Un triste anniversario. La riforma liturgica 50 anni dopo

Il 3 aprile 2019 ricorrerà un triste anniversario: il 50° della promulgazione del Messale di Paolo VI, il quale rappresenta la creazione di un nuovo rito liturgico.

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Cambiare la Liturgia per cambiare la Fede Cattolica: progetto protestante

Cooperatores Veritatis

Dunque… siamo giunti alla quarta serie di questo percorso specifico ed inerente alla “questione Liturgica”, come è cominciata questa battaglia, chi l’ha cominciata e perché la Chiesa Cattolica con Paolo VI ha ceduto nell’imporre un nuovo rito di stampo protestantico? In questa sezione: CRISI LITURGICA, troverete tutti gli articoli e i video che stiamo elaborando per aiutarci a comprendere come – dietro alla crisi della Fede nella Chiesa di oggi – troviamo proprio queste radici protestanti. In questo linkinvece, avrete la pagina dei video sull’argomento.

In questo link: Guéranger spiega La catastrofe che fu il luteranesimo; siamo entrati proprio all’interno di un percorso alle radici di questa vera follia…. ora proseguiamo con due interessanti interventi: da chi ebbe inizio la DISTRUZIONE degli Altari cattolici per sostituirli con tavole e che oggi, da 50 anni, vediamo imposte anche dentro la Chiesa Cattolica, in una non meglio identificata “volontà”…

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Chi ha sostituito l’Altare cattolico con tavole per la Cena?

Cooperatores Veritatis

Cari Amici, in occasione dell’infausto Cinquantenario (1969-2019) del Nuovo Messale detto “Paolo VI”, e del divieto a poter celebrare nel Rito di sempre, detto Vetus Ordo (che venne poi riabilitato nel 2007 con il Summorum Pontificum di Benedetto XVI), abbiamo iniziato un breve ma intenso excursus storico – molto drammatico e che abbiamo intitolato in una nuova sezione “CRISI LITURGICA” – per cercare di capire da dove il tutto ebbe inizio. Visitate la sezione perché troverete molto materiale interessante.

In questo link: Guéranger spiega La catastrofe che fu il luteranesimo; siamo entrati proprio all’interno di un percorso alle radici di questa vera follia…. ora proseguiamo con due interessanti interventi: da chi ebbe inizio la DISTRUZIONE degli Altari cattolici per sostituirli con tavole e che oggi, da 50 anni, vediamo imposte anche dentro la Chiesa Cattolica, in una non meglio identificata “volontà” di un pseudo “spirito”???

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Guéranger spiega La catastrofe che fu il luteranesimo

Cooperatores Veritatis

È dunque solo in seno alla vera Chiesa che può fermentare l’eresia antiliturgica, vale a dire quell’eresia che si pone come nemica delle forme del culto. Soltanto dove c’è qualche cosa da distruggere il genio della distruzione cercherà di introdurre tale deleterio veleno…

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“Messa” senza prete, l’avvertimento di Ratzinger: Così la comunità celebra se stessa

In un libro del 2011 Benedetto XVI aveva già visto i rischi delle liturgie domenicali senza sacerdote in assenza di uno stato di necessità dettato da persecuzioni o terre di missione. E metteva in allerta sul rischio di trovarsi con una “comunità che celebra se stessa” anteponendo al primato di Dio le esigenze della parrocchia: “La chiesa diventa un veicolo per uno scopo sociale e si rende schiava di un romanticismo anacronistico”. Il punto è capire “se qui avvenga qualcosa che non proviene da noi stessi, o se invece siamo soltanto noi a progettare e a plasmare un’atmosfera di comunione”.

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Vittorio Sgarbi lo aveva detto: Le nuove chiese fanno schifo. E Bergoglio è ateo

Non c’è più il senso del sacro. E Bergoglio è un ateo che non sa di esserlo. Lo disse in questa intervista del 2016 a La Fede Quotidiana il noto critico d’arte Vittorio Sgarbi.

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“Messe” senza prete, da Aosta a Rimini, ormai è un contagio

#SALVIAMOLAMESSA — Dalle segnalazioni dei lettori della Nuova BQ emerge che i vescovi confondono l’impossibilità a celebrare con la difficoltà e concedono facilmente liturgie della Parola. C’è il parroco che non avvisa nemmeno per non trovarsi i fedeli su e giù per i monti alla ricerca di una messa. E quello che fa iniziare la “celebrazione” ai fedeli per poi arrivare al Vangelo.

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“Messa” senza prete, prima la comunità, poi viene Gesù

Arrivano le prime segnalazioni alla Nuova BQ per la campagna #SALVIAMOLAMESSA. Come quella di Monica, dalla Francia. Dove ormai queste paraliturgie sono fatto comune perché – dicono i vescovi – “la comunità viene prima dell’Eucarestia”. Ma se Cristo viene dopo, su che cosa si fonda la comunione e quindi la comunità dei fedeli? Raccontate alla Bussola la vostra esperienza.

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Gloria e Padre Nostro, traduzioni e criteri errati

La nuova traduzione del Gloria si estranea decisamente con la tradizione esegetica della Chiesa latina. Eppure si sarebbero dovute evitare proprio queste rotture con tradizioni inveterate. Stesso discorso per il Padre Nostro il cui non indurre non ha il senso di “istigare”. Per la mania di voler spiegare troppo nella traduzione, non solo non si sono seguite le indicazioni di Liturgiam Authenticam (2001), ma si è anche rovinato il senso dell’originale.

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A “messa” senza il prete: Ferrara, provincia d’Amazzonia

La diocesi di Ferrara annuncia che, visto il numero decrescente dei sacerdoti, alla Messa domenicale si potranno sostituire altri tipi di celebrazioni. Così, al criterio, da sempre usato dalla Chiesa, dell’impossibilità di partecipare alla Messa, si sta sostituendo quello della comodità, comunicando ai fedeli che la celebrazione dell’Eucaristia è fondamentale ma non tanto da richiedere un viaggio di una decina di minuti. Una mossa che anticipa l’esito del prossimo sinodo sull’Amazzonia?

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