Se Roche dà del “protestante” a chi ama la Messa antica

Secondo il prefetto del Dicastero per il Culto Divino, le reazioni a Traditionis Custodes sono isteriche perché la Messa antica c’è ancora e chi non accoglie le riforme è «più protestante che cattolico». Ma il neoporporato Roche dimentica di dire che il giro di vite contro la Messa è già in corso e che lui è tra i protagonisti della guerra alla Tradizione.

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Una data di scadenza per la Messa in rito antico

A Chicago è confermata la sospensione delle celebrazioni pubbliche dell’ICRSS, cambia l’aria ad Arlington e laddove la “Messa in latino” prosegue è condizionata a un termine. Si tenta di accelerare le tappe verso l’estinzione di un rito che tentarono di seppellire 50 anni fa, ma è più vivo e ostinato dei suoi detrattori.

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La Messa sul materassino o il Rito Romano antico?

Tra le immagini che rimarranno nella memoria storica di quest’estate, c’è la Messa celebrata su un materassino gonfiabile, nel mare di Calabria, da un sacerdote milanese, in costume da bagno, circondato da giovani in acqua con lui.

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La liturgia annega nel mare di Crotone

La Messa celebrata in acqua, con il celebrante in costume e usando un materassino come altare, è il culmine di decenni di sperimentazioni in cui ciascuno si sente padre-padrone del culto, da manipolare a piacere, nell’indifferenza di una gerarchia che sanziona soltanto la Tradizione.

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Rieducazione liturgica: questa Messa non s’ha (più) da fare

A un anno dal motu proprio Traditionis Custodes, in tre diocesi USA cominciano le operazioni di smantellamento della Messa in rito antico, mostrando che la Santa Sede mira a eliminarla ovunque. A Savannah (Georgia) le celebrazioni dovranno terminare tra meno di un anno, a Washington si potrà celebrare more antiquo in sole tre chiese e non nei momenti centrali dell’anno liturgico. Insistenti i rumors su Chicago, dove il cardinale Blaise Cupich starebbe per porre fine all’apostolato dei preti dell’Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote. Nella Chiesa “della misericordia” dà fastidio soltanto la liturgia tradizionale? Così la cura pastorale si traduce in una sorta di rieducazione liturgica.

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Sulla “Desiderio desideravi”. Usquequo Domine?

La lettera apostolica di Francesco intitolata Desiderio desideravi una lunga difesa del rito riformato.

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Il palese “non sequitur” liturgico di Papa Francesco

Tutte le contraddizioni della lettera apostolica Desiderio desideravi.

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Liturgia, nuova stoccata alla tradizione (e al Concilio)

Nella lettera apostolica Desiderio desideravi Francesco mostra di voler mettere una pietra tombale sul rito antico nel nome del Concilio, ma non si può ignorare che la riforma è andata ben oltre la Costituzione sulla liturgia, quando non addirittura contro. Ed è stata attuata ancora peggio.

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Le buone cose di perfetto gusto nella liturgia di sempre

Invece di prendere delle decisioni correttive per tutelare il gregge dai peccati, dalle menzogne e dalle brutture, il Pontefice bacchetta i sacerdoti che indossano degni paramenti sacri per celebrare degnamente i sacri misteri.

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Francesco e la liturgia: arsenico nei vecchi merletti

Con le parole sui “merletti” rivolte al clero siciliano, Papa Francesco sottopone la liturgia alla volubilità delle mode, tanto che il Concilio avrebbe lanciato la sua. Però oggi nella Chiesa si accettano miriadi di abusi e violenze a sacramenti e liturgia, come la veglia gay di Pescara dove due lesbiche hanno predicato dall’altare. Per queste “liturgie” che deturpano il sacro invece le porte sono aperte perché il processo deve andare avanti.

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