Chi ha sostituito l’Altare cattolico con tavole per la Cena?

Cooperatores Veritatis

Cari Amici, in occasione dell’infausto Cinquantenario (1969-2019) del Nuovo Messale detto “Paolo VI”, e del divieto a poter celebrare nel Rito di sempre, detto Vetus Ordo (che venne poi riabilitato nel 2007 con il Summorum Pontificum di Benedetto XVI), abbiamo iniziato un breve ma intenso excursus storico – molto drammatico e che abbiamo intitolato in una nuova sezione “CRISI LITURGICA” – per cercare di capire da dove il tutto ebbe inizio. Visitate la sezione perché troverete molto materiale interessante.

In questo link: Guéranger spiega La catastrofe che fu il luteranesimo; siamo entrati proprio all’interno di un percorso alle radici di questa vera follia…. ora proseguiamo con due interessanti interventi: da chi ebbe inizio la DISTRUZIONE degli Altari cattolici per sostituirli con tavole e che oggi, da 50 anni, vediamo imposte anche dentro la Chiesa Cattolica, in una non meglio identificata “volontà” di un pseudo “spirito”???

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Video. Il Concilio ha cambiato la dottrina sulla Chiesa?

Video-catechesi degli amici del sito Cooperatores-Veritatis.org sul famoso documento dottrinale del 2007 a domande e risposte fatto dalla Congregazione per la Dottrina della Fede riguardante l’ecclesiologia del Concilio Vaticano II.

La scure di Elia: Torniamo a Trento (e al Vaticano I)

Al diavolo non interessa affatto come i buoni cattolici comprendano ambiguità e stranezze, anche perché non può saperlo finché rimane nei loro pensieri; se invece ciò viene esplicitamente teorizzato da teologi, biblisti e liturgisti, si diverte un mondo a metterci lo zampino confondendo quelle menti spesso piene di superbia – ammesso che non si siano dichiaratamente poste al suo servizio.

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Mons. Bux: la liturgia non sia scontro ideologico

Ci si domanda se sia necessario apportare ulteriori cambiamenti ai testi del Messale romano nella prossima edizione italiana. Ma su Gloria e Padre nostro si attuano due pesi e due misure. Eppure c’è un precedente argentino che suggerisce di non recepire per forza le nuove disposizioni. Lo ricevette proprio l’allora cardinal Bergoglio. E’ deleteria questa smania di cambiamento continuo, che appare sempre più essere un omaggio all’ideologia del provvisorio.

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Quell’11 settembre di Paolo VI e mons. Lefebvre

Concilio Vaticano II

Immaginiamo la scena. Da una parte il papa, Paolo VI, colui che ha portato a termine il Vaticano II. Dall’altra mons. Marcel Lefebvre, l’arcivescovo che non accetta il Concilio e ha fondato la Fraternità sacerdotale San Pio X. Il confronto avviene nella residenza estiva del Papa, a Castel Gandolfo. È l’11 settembre 1976. I due sono divisi su tutto, eppure entrambi si sentono al servizio della Chiesa. E cercano un accordo. Che non ci sarà.

di Aldo Maria Valli (07-11-2018)

«Lei si trova in una posizione terribile! Lei è un antipapa!».

«Non è vero. Io cerco solo di formare sacerdoti secondo la fede e nella fede».

Immaginiamo la scena. Da una parte il papa, Paolo VI, settantanove anni, colui che ha portato a termine il Concilio Vaticano II. Dall’altra monsignor Marcel Lefebvre, settantuno anni, l’arcivescovo che non accetta il Concilio e ha fondato la Fraternità sacerdotale San Pio…

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Il Vaticano II, un concilio tradito… o del tradimento?

Il Concilio Vaticano II fu un tradimento gigantesco nei confronti della Chiesa: il suo coronamento consiste nella “rimozione della memoria”, in modo che, i giovani non sappiano ciò che oggi viene spacciato per quello che “Cattolico non è”.

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Veri e falsi santi del nostro tempo

L’unica verità che oggi viene solennemente proclamata è l’impeccabilità dei papi conciliari, e solo di quelli. L’intento più che quello di canonizzare gli uomini, sembra quello di proporre come infallibili le loro scelte politiche e pastorali. Ma quale credito dobbiamo dare a queste canonizzazioni?

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Chiesa come “popolo di Dio”? Sì, ma anche no!

Nelle riflessioni di papa Francesco, in particolari nei suoi incontri con i gesuiti durante i suoi viaggi apostolici, è sempre presente la nuova ecclesiologia del Vaticano II. Giusta o inesatta che sia.

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Domanda retorica: E se avesse ragione Lefebvre?

Analisi dell’incontro-scontro fra papa Paolo VI e mons. Marcel Lefebvre avvenuto a Castel Gandolfo nel 1976. Il connubio tra coscienza/fede e potere/autorità è assolutamente sterile: non porta rimedio. Questo lo possiamo affermare con cognizione di causa a distanza di decenni.

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