Il Vaticano II e l’abuso della pastorale

Nel momento stesso in cui il Vaticano II si dichiarò “pastorale” introdusse una nota di sfiducia nei confronti della dottrina, perché in realtà nulla è più pastorale della dottrina stessa, nulla è più pastorale del dogma che guida e orienta le pecore.

Concilio Vaticano II

Il predominio della visione pastorale è un frutto del Concilio Vaticano II. In quel concilio “pastorale” si insinuò la sfiducia nei confronti della dottrina, ritenuta non al passo con i tempi. Il Vaticano II non può essere considerato l’origine di tutti i problemi, ma certamente lì alcuni problemi esplosero e ciò che noi oggi viviamo è diretta conseguenza di quanto avvenne in quella stagione conciliare.

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Tagle, potere e fiducia: chi è il nuovo uomo forte vaticano

Il cardinale Tagle alla Congregazione per l’Evangelizzazione ridisegna la mappa del potere vaticano: si ritroverà a guidare un super-dicastero destinato a sottrarre alla Congregazione per la Dottrina della Fede il primato nell’organigramma. La vicinanza alla scuola di Bologna, l’imprinting “progressista” e la fiducia di Bergoglio: ecco perché il cardinale “bambino” sarà determinante nel nuovo assetto della governance vaticana.

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Prezzolini e la Chiesa. Ovvero le profezie di un ateo che aveva capito tutto

Giuseppe Prezzolini si diceva non credente, ma, essendo un uomo libero e non un ideologo, aveva un gran rispetto per la fede, la religione, la Chiesa cattolica. E aveva capito tante cose.

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Video. La tiara deposta. La Chiesa consegnata al mondo

Nella Chiesa tutto ha un significato, soprattutto i gesti dei Pontefici. Quando Paolo VI depose la tiara, non si rese conto che il “suo” Concilio non stava conquistando il mondo, ma che in realtà stava consegnando la Chiesa al mondo.

La regalità di Cristo, un dilemma da risolvere

Dobbiamo guardare in faccia la realtà: oggi ricorre la festa di Cristo Re, ma sulla “Regalità di Cristo” ci si divide. Esistono infatti due interpretazioni teologiche diverse tra loro che si contraddicono sul punto fondamentale della regalità “politica” di Cristo: se essa esista o no. Per evitare spinosi problemi, la strada che viene seguita è di stemperare i toni della “regalità” e di affievolire le sue pretese. All’espressione si assegna un significato spirituale, oppure escatologico, oppure vagamente pastorale, ma non sociale e politico.

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Video. Il Vaticano II e la crisi nella Chiesa cattolica

Perché ha prevalso l’ermeneutica della rottura a quella della riforma? Perché la rottura c’è stata.

 

Concilio Vaticano II

Perché ha prevalso l’ermeneutica della rottura a quella della riforma? Perché una rottura c’è stata.

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L’Amazzonia, quella foresta che separa Rahner e Ratzinger

Il prossimo sinodo dell’Amazzonia vuole una “Chiesa amazzonica” mentre non parla di una Amazzonia cristiana. Su questo si scontrano le prospettive teologiche di Joseph Ratzinger e di Karl Rahner.

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“Iota Unum” & “Stat Veritas” di Romano Amerio

“Iota unum” è l’opera più profonda del grande studioso cattolico Romano Amerio, una riflessione serrata e sistematica sul Magistero della Chiesa novecentesca, in particolare dal Vaticano II in poi.

Concilio Vaticano II

Pubblicato nel 1985, Iota unum è l’opera più complessa e profonda del grande studioso cattolico Romano Amerio, una riflessione serrata e sistematica sul Magistero della Chiesa novecentesca (in particolare conciliare) e, insieme, un’aggiornata summa metafisica cattolica (e il senso ultimo di questa summa, il suo apax, si trova tutto in Stat Veritas).

«In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure uno iota o un segno dalla legge (iota unum aut unus apex), senza che tutto sia compiuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli».

Non sarà mutato un solo iota, cioè il segno più piccolo dell’alfabeto greco – noi diremmo “non una sola virgola” – dice Cristo nel…

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Matteo D’amico: Il tragico accordo di Metz, quando il Vaticano cedette al comunismo

Conferenza tenutasi venerdì 7 giugno 2019 a Viserba Mare in occasione del convegno intitolato Dalla teologia della liberazione alla teologia dei poveri. Convegno organizzato dall’Associazione Ora et labora in difesa della vita, in particolare dal referente per l’Emilia Romagna Giorgio Paternostro e da Claudio Marcantoni. Il convegno ha avuto luogo presso la parrocchia santa Maria del Mare della comunità figli di Dio.

La Chiesa aveva sempre condannato molto duramente il comunismo, tanto che papa Pio XI arrivò a definirlo come “intrinsecamente perverso” proibendo ai cattolici ogni forma di collaborazione con i membri del partito comunista. Ma il 13 agosto 1962 fu concluso nella cittadina francese di Metz un accordo segreto tra il Vaticano e il Cremlino per evitare che il Concilio, che avrebbe da lì a pochi mesi aperto i suoi lavori, parlasse del comunismo. La mancata condanna del comunismo pesò a lungo sulla vita politica e culturale dei popoli di Occidente e di Oriente: fino al crollo del Muro di Berlino, nel 1989. In questo intervento si cercherà di evidenziare la tragica gravità di questo accordo, il quale ha favorito il diffondersi dell’ideologia comunista nel mondo, aggravando il collasso morale dell’occidente e della Chiesa stessa. Capiremo anche come l’infiltrazione di agenti dei servizi segreti comunisti, sia nella chiesa ortodossa che nella Chiesa cattolica, abbiano favorito questa piega degli eventi.

Il Concilio Vaticano II. Una storia mai scritta

Concilio Vaticano II

Quella del Vaticano II è una storia mai scritta non tanto perché, come spiega l’autore, si scoprono documenti nuovi (vi è anche questo nel libro, ma non è l’elemento preponderante), o perché si svolga un’approfondita disamina teologica dei testi e delle intenzioni dei padri conciliari, quanto perché si ricostruisce l’evento nella sua storia, dalle lontane radici ideali alla sua preparazione, negli eventi degli anni conciliari fino alle conseguenze (gli anni drammatici dell’immediato post-concilio fino al pontificato di papa Francesco).

Una pietra pesante agitò le acque del mondo cattolico italiano nell’inverno del 2010-2011, creando un forte dibattito, nonché un consistente interesse massmediatico.

Già pochi giorni dopo l’uscita nelle librerie del volume sul Concilio ecumenico Vaticano II del professor Roberto de Mattei, persino testate non cattoliche (il Corriere della Sera, il Giornale, Libero, più volte Il Foglio) ne hanno parlato, ma soprattutto nei siti internet cattolici un vasto dibattito si…

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