Non solo Rupnik: il regime oppressivo della Comunità Loyola

Versione “femminile” del carisma ignaziano, la comunità è stata un focolaio di tensioni e abusi psicologici, intrecciati all’ambiguo rapporto tra la fondatrice suor Ivanka e l’artista gesuita finito in un braccio di ferro che ha stritolato le religiose. Dal 2019 è in corso un commissariamento non esente da timori che tutto ciò venga insabbiato.

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Cosa fare delle opere di Rupnik, criteri per il dibattito

Il caso Rupnik porta con sé anche il problema di cosa fare delle opere del gesuita sloveno. I suoi libri affrontano temi legati alla sua condotta immorale. Riguardo all’arte, c’è chi lo difende richiamando i casi di Michelangelo e Lippi. Ma il paragone non regge a livello artistico. E, soprattutto, Rupnik ha elaborato una falsa fede e falsa mistica per irretire le sue vittime.

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Rupnik, i gesuiti fanno muro per ammorbidire le sanzioni

Dalle dichiarazioni del gesuita Verschueren appare probabile che la comunicazione da parte della Compagnia di Gesù sui provvedimenti nei confronti di Rupnik non andrà nella direzione di quella che rimane l’unica sanzione proporzionata ai crimini commessi dal gesuita: la dimissione dallo stato clericale. Eppure, il codice di diritto canonico parla chiaro.

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Diabolicamente: perversioni in nome dell’Eucarestia

Al prossimo Sinodo dei Vescovi è stato invitato il padre domenicano inglese Timothy Radcliffe a tenere un ritiro spirituale di tre giorni ai partecipanti. P. Radcliffe, noto per le sue posizioni eterodosse in materia di morale, è recentemente tornato alla ribalta dopo che con la sua consulenza teologica riuscì a far passare nella chiesa anglicana la piena accettazione della cultura LGBT. Ciò che però è più devastante, anzi diabolico, è l’argomento teologico addotto: superare l’omofobia nei confronti della donazione indistinta del proprio corpo, seguendo l’esempio di Gesù che nell’Eucaristia dona il suo Corpo e il suo Sangue. L’Eucaristia darebbe fondamento all’alleanza tra due uguali che si donano fedelmente, superando una fertilità meccanica con una spirituale. Aberrante eppure vero. Ma non è un caso isolato. Perfino il padre gesuita Rupnik abusava sessualmente delle suore facendo riferimento all’Eucaristia. Purtroppo, ci sono motivi di sessualizzazione dell’Eucaristia anche in un’interpretazione della teologia del corpo di Giovanni Paolo II.

Rupnik ha un avvocato invincibile, il papa

Interpellato sul caso del confratello gesuita Rupnik, papa Francesco ha risposto all’AP di non avere con tale caso “nulla a che fare” e di aver provato alla notizia “una grande sorpresa”.

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Scandalo Rupnik, le sconcertanti amnesie del Papa

Mentre emerge un’altra, terribile, testimonianza di una suora vittima di padre Rupnik, papa Francesco in una intervista all’agenzia AP se ne lava completamente le mani. Non avrebbe saputo nulla, non sarebbe mai intervenuto, e difende la prescrizione dei crimini perché non si tratta di minorenni o “adulti vulnerabili”. Una linea di difesa insostenibile, tante sono le circostanze che lo smentiscono.

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Rupnik SJ, garantismo o impunità?

