Altro che continuità, qui c’è una voragine

La vera storia degli undici libretti sulla “teologia” di papa Francesco.

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Marko Ivan Rupnik, prete gesuita, teologo e artista sacro modernista. Celebre mosaicista, la fama del suo lavoro inizia sotto il pontificato di Giovanni Paolo II. Fra le sue opere più famose ci sono i mosaici della Cappella “Redemptoris Mater” in Vaticano e della facciata del Santuario di Lourdes. Ha eseguito mosaici di tema sacro in tutt’Europa, da grandi basiliche a piccole realtà. Portano la sua firma i mosaici delle basiliche di Fatima e San Giovanni Rotondo. Tra le opere minori: la parrocchiale di San Pasquale a Bari, nella chiesa dei Ss. Giovanni e Giacomo a Milano sul tema della Trasfigurazione di Gesù, nello splendido panorama sullo Stretto del Monastero della Visitazione di Ortì sul tema del Sacro Cuore di Gesù. Come segno di ecumenismo tra la Chiesa cattolica romana e la Chiesa ortodossa romena, egli si occupa di adornare con mosaici la nuova chiesa ortodossa Schimbarea la Fata a Cluj – nonostante che questa chiesa sia stata costruita dalla Chiesa ortodossa romena come provocazione dopo di aver dovuto retrocedere nel 1996 la vecchia chiesa Schimbarea la Fata alla Chiesa greco-cattolica. Attualmente risiede e opera a Roma. Insegna alla Pontificia Università Gregoriana ed alla Facoltà di Liturgia cattolica del Pontificio Ateneo Sant’Anselmo. Dal 1999 è consultore del Pontificio Consiglio per la Cultura. Scrive Antonio Socci: “nel sito internet del Centro Aletti, di cui è direttore proprio il pittore Rupnik, nella riproduzione dei suoi mosaici, sopra l’immagine di Francesco dal Sultano, si legge questa considerazione: «San Francesco, da uomo libero, non agisce secondo i pregiudizi e affascina persino il sultano con la sua predicazione. E, come dice san Bonaventura, è tornato in Italia triste non perché non abbia convertito il sultano, ma perché questi lo ha persino difeso e Francesco non è potuto diventare martire». Dove san Bonaventura lo abbia scritto non è dato sapere. In realtà nella “Legenda Maior” di Bonaventura, al capitolo IX, dove si racconta l’episodio, si legge che Francesco chiede al Sultano «con il tuo popolo di convertirti a Cristo» e di «abbandonare la legge di Maometto per la fede di Cristo». È lì per questo e lo ripete al Sultano, pronto a subirne ogni conseguenza”. Personalmente, quando guardo i santi che riproduce nei suoi mosaici, mi sembra che siano molto effeminati.