Nuovo patto delle Catacombe: compimento del Vaticano II?

Il testamento segreto del Concilio Vaticano II è divenuto pubblico e ufficiale. Il 20 ottobre 2019 nelle Catacombe di Domitilla è stato solennemente rinnovato il “Patto per una Chiesa serva e povera” stipulato il 16 novembre 1965, in quello stesso luogo, da quarantadue padri conciliari, qualche settimana prima della conclusione dell’assise.

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Lo scongelamento del Concilio

Per Luigi Bettazzi, vescovo emerito d’Ivrea, papa Francesco sta “scongelando” il Vaticano II.

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Avvenire e le menzogne di un vescovo sulla contraccezione

Il vescovo Luigi Bettazzi sostiene che Paolo VI firmò l’enciclica Humanae Vitae, che ribadisce il divieto alla contraccezione, per timore, un po’ come quando la Chiesa “aveva paura della democrazia”. Ora, a parte il falso storico, dato che il papa si pose coraggiosamente contro la maggioranza (sia fuori sia nella Chiesa), Bettazzi sostiene che allora si temeva di dire che l’amore viene prima della procreazione, come se l’apertura alla vita in ogni circostanza possa sminuire il bene fra uomo e donna.

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La “Chiesa povera” dal Vaticano II a papa Francesco.

I fautori della “Chiesa povera” in realtà non hanno fatto altro che impoverirla.

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Per il vescovo rosso Bettazzi la divinità di Gesù è opinabile

Dice la sua Luigi Bettazzi, sulla polemica Bianchi-Livi, arcivescovo emerito di Ivrea (a pochi chilometri da Bose), negli anni del post Concilio vescovo rosso” per le sue simpatie politiche. Dice: “Il dissenso è normale nelle cose umane; c’era tra gli apostoli, v’era già nel confronto col primo Papa, san Pietro, che pensava a una chiesa come derivazione anche strutturale dell’ebraismo, e fu apertamente contestato da san Paolo, che gli fece capire come la radice della nuova modalità religiosa fosse la fede in Cristo morto e risorto. Che si possano richiamare situazioni già esistenti nella chiesa come il sacerdozio a uomini sposati (gli apostoli lo erano in gran parte, Pietro aveva una suocera, poi guarita da Gesù, e nell’antichità lo erano anche i vescovi, mentre gli orientali – anche cattolici! – ordinano uomini sposati, che però non possono diventare vescovi), o una diversa pastorale per i divorziati (il primo Concilio ecumenico, quello di Nicea del 325, ammette in certi casi un secondo matrimonio, come fanno ancora gli ortodossi, dandogli peraltro uno stile penitenziale) non è contrastare la fede, è domandarsi come il Signore vuole che la viviamo al meglio nel giorno d’oggi. Che gli interrogativi, poi, nascano da chi proviene dalla Lateranense non mi meraviglia; anche al Concilio era quella che alimentava la minoranza agguerrita, legittima anche perché l’aggiornamento voluto da Papa Giovanni non risultasse conflittuale, ma espressione di chi giudica la tradizione come chiusura sul passato, mentre ‘tradere’ (da cui ‘traditio’ e tradizione) in latino sta per ‘trasmettere’, con implicita l’idea di sviluppo. Gli antichi dicevano che se nelle cose fondamentali bisogna essere uniti, in quelle opinabili ci si può sentire liberi, purché non si manchi mai di carità”.

Per il vescovo rosso Bettazzi la divinità di Gesù è opinabile