Vescovi fiamminghi: sì a benedizioni coppie gay usando Amoris laetitia

La decisione dei vescovi di lingua fiamminga di rendere pubblica una “liturgia” per la benedizione delle coppie omosessuali si pone in aperto scisma con la Chiesa, ma il documento utilizza Amoris laetitia per giustificarsi. Toccherà al Papa stabilire se l’interpretazione di AL e del processo sinodale da parte dei vescovi fiamminghi sia andata troppo in là oppure no. Ammesso che non assuma una posizione di “neutralità disarmata”.

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Benedetto XVI non è difeso perché è scomodo

La scomodità di Benedetto XVI si fa oggi molto più fastidiosa. La sola sua presenza sta lì a ricordare molte cose che disturbano. I fautori dell’attuale “spinta propulsiva” che guidano da diverse posizioni la Chiesa e che temono che essa abbia addirittura rallentato in questi ultimissimi tempi, non possono che considerare Benedetto XVI molto scomodo.

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Quel papa con le élite che non si china sulle famiglie

La sconfortante immagine che ci consegna il docufilm Francesco è quella di un pastore attento ai capricci dei falsi discriminati gay, ma che dimentica le famiglie che soffrono sotto i colpi di stati sempre più feroci che favoriscono divorzio, aborto, eutanasia, educazione gender. Ciò che addolora, è che avremmo voluto vedere il Papa chinarsi su quelle famiglie e non sulle élite omosessualiste falsamente perseguitate.

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Si è conclusa la sceneggiata vaticana sugli abusi (omo)sessuali

L’80% degli abusi commessi dal clero hanno per vittime adolescenti maschi, ma il summit in Vaticano sta evitando di affrontare il problema. Questa voluta omissione è un segno chiaro del potere della lobby gay nella Chiesa e un’indicazione del desiderio di rendere accettabile quello che la Chiesa, da sempre, condanna in modo esplicito, e cioè i rapporti omosessuali. Lo confermano le parole elusive pronunciate dagli uomini scelti per guidare il vertice, da Cupich a Scicluna. (Chi muove i fili del summit che non tocca l’omosessualità, Marco Tosatti, La Nuova BQ, 24-02-2019)

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Si chiude oggi il vertice vaticano sulla protezione dei minori. Ieri a dominare la scena è stato il cardinale Marx che ha denunciato la distruzione di dossier per coprire i nomi dei responsabili e ridotto ancora una volta tutto il tema degli scandali sessuali all’abuso di potere. Una posizione che altri cardinali (come Müller) non condividono. (La denuncia di R. Marx e la retorica sul clericalismo, Nico Spuntoni, La Nuova BQ, 24-02-2019)

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Monsignor Juan Auirre, vescovo nella Repubblica Centrafricana, afferma che non si può eludere il problema dell’ingresso degli omosessuali in seminario. Prima concausa, dice, del dramma abusi. (Omosessualità e abusi, un problema da affrontare. Parla un comboniano, Giuliano Guzzo, Il Timone, 22-02-2019)

Intervista al card. Muller: “La Chiesa non può e non deve rinunciare alla Verità”

«Abusi sessuali, chi parla di clericalismo svia dalla vera causa del problema»; «Non si può sfuggire al fatto che oltre l’80% degli abusi sessuali siano atti omosessuali»; «Strumentalizzare lo scandalo degli abusi per legittimare l’omosessualità è un crimine»; «La lobby gay nella Chiesa distrugge la dottrina ma anche le persone che dice di voler aiutare». «Complotto contro il Papa? Una assurdità, i cattolici stanno sempre con il Papa, anche se trovano discutibili alcune sue azioni»; «Il più grave problema della Chiesa è il relativismo dottrinale». «Quando ci sono messe “non cattoliche” i fedeli hanno il diritto di protestare». A venti giorni dal vertice in Vaticano sugli abusi sessuali, intervista a tutto campo con l’ex prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il cardinale Gerhard L. Müller.

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Francesco e gli abusi sessuali. Il papa che sapeva troppo

Papa Francesco ha già chiarito da tempo come giudica e come intende affrontare la questione degli abusi sessuali tra i sacri ministri. Come un problema non primariamente di sesso ma di potere, non di singoli ma di casta, la casta clericale.

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Abusi sessuali, le amnesie di Bergoglio

Nella lettera inviata ai vescovi americani riuniti per gli esercizi spirituali, sul tema degli abusi sessuali, papa Francesco chiama anzitutto alla conversione, ma circoscrive «la crisi di credibilità» agli Stati Uniti, dimenticando che è a Roma la chiave per comprendere alcuni scandali.

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Il vescovo argentino Aguer: sì, esiste una lobby gay nel clero

L’allarme viene dall’Argentina: l’arcivescovo emerito di La Plata, mons. Hector Aguer, ha dichiarato che il Pontefice ha ragione, nella sua recente intervista-libro a un padre Claretiano, e che nelle diocesi argentine esistono gruppi di sacerdoti omosessuali, praticanti e no, che formano delle vere e proprie lobby.

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Abusi clericali e omosessualità, la realtà che non si vuol vedere

Quanto avvenuto negli ultimi giorni fa capire che nell’incontro previsto in Vaticano a febbraio sul tema degli abusi sessuali, si vuole arrivare in modo da difendere l’omosessualità nel clero.

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Incontro vaticano sugli omoabusi, si parte male

Annunciato il Comitato organizzativo dell’incontro di febbraio su “La protezione dei minori nella Chiesa”: primo nome è il cardinale Cupich, legato all’ex cardinale McCarrick, mentre brilla l’assenza del cardinale O’Malley, presidente della Pontificia commissione per la tutela dei minori. Un regolamento di conti?

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