Corsi per fidanzati gay, l’omoeresia si fa pastorale

Il portale Gionata lancia il primo corso per fidanzati gay. Così l’omoeresia si fa pastorale arcobaleno con il placet di alcuni vescovi. L’obiettivo? Naturalizzare l’omosessualità, matrimonializzare le relazione gay, eliminare il peccato relativo a condotte omosessuali e giudicare positivamente l’omosessualità non solo sul piano morale, ma anche su quello teologico.

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Mauro Leonardi, prete omoeretico smentito da un ex trans

Il prete don Mauro Leonardi, indegno membro dell’Opus Dei, intervista Vladimiro Guadagno, in arte Vladimir Luxuria, per dire “che trans si nasce e Dio lo sa”. Ma l’ex trans Chad Felix Greene, che voleva essere femmina, spiega: “L’ideologia gender inganna e rende i piccoli degli oggetti sessuali”. Perché dietro la falsa carità di Leonardi si nasconde l’odio per i “limiti” della creazione.

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Australia, viva gli “sposi” gay: tutti d’accordo, clero compreso

Il referendum australiano sulle “nozze” gay dimostra che certi “successi” nascono dall’indottrinamento forzato di un popolo: iniquità e autoreferenzialità delle democrazie per confermare un consenso fabbricato artificiosamente. Col placet ecclesiastico.

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“Prudente audacia”, l’ultima trovata pro-gay di Avvenire

Il quotidiano dei vescovi torna sul caso del capo scout gay di Staranzano per indicare nuovi paradigmi con i quali leggere il rapporto tra Chiesa e omosessualità: assenti il peccato e il disordine morale, adesso c’è un discernimento indefinito. La Nuova BQ ne ha parlato con il parroco che, da solo e abbandonato dai suoi confratelli, ha denunciato il caso: «Provo dolore, si vuole far passare Gesù e la Scrittura come non più a passo coi tempi».

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«Insegnamento non ricevuto», liberi i cristiani Lgbt

Continua l’inarrestabile ascesa della lobby LGBT nella Chiesa con l’alto “patrocinio” dei gesuiti.

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Omoeresia, gesuiti americani (e non solo) allo sbando

«I libri di padre Martin sono in conformità con la Chiesa». È il comunicato dei gesuiti americani dopo le proteste che hanno fermato due presentazioni del libro dell’omoeretico James Martin Building a bridge.

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“I miei dubia al vescovo sui gay”. Così scrive un parroco

“Il discernimento secondo Sant’Ignazio è tra due beni, non tra un bene e un male”. E’ il cuore della lettera che il parroco di Staranzano ha scritto al suo vescovo dopo il caso del capo scout gay “sposo” e del discernimento chiesto dal prelato di Gorizia. Il metodo utilizzato da don Francesco è quello dei dubia, della richiesta pacata di un chiarimento. Avverrà o sarà messo alla gogna anche lui?

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Dopo le “nozze”, anche l’Eucarestia al capo scout

Si accende il dibattito sullo scoutismo dopo il caso Staranzano. Una mamma della parrocchia, moglie di un capo Agesci e madre di due scout rivela: “Il giorno dopo l’unione civile, Messa nel boschetto senza Gloria, Credo e Santo e i due ‘sposi’ hanno fatto la comunione. Quale ricaduta potrà avere nei ragazzi avere come educatore un uomo che offre come legittima una vita vissuta nell’omosessualità”.

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Springfield, Illinois: no a Comunione e funerali per “sposi” gay

Niente Comunione e funerali per i “coniugi” omosessuali. Non è un divieto di qualche bigotto e rancoroso fariseo, rinsecchito nella sua mancanza assoluta di buonismo, bensì l’applicazione concreta di alcune norme del Codice di Diritto Canonico. A ribadirlo il vescovo di Springfield negli Usa, Thomas Paprocki.

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Gesù non fu vittima di omofobia!!!

L’ennesimo caso “montato” di un ragazzino maltrattato da un bullo perché di tendenza omosessuale è alla base di una traballante teoria di un immancabile chierico d’avanguardia, che si inerpica dicendo che Gesù è stato vittima di omofobia ante litteram. Ma legge mosaica, dati storici e familiari di Gesù dimostrano che è una tesi insostenibile. Ma è inquietante il processo a tappe forzate in corso nella Chiesa per sdoganare la pratica omosessuale.

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