“I miei dubia al vescovo sui gay”. Così scrive un parroco

“Il discernimento secondo Sant’Ignazio è tra due beni, non tra un bene e un male”. E’ il cuore della lettera che il parroco di Staranzano ha scritto al suo vescovo dopo il caso del capo scout gay “sposo” e del discernimento chiesto dal prelato di Gorizia. Il metodo utilizzato da don Francesco è quello dei dubia, della richiesta pacata di un chiarimento. Avverrà o sarà messo alla gogna anche lui?

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Dopo le “nozze”, anche l’Eucarestia al capo scout

Si accende il dibattito sullo scoutismo dopo il caso Staranzano. Una mamma della parrocchia, moglie di un capo Agesci e madre di due scout rivela: “Il giorno dopo l’unione civile, Messa nel boschetto senza Gloria, Credo e Santo e i due ‘sposi’ hanno fatto la comunione. Quale ricaduta potrà avere nei ragazzi avere come educatore un uomo che offre come legittima una vita vissuta nell’omosessualità”.

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Springfield, Illinois: no a Comunione e funerali per “sposi” gay

Niente Comunione e funerali per i “coniugi” omosessuali. Non è un divieto di qualche bigotto e rancoroso fariseo, rinsecchito nella sua mancanza assoluta di buonismo, bensì l’applicazione concreta di alcune norme del Codice di Diritto Canonico. A ribadirlo il vescovo di Springfield negli Usa, Thomas Paprocki.

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Gesù non fu vittima di omofobia!!!

L’ennesimo caso “montato” di un ragazzino maltrattato da un bullo perché di tendenza omosessuale è alla base di una traballante teoria di un immancabile chierico d’avanguardia, che si inerpica dicendo che Gesù è stato vittima di omofobia ante litteram. Ma legge mosaica, dati storici e familiari di Gesù dimostrano che è una tesi insostenibile. Ma è inquietante il processo a tappe forzate in corso nella Chiesa per sdoganare la pratica omosessuale.

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Omoeresia, la svolta di Avvenire e i suoi trucchetti volanti

Padre Piva, Moia, don Carrega, don Santorsola: ormai gli interventi su Avvenire a favore dello sdoganamento degli atti omosessuali sono all’ordine del giorno e contraddicono apertamente il Magistero. Ma che razza di Chiesa rappresentano?

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Gorizia, un parroco si oppone all’omoeresia in salsa scout

Omoeresia di provincia a Gorizia: il capo scout “sposa” il consigliere comunale. A “reggere gli anelli” il cappellano dell’Agesci. Ma il parroco si oppone: “Un educatore cristiano deve tener conto della missione e delle linee educative della Chiesa”.

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Scuse ai sodomiti? Ma di che cosa?

Ha iniziato un anno fa il cardinale Marx. E ora qualsiasi vescovo tratti il tema omosessualità non può fare a meno di presentare le necessarie scuse ai gay per le discriminazioni subite. Un falso storico, è solo un pretesto per forzare la legittimazione dell’omosessualità nella Chiesa. Le scuse andrebbero fatte sì, ma a chi deve subire questa cultura omosessualista.

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