Quando Chenu chiedeva una “Chiesa in uscita”

L’ultimo numero della rivista francese Catholica parla dell’origine dell’idea di “Chiesa in uscita” la fa risalire al domenicano Dominique Chenu. C’è nel pensiero di Chenu, la “svolta antropologica” del gesuita Karl Rahner.

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“Nouvelle théologie” e neomodernismo

Conferenza di John Lamont in occasione della Giornata di studi su “Vecchio e nuovo Modernismo: Radici della Crisi nella Chiesa”, Roma – 23 giugno 2018.

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Il modernismo: radici e conseguenze storiche

Giornata di studi su “Vecchio e nuovo Modernismo: Radici della Crisi nella Chiesa”, Roma – 23 giugno 2018. Relazione del prof. Roberto de Mattei.

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Yves-Marie-Joseph Congar (sinistra) e Marie-Dominique Chenu (destra). All’inizio del XX secolo il movimento modernistico aveva premuto per un rinnovamento della teologia che tenesse conto delle conquiste e delle istanze del pensiero moderno. Esso però conteneva elementi inaccettabili per la Chiesa cattolica, e per questo fu condannato da Pio X. Certamente, la semplice condanna non risolveva del tutto le cose – secondo loro – perché era necessario recuperare ed accogliere il positivo: cosa che il Magistero della Chiesa fece nel Concilio Vaticano II. Nel frattempo però Chenu e e Yves Congar insieme a altri intraprendenti teologi domenicani della scuola di Le Saulchoir tentarono la rischiosa impresa di compiere l’opera di recupero e di integrazione nella teologia cattolica e tomista. Convinti della bontà della loro impresa, essi polemizzarono con la tradizionale teologia scolastica che preferiva starsene al sicuro in posizioni consolidate da secoli, e faceva fatica o addirittura si rifiutava di vedere gli aspetti positivi nel modernismo.

Marie-Dominique Chenu (1895-1990), prete e teologo. Fu uno dei teologi che prepararono il Concilio Vaticano II. È considerato colui che ha rinnovato il tomismo. Entrò nei domenicani nel 1913 all’età di 18 anni, nel convento di Le Saulchoir, presso Tournai, in Belgio. Fu ordinato presbitero nel 1919. Il 1937 è l’anno della pubblicazione di una plaquette dal titolo: Une école de théologie. Le Saulchoir, nata da una conferenza tenuta nel 1936, il 7 marzo, in occasione della festa di Tommaso d’Aquino, e in cui espose (come egli stesso affermò) “le nostre idee sul metodo storico”. L’opuscolo, pubblicato in sette/ottocento copie, non conobbe molta diffusione; quasi non ci furono recensioni, però suscitò numerose reazioni positive, e persino entusiaste, pur con qualche riserva. Interessante il giudizio di Yves Congar: “Certamente alcuni passi del vostro libro mancano un po’ di serenità, e ci sono alcuni punti che io avrei presentato in maniera diversa”. La modesta brochure suscitò inquietudini a Roma e particolarmente all’Angelicum e in Garrigou-Lagrange. L’opuscolo venne ritirato dalla circolazione, e Chenu nel febbraio del 1938 fu convocato a Roma a dare spiegazione dei contenuti del suo volumetto. Alla fine, firmò dieci proposizioni e poté tornare a Le Saulchoir. Da lì a poco lasciò il Belgio per installarsi a Étiolles, non lontano da Parigi. Le perplessità e reazioni non erano, tuttavia, superate una volta per tutte: esse permasero, e il 4 febbraio 1942 giunsero al culmine con la messa all’Indice del petit livre di Chenu. Chenu Poco dopo lasciò la reggenza e l’insegnamento di Le Saulchoir, e fu assegnato al convento parigino di Saint-Jacques, dal quale fu allontanato nel febbraio del 1954, per l‘“esilio” di Rouen, a motivo della sua implicazione nella questione dei preti operai. Tornò a Parigi definitivamente nel giugno 1962. Dal settembre 1962 al dicembre prese parte al Concilio Vaticano II come teologo del vescovo di Antsirabé (Madagascar). Particolarmente la Gaudium et Spes risente dell’influsso della teologia dell’incarnazione, della creazione, della praxis, della storia, di padre Chenu, il cui ruolo nell’elaborazione del testo conciliare è stato oggetto di studio, insieme alla sua teologia dell’incarnazione e dei segni dei tempi. Trascorse gli anni dopo il 1966 nuovamente nel convento di Saint-Jacques. Morì l’11 febbraio 1990, e i suoi funerali si tennero a Notre Dame.