Se Bergoglio salva Giuda…

E così abbiamo appreso da “L’Osservatore Romano” che Bergoglio s’è messo nello studio un quadro dove Gesù, nudo e appena risorto, “abbraccia Giuda dopo averlo tolto dall’albero su cui si è tolto la vita”. “Scandalo della misericordia” flauteggia l’adulatore.

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No, Dio non “si è fatto peccato”

Alcune parole pronunciate da papa Francesco durante l’Angelus di domenica 14 febbraio hanno sollevato perplessità. Il passaggio è quello in cui il papa ha sostenuto che Dio “si è fatto peccato”. I critici osservano che un conto è dire che Gesù “ha preso su di sé i nostri peccati”, per vincerne sulla Croce il Male che ne è la radice, un altro conto è dire che Dio “si è fatto peccato”. Dunque, il papa ha sbagliato?

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Francesco e la dottrina: i cambiamenti ci sono

Molti si interrogano se ci sia continuità tra la Dottrina sociale della Chiesa insegnata da papa Francesco e quella insegnata fino a Benedetto XVI. La Laudato si’ e la Fratelli tutti (ma anche l’esortazione Evangelii Gaudium) sono in linea con la Centesimus annus e la Caritas in veritate?

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Video. Papa Francesco fa come Gesù?

Il prof. Matteo D’Amico spiega perché sono inaccettabili alcuni gesti di papa Francesco.

Papa Francesco ha compiuto dei gesti che hanno sollevato un grande scalpore. Primo fra tutti, il bacio dei piedi di alcuni politici sudanesi. Se da un lato molti hanno espresso la loro disapprovazione per questo ed altri simili gesti, dall’altro diverse persone hanno difeso il papa dicendo che, in fondo, egli segue l’esempio di Gesù che lavò i piedi agli apostoli. In questo video mettiamo in luce come vi sia una abissale differenza fra i due gesti, e come essi abbiano un significato ben diverso. Baciare i piedi a dei politici e rifiutare il baciamano dei fedeli, non inginocchiarsi di fronte alla Santa Eucarestia ma prostrarsi di fronte a degli uomini sono tutti gesti rivoluzionari, che vorrebbero mettere l’uomo al di sopra di Dio.

Può essere definita e utilizzata come “Porta Santa” quella di un luogo non consacrato?

Riprendo il pertinente commento di un lettore. Dovremmo fare la stessa osservazione per l’analoga iniziativa riguardante le carceri. (cfr. Quando la cella è una Porta Santa. Le iniziative giubilari nelle carceri italiane). Del resto nelle carceri era stato già profanato quel primo Giovedì Santo 2013… [MIC]

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Nelle unioni di fatto elementi di santità? Scontro tra il cardinale Muller e l’arcivesco Forte

Il cardinale Muller si sta rivelando il degno erede di Joseph Ratzinger come “custode della fede”.

di Franca Giansoldati

???????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????Cominciano a volare le prime scintille al Sinodo. E che scintille. Il Prefetto della Congregazione della Fede, il cardinale Gehrard Muller contro il teologo Bruno Forte, arcivescovo di Chieti, protagonisti ieri pomeriggio di un botta e risposta di durezza inusitata. Il duello si è consumato a colpi di sapienti citazioni e riferimenti dottrinali. Ovviamente toni eleganti, tuttavia, nessuno in aula si sarebbe aspettato una tensione del genere. Il cardinale Muller ha lasciato a bocca aperta l’uditorio. Inflessibile, severo, deciso a stoppare tesi errate. «Questo non si può dire». «Questo è sbagliato». «Questo non è vero». E pensare che Papa Bergoglio si era raccomandato con i padri sinodali di parlarsi sempre fuori dai denti, di non avere timore nell’esprimere le proprie idee.

Nell’aula nuova del Sinodo il contrasto Muller-Forte ha tenuto banco animando i due partiti, quello conservatore, contrario ad ogni ritocco dottrinale sul matrimonio, e quello progressista, favorevole, tra le altre cose, alla comunione ai divorziati risposati. In quel botta e risposta c’era lo specchio del Sinodo. In pratica si sono affrontati gli esponenti di due opposti partiti. Muller, a capo della fazione dei rigoristi, ha fatto capire che il sacramento del matrimonio non può essere ritoccato, che la comunione non è nemmeno auspicabile, che la dottrina non deve seguire le mode. «E’ vero che la comunione è un sacramento riservato ai pellegrini, ai viatorum, ma non può essere un sacramento di chi vive in situazione di peccato».

La tesi di Forte l’ha smontata punto su punto. Secondo l’arcivescovo la comunione non è un «sacramento dei perfetti ma di coloro che sono in cammino» e il Papa, per agevolare tante situazioni, dovrebbe dare ai vescovi il potere di annullare direttamente alcuni tipi di matrimoni. Anche il giorno precedente l’arcivescovo era intervenuto per mettere in evidenza che la dottrina non può trasformarsi in una specie di «clava che giudica», ma dovrebbe sempre mantenere uno «sguardo di misericordia di Dio sull’uomo». A Muller non poteva proprio andare giù, considerando che sull’argomento ha scritto recentemente che «l’indissolubilità di un matrimonio valido non è mera dottrina ma un dogma divino».

Fonte: positanonews.it (8 settembre 2014)