A-Dio Summorum Pontificum: il moto è più veloce verso la fine…

Quelli che dicono che il Motu proprio di Francesco affossi la Messa di sempre sbaglia: è il Summurom Pontifucum di Benedetto XVI ad essere stato affossato. La Messa di sempre è di Dio e tornerà definitivamente.

Le cronache di Papa Francesco

Motus in fine velocior” «il moto è più veloce verso lafine» – Come disse Gesù a Giuda: “Quello che devi fare, fallo subito“….

Era nell’aria, ed è arrivato proprio oggi, Festa della Beata Vergine del Monte Carmelo, il tanto atteso Motu Proprio di Papa Francesco che si pone, di fatto, contro il Summorum Pontificum (SP) di Benedetto XVI, sostituendolo con il suo dal titolo: «TRADITIONIS CUSTODES» (TC) vedi qui testo originale, (vedere qui la Lettera di accompagnamento del Papa, ai Vescovi) sulla regolamentazione dell’uso del rito detto antico, quello che Benedetto XVI definì “forma straordinaria”… Quindi da oggi, chi pratica il rito antico non dovrà più parlare del “Summorum Pontificum” di Benedetto XVI ma del “Traditionis Custos” di Papa Francesco.

Chiariamo subito che non ci stracciamo le vesti e che abbiamo ben ponderato due aspetti importanti dal testo: uno negativo ed…

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Benedizioni gay e Vetus Ordo: doppiopesismo in Vaticano

Il Vaticano permette la benedizione Lgbt mentre limita la Messa in latino. In questa prassi c’è molta politica che prostituisce un sacramento evirandone un altro. Si favoriscono così coloro che fanno propaganda, discriminando gli umili. Si usa misericordia nel primo caso, mentre nel secondo estremo rigore. Infine, si legittima la sodomia e si delegittima l’Eucarestia senza troppe contestazioni. Ma sia nel primo sia nel secondo caso il cuore di Cristo sanguina.

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Scisma tedesco: Roma si muove, ma contro il vescovo antiscismatico

Papa Francesco ha disposto una visita apostolica nell’arcidiocesi di Colonia, incaricando il cardinale Arborelius e monsignor van den Hende. Sotto esame, tra le altre, la gestione dei casi di abusi sessuali operata dal cardinale Woelki, già scagionato dal Rapporto Gercke e, dopo la sua autosegnalazione, dall’ex Sant’Uffizio. La notizia della visita è stata accolta con entusiasmo dall’ala progressista e dai moltissimi critici di Woelki, che pure dice di rallegrarsi della decisione del Papa di “farsi un’idea”. L’arcivescovo di Colonia è sempre più isolato nell’episcopato tedesco e sottoposto a un’offensiva mediatica anche per il suo sostegno al Responsum negativo sulle benedizioni delle coppie gay che stanno provocando uno scisma conclamato.

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Ma quale cammino? Con queste premesse è un calvario sinodale

Un nuovo lungo calvario sinodale ci attende. Tre anni sinodali: prima i sinodi nazionali, poi i sinodi continentali e infine il sinodo universale, il tutto da qui al 2023. Questa nuova Chiesa democratica c’è già: l’abbiamo vista all’opera negli ultimi sinodi. Ma è una democrazia imposta con la forza e l’inganno, una democrazia pilotata dal centro. Sarà una “democrazia totalitaria”.

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Il populismo gesuita

Un saggio dello studioso laico liberale Loris Zanatta indaga accuratamente e dettagliatamente sui “populismi gesuiti” latino-americani. Ben riconoscibile il filo ideologico che lega Peron, Castro, Chavez e Bergoglio.

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Né romano, né burino…

Questo Papa non è romano e non vuole diventarlo.

Le cronache di Papa Francesco

Con il termine burino, in dialetto romanesco, viene designato il contadino, il campagnolo e, in senso più esteso e moderno, una persona con forma e modi da provinciale. Un’altra accezione, in senso lato, è quella di una persona rozza e volgare, che in dialetto romanesco è però definita soprattutto dal termine “coatto”. Il coatto non deve essere confuso con il “burino”…
Insomma, “secondo un’etimologia spesso attribuitale popolarmente, essa sarebbe da far risalire ad un modo con cui venivano ipoteticamente chiamati i pastori venditori di burro – per l’appunto buro secondo la dizione romanesca – in attività per le strade dell’Urbe, provenienti dalle campagne fuori città e quindi associati col passare del tempo alla figura del rozzo zoticone.
Un’ipotesi alternativa avanzata per l’origine del termine, senz’altro fondata quantomeno sulla scorta di fonti documentali che ne consentirebbero una ricostruzione etimologica meno aleatoria, sarebbe quella che invece la farebbe derivare…

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La povertà in salsa comunista non è cristianesimo

Papa Francesco fa un’omelia sul brano degli Atti che parla dei primi cristiani che mettevano in comune le proprie sostanze e i media la “cucinano” per dire che non è cristiano chi non condivide gli averi con i poveri. Ovvio che è un obbligo morale aiutare i bisognosi, ma il cristianesimo chiede il distacco del cuore dai beni materiali, non la miseria. E san Tommaso ha spiegato il concetto di “necessario”.

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Se Bergoglio salva Giuda…

E così abbiamo appreso da “L’Osservatore Romano” che Bergoglio s’è messo nello studio un quadro dove Gesù, nudo e appena risorto, “abbraccia Giuda dopo averlo tolto dall’albero su cui si è tolto la vita”. “Scandalo della misericordia” flauteggia l’adulatore.

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No, Dio non “si è fatto peccato”

Alcune parole pronunciate da papa Francesco durante l’Angelus di domenica 14 febbraio hanno sollevato perplessità. Il passaggio è quello in cui il papa ha sostenuto che Dio “si è fatto peccato”. I critici osservano che un conto è dire che Gesù “ha preso su di sé i nostri peccati”, per vincerne sulla Croce il Male che ne è la radice, un altro conto è dire che Dio “si è fatto peccato”. Dunque, il papa ha sbagliato?

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