Preti pedofili? Chiesa, il problema non è la pedofilia ma l’omosessualità

La vicenda del vescovo Barros con anche la smentita delle affermazioni del Papa è l’esito della influenza che la lobby gay ha conquistato in Vaticano. Ma il caso Cile conferma anche che il problema degli abusi sessuali sui minori da parte di alcuni sacerdoti non ha a che fare con la pedofilia ma con l’omosessualità. Una verità che si vuole nascondere.

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Caso Barros, la lettera choc che smentisce papa Francesco

L’Associated Press diffonde la lettera che nel 2015 fu consegnata a papa Francesco dal cardinale Sean Patrick O’Malley sul caso del coinvolgimento del vescovo cileno Juan Barros negli abusi del sacerdote pedofilo. Che cosa farà il Papa che aveva parlato di mancanza di evidenze?

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Preti pedofili, le accuse del card. O’Malley imbarazzano papa Francesco

Papa Francesco difende monsignor Barros, il vescovo cileno accusato di aver coperto un sacerdote reo di abusi sui minori. Le sue parole suscitano una presa di posizione inusuale e sorprendente di un cardinale importante nella geografia delle porpore del pontificato di Bergoglio, il vescovo statunitense di Boston Sean Patrick O’Malley.

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Tutti a scuola di don Milani. Ma se questi sono i suoi allievi…

Il Forteto, il gulag omosessuale cattocomunista fondato dagli allievi di don Lorenzo Milani e frequentato da molti parlamentari del PCI-PDS-DS-PD.

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Coppie gay a Lourdes e l’ipocrisia di Avvenire

«Chi siete voi per giudicare?»: il direttore del quotidiano CEI se la prende con i lettori perplessi per la pubblicità a una coppia gay civil-unita che celebra l’evento con un pellegrinaggio a Lourdes. Ma la misericordia è un paravento per coprire il vero obiettivo: promuovere le unioni gay nella Chiesa.

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Caso Forteto, i frutti del cattocomunismo

La morale lottizzata. L’istruttivo caso del Forteto.

di Paolo Deotto, da Riscossa Cristiana (21/12/2012)

Come tutti sanno, l’Italia è un Paese che ha molto a cuore la morale. Peccato che, a causa del dominante relativismo, non si sappia più di preciso cosa sia la morale e di conseguenza dove stia il bene e dove stia il male.

Ci sono alcune certezze, però. Ad esempio, l’evasione fiscale è di sicuro un male assoluto, totale, orripilante. Ce lo dicono tutti i giorni i governanti che ci hanno condotto in quest’ultimo anno, guidati dalla paterna mano di Napolitano, nel bel pasticcio in cui siamo. È di sicuro un male anche il fumo di sigaretta. Ce lo dicono gli stessi che incitano i giovano a far tranquillo uso di hascisc o marijuana, onde rincretinirsi del tutto.

Soprattutto però nell’oscillante etica relativista un male assoluto è ciò che fa Berlusconi, specie se si tratta dell’umana debolezza che può avere un uomo che a volte, con sprezzo del ridicolo (non foss’altro per ragioni anagrafiche), palesa un entusiasmo eccessivo per il gentil sesso. Tutti sappiamo che Berlusconi è ultra inquisito per giri turbinosi di fanciulle che alcuni dicono siano di facili costumi. Qui ci si può permettere solo di notare che, al di là del fatto che è tutto da dimostrare (la presunzione di innocenza vale per tutti), Berlusconi si è sempre comportato come un uomo normale. Forse troppo esuberante, certamente non con costumi conformi alla morale cattolica, ma almeno non ha mai offeso la natura, né quindi ha mai offeso il Creatore di tale natura, compiendo atti che, non a caso, si definiscono “contro natura”.

Nulla di strano che dalla morale relativista derivi la morale lottizzata. Anche i giudici sono uomini, e come tali hanno le loro opinioni, le loro simpatie e a volte, chissà perché, non si ricordano che un giudice dovrebbe applicare la legge che dovrebbe essere “uguale per tutti”. Però, suvvia, siamo tutti uomini, e la tendenza al “politicamente corretto” è forte. Perché chi è “corretto” è sicuro di avere gli onori della cronaca, le comparse in televisione, e magari (in Italia si vota spesso ) anche una carriera politica che si dischiude.

Questa piccola premessa vuole solo introdurre alla lettura di due articoli molto interessanti, pubblicati sul Sito “Il Covile”. Questi articoli si occupano della comunità del “Forteto”, sorta negli anni settanta e nella quale pare sia successo un po’ di tutto. Citiamo a caso: il fondatore e “profeta” (la definizione non è nostra, ma dei membri della Comunità del Forteto), Rodolfo Fiesoli (nella foto), ha qualche noia con la giustizia. Condanne per atti di libidine violenta, corruzione di minorenne, con una sentenza che parla di “pratica diffusa di omosessualità”. E poi ancora leggiamo di belle cose come “atti di zoofilia e pedofilia commessi all’interno della cooperativa”.

In questo clima, forse non del tutto consono all’educazione dei giovani, non mancano le lotte tra magistrati e l’affido, da parte del Tribunale dei Minorenni, di minori proprio alla comunità del Forteto, il cui “profeta” è un po’ entrato e un po’ uscito dal carcere, ma è sempre rimasto il carismatico capo.

Il tutto va avanti per oltre trent’anni. Come mai? Forse perché il “Forteto” è “politicamente corretto”? Il dubbio è lecito. L’omertà però prima o poi è destinata a cadere. Finalmente qualche giornale inizia ad accorgersi che qualcosa non va, e pure la Regione Toscana, bontà sua, si dà la sveglia. Per tanti anni i mezzi di comunicazione hanno osservato un rispettoso silenzio…

Ma non vogliamo risultare verbosi. Vi invitiamo a leggere l’interessante cronologia e l’analisi scritte sul sito “Il Covile”.  Questi sono i due articoli:

  • IL FORTETO, CATASTROFE DEL CATTOCOMUNISMO FIORENTINO –  di Stefano Borselli e
  • IL FORTETO. PARTE SECONDA. LA DOTTRINA E QUALCHE AGGIORNAMENTO CON L’ARRIVO DEI BOLOGNESI –  di Stefano Borselli e Piero Vassallo,

CLICCANDO QUI.

A tutti buona lettura.