Francesco, il papa che distrugge la Tradizione… in nome della Tradizione!

Con il motu proprio Traditionis Custodes papa Francesco demolisce quanto Benedetto XVI aveva voluto con il Motu Proprio Summorum Pontificum. Ora quanti frequentano la Messa antica sono disprezzati, ridotti in un ghetto, tollerati a mala pena, impediti di crescere.

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Culto divino, arriva Roche: è lui l’anti-Sarah

Dopo l’uscita di scena di Sarah il Papa nomina al vertice della Congregazione per il culto divino l’ex segretario Roche. Difficilmente si troverà in lui uno strenuo difensore della liturgia antica e del diritto dei fedeli e dei sacerdoti di potersi avvalere del Messale mai abrogato. Roche ha sostenuto il diritto dei vescovi di fare a pezzi tutti i pronunciamenti autorevoli della Chiesa sulla questione della comunione in mano. Ammiratore di Piero Marini, è stato infatti la spina nel fianco di Sarah e rappresentava l’opposizione interna all’allora Prefetto.

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“Non serve”: vescovi francesi contro la Messa in latino

I vescovi francesi hanno reso nota la sintesi dei risultati sulla consultazione relativa all’applicazione del Summourm Pontificum chiesta dalla CDF. Ma il testo non è chiaro sulle posizioni dei singoli vescovi né sulle risposte. Si insiste sul gettare ombre sui gruppi tradizionalisti e si auspica in futuro una ghettizzazione della Messa in latino. Uno stravolgimento del motu proprio voluto da Benedetto XVI.

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Comunione in bocca, un divieto che divide

Mons. Arthur Roche, Segretario della Congregazione per il Culto Divino, ha “risolto” un contenzioso tra un fedele e il suo vescovo, Richard F. Stika. Il fedele aveva chiesto di sospendere l’ordine del vescovo di Knoxville di non dare la Santa Comunione sulla lingua, ma esclusivamente sulla mano; la Congregazione ha detto picche. Una risposta che non convince affatto: ecco perché.

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L’occhiolino della pace

Da domenica 14 febbraio in Italia potremo di nuovo scambiare il saluto della pace a Messa, seppure solo con sguardo e inchino. Lo ha deciso la CEI che però ignora i problemi veri della liturgia al tempo del Covid, e soprattutto l’adorazione e riverenza che si deve all’Eucarestia.

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Il trionfo di Cristo sulle tenebre del nostro tempo

Gli amici di Coooperatores-Veritatis.org consigliano la lettura del libro Christus Vincit. Il trionfo di Cristo sulle tenebre del nostro tempo di mons. Athanasius Schneider (Fede&Cultura, Verona, 2020), in cui l’intrepido pastore elenca e risolve i problemi della Chiesa.

Il vescovo Moscone “scivola” sulla Comunione in bocca

Secondo il vescovo di San Giovanni Rotondo, Franco Moscone, ricevere l’Ostia in bocca è un abuso. Ma sbaglia clamorosamente. Però il suo scivolone rivela che quella del Covid è solo una scusa: c’è una strategia che punta a desacralizzare l’Eucarestia.

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Pericolo inculturazione: la liturgia non nasce a tavolino

È in uscita il Messale romano in rito zairese, il primo Messale inculturato, che può preludere al prossimo rito amazzonico. Ma in questa operazione si intravedono due rischi: introdurre elementi pagani e produrre una nuova liturgia con obiettivi di politica ecclesiastica più che di missione. Ma su questo Benedetto XVI ammoniva: «Una liturgia non nasce per mezzo di decreti».

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Il prete non prete vittima della liturgia fai da te

Pensava di essere un sacerdote, celebrava la Messa, assolveva i penitenti, ma in realtà non era neanche un prete. Don Matthew Hood, prete di Detroit, dopo aver letto la nota della CDF sui Battesimi fai da te è andato a rivedere il filmino del suo Battesimo. E ha scoperto che quel Sacramento era invalido, ma di conseguenza lo erano tutti gli altri amministrati da lui. E’ corso ai ripari, ricevendo ora una valida ordinazione sacerdotale. Ma questa storia mostra tutti i frutti malati del liturgismo fai da te.

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Il ritorno delle Messe svela la babele liturgica

Il sacro cede alla dittatura igienista. A una settimana dalla ripresa delle Messe cum populo fedeli discriminati per il divieto di inginocchiarsi o di ricevere la comunione sulla lingua. Le misure post lockdown ribaltano la gerarchia dei precetti e svelano una babele liturgica fatta passare per normalità.

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