La Chiesa progressista è sempre in ritardo

Il titolo di questo articolo suona come una contraddizione. Come è possibile che una Chiesa progressista, ossia aperta al cambiamento, orientata al futuro, non tradizionalista né conservatrice … possa essere sempre in ritardo sulla storia?

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Il coronavirus e il cambio di teologia sulla creazione

La Chiesa ha avuto una certa difficoltà a leggere l’evento della pandemia in chiave schiettamente teologica. Alla concezione tradizionale della creazione di Dio che ha creato le cose dal nulla e di un tutto che è misteriosamente ordinato al fine della salvezza, si è sostituita la teologia contemporanea. Questa non accetta più questa visione della creazione, ma sulla linea tracciata dal gesuita padre Teilhard de Chardin per cui non è più la creazione a derivare da Dio ma Dio dall’evoluzione del cosmo. Assumendo questa impostazione diventa impossibile riferire una pandemia a Dio creatore.

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Video. Identikit del cattoprogressista (2)

Seguendo gli studi del grande teologo argentino padre Julio Meinvielle, gli amici di Cooperatores-Veritatis.org illustrano in questa seconda parte gli errori del progressismo e delle sue varie tendenze. «È molto difficile definire con precisione gli errori e le deviazioni in cui incorre il progressismo cristiano in quasi tutti gli aspetti della dottrina e della vita religiosa. Alcuni incorrono in determinati errori o deviazioni; altri in errori diversi da quelli», ha scritto il P. Meinvielle. Tuttavia il progressismo ha un errore fondamentale che è il “comune denominatore” di tutte le sue tendenze. Per la prima parte cliccare qui.

Per sapere qualcosa di più su P. Meinvielle cliccare qui.

Per approfondire sul progressismo che ha presso possesso della Gerarchia:

Video. Identikit del cattoprogressista (1)

Chi sono i cattoprogressisti e come fare a riconoscerli e a non cadere nel diabolico inganno che si può cambiare senza rompere? In questo primo briefing degli amici di Cooperatores-Veritatis.org viene spiegato che il progressismo è diviso in due: uno moderato (o conservatore) che vuole salvare l’ortodossia, senza rendersi conto di aver ceduto — nella prassi – all’eterodossia; l’altro radicale (o neomodernista) che è invece disinteressato all’ortodossia perché fa — nella prassi — della propria eterodossia la nuova ortodossia.

Per approfondire:

Gesuiti: sono forse loro la “chiesa nella Chiesa” vista in molte profezie?

Al fine ultraterreno della Chiesa tradizionale la Compagnia di Gesù ha sostituito una lotta tutta terrena per la liberazione di una classe della società: la liberazione di quella moltitudine che soffre per ingiustizie sociali, economiche e politiche.

Cooperatores Veritatis

Cari Amici, avendo ricevuto molte segnalazioni e richieste di approfondimento, o di specificare meglio l’articolo pubblicato qui dal sito le Cronache di Papa Francesco: Perché un gesuita rimane gesuita anche da papa? un testo che riporta a fondo il collegamento ai nostri Dossier sui Gesuiti pubblichiamo un nuovo articolo, possiamo dire a “reti unificate”. Infatti, nella vigilia della festa liturgica di sant’Ignazio di Loyola, insieme con l’amico Atanasio, ecco alcune riflessioni sulla tragica caduta della Compagnia di Gesù, diventata una strana “chiesa nella Chiesa”. Ci auguriamo – e preghiamo – che il Santo Fondatore della Compagnia rimetta in riga i suoi “soldati”, per il loro stesso bene e di quello di molte anime, nell’assoluta certezza che la Chiesa, invece, – nonostante ciò che si vede e che solo un cieco può negare – è al sicuro, nei Sacratissimi Cuori di Gesù e Maria.

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La scure di Elia: Il satanico flagello comunista

Papa Pio XI, nella sua vigorosa enciclica contro il comunismo (Divini Redemptoris), lo condanna senza mezzi termini come satanico flagello (§ 7). Non è una semplice metafora: Karl Marx, figlio di un ebreo convertitosi per interesse al luteranesimo, già all’età di diciotto anni componeva poemetti inneggianti a Lucifero.

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Giovanni Paolo II e la deriva dei gesuiti

Papa Giovanni Paolo II aveva ereditato dai suoi predecessori la patata bollente della questione gesuita. Fin dai tempi di Teilhard de Chardin una parte dell’ordine si era messa su una strada divergente da quella del Magistero perenne; si era mostrata desiderosa di novità, di cambiamenti, di aggiornamenti e di riforme, insomma si era mostrata certa che la Chiesa, per riacquistare “credibilità” fra la gente, dovesse rompere con alcuni aspetti del suo modo di porsi tradizionale, e mostrarsi più sensibile e attenta alle nuove richieste dei fedeli, prime fra tutte la questione sociale e quella sessuale.

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La scure di Elia: Il tradimento dei gesuiti

La miserabile caduta dell’ordine religioso che doveva essere il fiore all’occhiello della Chiesa cattolica per tutti i secoli dei secoli.

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Il cattoprogressismo di Jacques Maritain

Il filosofo francese Maritain pone il progresso dell’uomo non nel bene, non in una sempre maggiore virtù, non in un maggiore avvicinamento a Dio, a Cristo, alla Chiesa, ma in una sempre maggiore libertà dell’uomo.

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Teilhard de Chardin. Aberrazioni ideologiche e dottrinali

«Non è più ricuperabile un dolce ormai avariato in quasi tutta la sua pasta»: tale inappellabile giudizio è stato emesso da mons. Pier Carlo Landucci (1900-1986), ingegnere, topografo e matematico, nonché filosofo, teologo, rettore del Seminario Romano, contro l’opera del gesuita Pierre Teilhard de Chardin (1881-1955), teologo panteista ed evoluzionista, considerato uno dei maestri del modernismo.

TEILHARD_lancio_sito_550La casa editrice Effedieffe ha ripubblicato un testo fondamentale – intitolato Teilhard de Chardin. Aberrazioni ideologiche e dottrinali (Viterbo 2015, p. 104, € 10) – per smascherare le falsità, anzi le aberrazioni ideologiche di quest’ultimo: si tratta di una sintesi del più ampio volume (quasi 500 pagine) Miti e realtà, apparso nel 1968.

In quest’opera mons. Landucci ha modo di segnalare gli errori teologici e filosofici di Teilhard de Chardin (curiosamente, discendente di Voltaire da parte di madre): l’autore propende per la buona fede del gesuita, ma ne sottolinea la grande confusione mentale, capace di partorire nebulose e vuote fantasie. Tornato alla ribalta nel 60° anniversario della morte, Teilhard affascina sia miscredenti sia credenti. Eppure, bisognerebbe dare peso al fatto che la stessa massoneria rivendichi il merito della pubblicazione e della diffusione dei suoi libri postumi, in quanto dissolutori della Dottrina cattolica.

È questo, secondo Landucci, il vero motivo del larghissimo successo postumo di questo autore “proibito”: le evanescenze teilhardiane, di tipo panteistico, sono dannosissime per la necessaria concretezza del cammino ascetico e della vita cristiana e distruggono l’«originalità del Cristianesimo», che è la relazione intima e personale con il concreto ed amabilissimo Uomo-Dio.

Questo testo di Gianandrea de Antonellis è stato tratto dal periodico Radici Cristiane.

(fonte: radioromalibera.org)