Nonostante la condanna per le gravissime accuse di natura sessuale piovutegli addosso, nonostante la scomunica, le proibizioni e i divieti, il nome di Padre Marko Rupnik continua a circolare indisturbato come predicatore e consulente vaticano. A Loreto la Bussola trova conferma che gli esercizi spirituali per religiosi tenuti dal gesuita in febbraio sono confermati e aperti alle iscrizioni; resta in piedi la cattedra al Pontificio Ateneo Sant’Anselmo e così anche i suoi numerosi incarichi di consultore presso alcuni dicasteri vaticani. Con quale autorevolezza e specchiata testimonianza potrà predicare ai religiosi? (Andrea Zambrano, Loreto, porte aperte a Rupnik: continua ancora a predicare, La Nuova BQ, 24-12-2022)

La folgorante carriera artistico-ecclesiale di Rupnik: mandato a Roma dopo aver già coinvolto diverse donne nei suoi giochi erotici. Una volta a Roma ha spiccato il volo: la consacrazione con la cappella Redemptoris Mater e il “raggiro” all’artista incaricato. E poi la discussa realizzazione del Seminario Maggiore romano con la dedicazione dell’altare quando era già stato condannato (Luisella Scrosati, “Raggiri” e coperture: così Rupnik è diventato “artistar”, La Nuova BQ, 24-12-2022)

Con un comunicato a nome del Vicariato di Roma, il cardinale De Donatis prova a difendere il proprio operato e a sposare una linea garantista per padre Rupnik, accusato di abusi seriali. Dopo un lungo e ingiustificabile silenzio, ecco affermazioni piene di menzogne, già smentite dai fatti accertati (Riccardo Cascioli, Dal cardinale De Donatis una difesa senza pudore, La Nuova BQ, 24-12-2022)

Rupnik Case: il Vicario De Donatis “non si può trasformare una denuncia in reato”. Il comunicato della Diocesi di Roma sul Rupnik Case. Il Papa aveva detto a De Donatis di intervenire proprio il 22 dicembre 2022 (Silere non possum, 23-12-2022)

Rupnik Case: i vescovi sloveni intervengono lavandosi la coscienza con altre bugie. La Conferenza Episcopale Slovena ha emesso un comunicato. Dopo 22 giorni, intervengono con bugie che confermano la volontà di coprire Marko Rupnik (Silere non possum, 22-12-2022)

Rupnik Case: I Gesuiti hanno bisogno di un communication strategist. “Messaggio ricevuto forte e chiaro”, sussura qualche porporato. Il comunicato dei gesuiti suona molto un passaggio di palla al Dicastero per la Dottrina della Fede (Silere non possum, 19-12-2022)

Rupnik, lo scandalo degli abusi bussa a Santa Marta

I gravi abusi sessuali commessi da padre Rupnik ai danni delle suore che erano sotto la sua cura spirituale e il grave crimine di assoluzione del complice che gli ha procurato la scomunica sono fatti ormai appurati. Ma la potente rete di complicità e protezione, che tuttora lo vede impunito, arriva ora a toccare anche il Santo Padre: solo lui infatti aveva il potere di rimettere la scomunica. Cosa dunque è accaduto? Si attendono ancora risposte adeguate dal Vaticano.

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Rupnik gate: ombre su trasparenza di Chiesa e Gesuiti

Il superiore dei gesuiti, Arturo Sosa, smentito da se stesso sulla condanna di Marko Rupnik finito al centro di uno scandalo dai contorni ancora non chiariti. La vicenda sta gettando sospetti sulla trasparenza della Chiesa e della Compagnia di Gesù. Le zone d’ombra sono ancora tante: non c’è solo l’indagine conclusa con la prescrizione, ma anche la scomunica per assoluzione del complice, come rivelato dal blog “Messainlatino”. Una scomunica lampo, revocata perché il celebre artista ha detto di essersi pentito. Ma chi ha revocato la scomunica? Per delitti di questo tipo è riservata a pochi, tra cui il Papa.

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Il “caso Rupnik” ferisce anche la credibilità della Chiesa

Il celebre artista gesuita nell’occhio del ciclone: violenze psicologiche e forse sessuali risalenti a 30 anni fa. In più, la clamorosa indiscrezione su una presunta scomunica per «assoluzione del complice in confessione», poi bloccata dal Papa in persona. Ne esce ammaccata anche la Chiesa.

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