Non è vero che l’eccezione conferma la regola

I difensori dell’Amoris Laetitia sostengono che dare la Comunioni ai divorziati risposati civilmente, rei dei peccati mortali di adulterio e concubinato, non tradisce il Comandamento del Signore, perché si tratterebbe delle famose “eccezioni” che confermano la regola. Hanno ragione? È vero che l’eccezione conferma la regola?

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Amoris Laetitia, Argentina: tana, liberi tutti!

Confusionis Laetitia, cerimonie di gruppo per concedere la comunione ai divorziati risposati. Succede in Argentina, dove il vescovo di Reconquista – dopo aver fatto fare un “cammino di discernimento” di sei mesi – ha ammesso all’Eucarestia una trentina di coppie di divorziati risposati, nel corso di una cerimonia speciale. Questo accade pochi giorni dopo che la Conferenza Episcopale Polacca si è espressa in maniera unanime per mantenere il divieto di comunicarsi ai divorziati risposati.

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I migranti, “poverini”, che usano la testa di una statua Gesù come water

Ventimiglia, 2017: Una testa di Cristo, staccata da una statua e ricoperta di escrementi, segno di abitudine collettiva e inveterata. Succede in un campo di richiedenti asilo che vivono in una tendopoli e rifiutano i centri d’accoglienza perché vogliono andare in Francia. E l’Occidente sta a guardare…

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Il cardinale Christoph Schönborn e l’esplicito invito al sacrilegio

L’arcivescovo di Vienna, intervistato da Spadaro, toglie ogni illusione alle anime belle: Amoris Laetitiae è magistero, eccome. E aggiunge: in “certi casi” chi è in situazione oggettiva di peccato può accostarsi ai sacramenti. E questo si chiama, piaccia o meno, lasciapassare per il sacrilegio.

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Germania, i vescovo debbono prendere provvedimenti contro l’indegna Comunione di massa

Gli stessi giornalisti cattolici tedeschi denunciano la deriva che già da anni si vive in Germania sul tema della Santa Comunione. Ecco cosa dice in proposito uno di loro.

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L’esorcista De Meo: “Altro che commozione, al Sinodo raccontato un atto sacrilego”

Con Padre Cipriano De Meo, esorcista di lunghissimo corso, parliamo del caso, raccontato al Sinodo dei vescovi, del bambino che avrebbe spezzato in due l’ostia della sua prima comunione per darla ai genitori divorziati.

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cristianesimocattolico:

Ma possibile che non si sappia che la “Comunio­ne sulla mano” faceva parte di un “piano massonico” da lunga data preparato? Eppure, proprio la CEI (novembre 1989), con un vero “col­po di mano” da parte di vescovi progressisti e neo-modernisti, ap­profittando dell’assenza di molti Pre­suli, da un loro raduno sul tema, riu­scì a far passare (`ordinanza” con un solo voto in più! E così, questo “placet” divenne “causa” di profa­nazioni sacrileghe, di sottrazioni di Ostie consacrate per usi sacrileghi, di “messe nere”, di dispersione di frammenti per terra, di allontana­mento, infine, delle anime dei fedeli dal ringraziamento dopo la Messa, così da sfumare il senso del divino; e certo si è proceduto a tappe: dall’ob­bligo (“bisogno”) si passò alla con­venienza (“conviene”); dalla conve­nienza, poi, si passò al silenzio, perché non ci fu più, o quasi, il rin­graziamento. Eppure, Pio XII aveva scritto: “Raccogliti nel segreto e gioisci del tuo Dio, poiché tu pos­siedi Colui che il mondo intero non può toglierti” (cfr. “Mediator Dei”, 20 settembre 1947). Piano piano, si abrogò al Sacerdote di fare l’abluzio­ne delle sue dita dopo la Comunione; si eliminò quasi del tutto il digiuno, previa l’assunzione eucaristica; si è tolto il Santissimo Sacramento dal centro dell’altare, mettendolo “in la­terale”, in oscura posizione: si ridus­sero e si finì col disusare sia le priva­te che le pubbliche devozioni latreuti­che para-liturgiche; si tolse dai calen­dari la solennità del Corpus Domini; si minuscolizzarono le iniziali delle parole sacre; si tolsero i banchi col genuflessorio, sostituendolo con ba­nali sedie e, oggi, si sono tolte anche queste; non si parlò più della neces­sità della confessione prima di rice­vere la santa Comunione, quando fosse necessaria per peccati gravi; si fan trattare le Sacre Specie da tante mani indegne, e si è arrivato persino, in USA, a spedire, per posta, l’Ostia consacrata a coloro che desiderava­no comunicarsi…E potrei continuare, ma credo sia suf­ficiente quello che abbiamo detto, pur avendo tralasciato di citare il pensiero dei Padri della Chiesa e del Magistero solenne, “de fide” (Con­cilio di Firenze e Concilio di Trento), che hanno definito la “Presenza Reale” di Cristo anche nelle “parti­celle”, o “frammenti” di Pane euca­ristico, per cui, essendo “de fide”, diventa certa e logica la mia afferma­zione che il distribuire la “Comunio­ne sulla mano” diventa un gesto oggettivamente sacrile­go. Si legga, ad hoc, an­che la definizione che ne dà il “Codice di Diritto Canonico”’: “Sacrilegio: è profanazione di perso­na, cosa e luoghi sacri o consacrati con rito reli­gioso”. Ora, qui, nella santa Comunione eucari­stica, la “Presenza Rea­le” non è forse la stessa Persona di Gesù, Figlio di Dio e Dio Lui stesso, presente in Corpo, San­gue, Anima e Divinità, anche in tutti i “fram­menti” che, con la nuova prassi liturgica, possono facilmente cadere in terra ‘ene venir calpestati, e tantis­sime altre particole con­11uiri1011sacrate finiscono nelle ta­sche e persino sui corpi immondi di donne, come avviene nelle “messe ne­re” o in altre profanazioni sataniche, alimentate, ap­punto, da questi sacrilegi sulle “Ostie consacrate”, trafugate dalle chiese attraverso proprio la distribuzione sulle mani?.. E chiudo richiamando quello che disse il Concilio di Trento: “L’USO CHE SOLO IL SACERDOTE DIA LA COMUNIONE CON LE SUE MANI CONSACRATE, È UNA TRADIZIONE APOSTOLICA” (Sessione 13 c.8). E con una chiarificazione del sommo teologo della Chiesa, San Tommaso d’Aquino: “IL CORPO DI CRISTO APPARTIENE Al SACERDOTI… ES­SO NON SIA TOCCATO DA ALCU­NO CHE NON SIA CONSACRATO”!

(da preghiereagesuemaria)