”, subordinano l’insegnamento di Cristo alla realtà del mondo; dicono di non capire i principi non negoziabili; ritengono l’in-equità e non il peccato, la radice dei mali sociali; hanno permesso la sceneggiata gnostica e neopagana sulla facciata di san Pietro; hanno abbandonato la missione del Vangelo e la necessità della conversione, in favore del dialogo compiacente con le religioni, il Dio cattolico per il Dio unico; hanno presentato Lutero come medicina per la Chiesa; avallato la morale di situazione al posto dei principi morali. In una parola, col cambio di paradigma si sono conformati alla mentalità mondana (Don Nicola Bux, Il castigo provvidenziale che ci salva, Chiesa e post-concilio, 30-03-2020).

E invece oggi tutto è silente: la chiesa in uscita ha chiuso i battenti. L’odore di pecora è stato rimpiazzato da quello del disinfettante. Le preghiere al Signore sostituite dalle raccomandazioni a seguire i provvedimenti delle autorità civili. L’acquasanta con l’amuchina (Ascanio Ruschi, Una Chiesa che diserta, I Soldati del Re, 30-03-2020).

Che i nostri governanti vogliano allungarci la vita, lo si può capire; ma che le nostre autorità ecclesiastiche mirino anch’esse ad allungarci la vita invece di salvarcela è cosa che non si è mai vista. Per allungarci la vita non abbiamo bisogno della Chiesa. Abbiamo bisogno della Chiesa per vivere e morire cristianamente. E a questo fine abbiamo bisogno che la Chiesa ci parli dei novissimi: morte, giudizio, inferno e paradiso, cioè del fine ultimo della nostra esistenza, che non è questa vita naturale, per quanto lunga, ma quella eterna. E invece, i novissimi sono i grandi assenti della pandemia (Cristiana De Magistris, I grandi assenti della pandemia, Corrispondenza Romana, 01-04-2020).

La carità al tempo del Coronavirus

 

 

La fede al tempo del Coronavirus/19

Né lo Stato può disciplinare di propria iniziativa esclusiva un terreno non suo ma della Chiesa, né esso può mettere la Chiesa sullo stesso piano di altre società umane. Leone XIII insegnava questo molto tempo fa, ma siamo proprio sicuri che non abbia ancora la sua validità? (Stefano Fontana, Leone XIII e lo Stato che chiude le chiese, La Nuova BQ, 27-03-2020).

La difesa della salute non può essere barattata con la perdita della libertà. Ma allo stesso tempo non possiamo dimenticare che una malintesa democrazia in questi anni ha distrutto la famiglia e demolito il principio del diritto alla vita. La sfida è respingere l’autoritarismo ma senza tornare alla falsa democrazia e falsa libertà (Stefano Fontana, Ripensare il concetto di libertà e democrazia, La Nuova BQ, 31-03-2020).

Si può andare in chiesa solo se si è sulla via per andare al lavoro, al supermercato, in farmacia. Così il ministero dell’Interno ha risposto alla richiesta di chiarimenti da parte della CEI: un criterio inaccettabile, contrario anche alla Costituzione (Riccardo Cascioli, Se il governo nega il diritto di andare in chiesa, La Nuova BQ, 28-03-2020).

La carità al tempo del Coronavirus

 

La fede al tempo del Coronavirus/18

L’iniziativa del sacerdote napoletano don Michele Madonna: uno speciale atto di Consacrazione alla Madonna «affinché una nuova effusione di Spirito Santo liberi il nostro Paese e le nostre città dal pericolo di non poter celebrare neanche la Santa Pasqua a porte aperte». Stasera la diretta on line (Elena Di Lorenzo, Il sacerdote in preghiera per “riavere” le Messe col popolo, La Nuova BQ, 29-03-2020).

Dopo l’appello alla politica della Bussola, si muovono i primi leader. «È giusto pensare al corpo, ma in molti avrebbero bisogno di una cura dell’anima, del cuore, dopo settimane di clausura forzata». Così il leader leghista Salvini sul diritto di culto messo in crisi con il provvedimento del governo. E Pillon presenta un ODG (Andrea ZambranoSalvini: «Abbiamo bisogno di curare anche l’anima», La Nuova BQ, 29-03-2020).

La carità al tempo del Coronavirus