Impossibile “camminare” con Lutero

In questo 500° anniversario della Riforma luterana, i cattolici – soprattutto uomini di Chiesa e teologi – sembra abbiamo scelto di puntare su due aspetti: le sue intenzioni piuttosto che i contenuti dogmatici della Riforma e fare “un tratto di strada insieme”. Ma questo sposa già la prospettiva luterana perché si accettano due importanti presupposti.

Continua a leggere “Impossibile “camminare” con Lutero”

Annunci

Brasile, Africa, Germania… Geografia di una Chiesa a pezzi

La Chiesa ad franciscum non è affatto unita come i “guardiani della rivoluzioni” vogliono far credere all’opinione pubblica.

Continua a leggere “Brasile, Africa, Germania… Geografia di una Chiesa a pezzi”

Pensiero pericoloso: l’a-teologia di Walter Kasper

Pubblichiamo la voce “Walter Kasper” del nuovo Dizionario elementare del pensiero pericoloso.

Continua a leggere “Pensiero pericoloso: l’a-teologia di Walter Kasper”

Nuovo appello al papa. I dubbi cattolici del “New York Times”

In California il vescovo di San Diego, pupillo di Bergoglio, ammette di fatto i divorzi e le seconde nozze, come in qualsiasi chiesa protestante. Dalla notizia nasce la domanda: l’Amoris laetitia può essere interpretata anche così?

Continua a leggere “Nuovo appello al papa. I dubbi cattolici del “New York Times””

Morale ed Eucaristia, dietro i “Dubia” si gioca la partita sui fondamenti della Chiesa

L’enorme interesse suscitato dalla pubblicazione ieri dei “Dubia” di quattro cardinali riguardo l’esortazione apostolica Amoris Laetitia (la Bussola ha battuto ogni record di accessi) è segno di un disagio e di una esigenza di chiarezza molto diffusa tra i cattolici, e sempre crescente. Anche perché la posta in gioco va ben oltre l’ammissione alla comunione dei divorziati risposati, qui si toccano le fondamenta della Chiesa.

Continua a leggere “Morale ed Eucaristia, dietro i “Dubia” si gioca la partita sui fondamenti della Chiesa”

Kasper conferma: la Chiesa cambia il paradigma

Cooperatores Veritatis

Anche se certe ammissioni possono e devono sempre scandalizzarci, memori delle parole di Gesù “gli scandali sono necessari, ma guai a colui per cui avviene lo scandalo”(Mt.18,7), possiamo ritenerci soddisfatti del fatto che, più questi cardinali fanno ammissioni chiare, più le tenebre si diradano e ci consentono di denunciare l’errore. Perché, diciamocelo onestamente, non è affatto vero che un prete, perché è vescovo o cardinale e in certi casi persino un papa, deve ritenersi infallibile a prescindere dalla dottrina! Essi sono infallibili solo quando non stravolgono il Vangelo dal quale abbiamo ricevuto certe dottrine che sono immutabili non per una scelta opzionale o per partito preso, ma perché sono “Parola di Dio”, punto!.

Il cardinale Kasper, in verità, non dice una novità quanto piuttosto chiarisce lo sradicamento dottrinale che vogliono imporre alla Chiesa. E’ Kasper stesso che racconta un poco l’evoluzione di questa apostasia che ci stanno imponendo attraverso la…

View original post 2.143 altre parole

Comunione per tutti, anche per i protestanti

Oltre che per i divorziati risposati, anche per i seguaci di Lutero c’è chi dà il via libera all’eucaristia. Ecco come La Civiltà Cattolica interpreta le enigmatiche parole del papa in materia di inter-comunione. Continua a leggere “Comunione per tutti, anche per i protestanti”

L’Amoris laetitia mette a rischio la dottrina sull’indissolubilità del matrimonio

Intervista esclusiva de La Fede Quotidiana a mons. Antonio Livi, grandissimo teologo.

Continua a leggere “L’Amoris laetitia mette a rischio la dottrina sull’indissolubilità del matrimonio”

Sinodo, lo scisma non è più un tabù

Negli ultimi giorni prima il cardinale Muller, poi il cardinale Kasper, da due punti di vista diversi hanno evocato il rischio scisma nella Chiesa a causa del rapporto tra dottrina e pastorale. Se accadrà non lo sappiamo ma è evidente che già ora nella Chiesa ci sono due posizioni contrastanti e inconciliabili.

Continua a leggere “Sinodo, lo scisma non è più un tabù”

Una falsa quiete dopo la tempesta

Per linee ufficiali si dice che nel Sinodo tutto è mediabile. Eppure fioccano modifiche al documento di Bruno Forte, e molti vescovi sono incerti su una intesa effettiva. Kasper combattivo. Il rinvio al Papa.

di Matteo Matzuzzi

Papa Francesco, fotografato da Matteo Matzuzzi, va a pranzo durante il sinodo.Tutto va per il meglio, nell’Aula nuova del Sinodo, si dice nel briefing quotidiano organizzato in Sala stampa. Nessuna discussione, nessuna contestazione formale della Relatio post disceptationem firmata lunedì dal cardinale ungherese Péter Erdö. Toni rispettosi e cordiali, clima fruttuoso, clima di “comunione, fraternità e pastoralità”, chiarisce il cardinale arcivescovo di Barcellona, Lluís Martínez Sistach. Delle polemiche violente del giorno prima, quando il cardinale sudafricano Wilfrid Fox Napier – che ha assestato colpi alla Relatio anche nel corso della discussione in assemblea – compariva davanti ai giornalisti per gettare idealmente nel tritacarte il documento cui tante energie ha dedicato mons. Bruno Forte, nessuna traccia. Apparentemente almeno.

Anche perché subito dopo aver segnalato l’ambiente di profonda concordia che si respira nei circoli minori, viene fatto notare che gli emendamenti al testo di lavoro “che non cambierà la dottrina” – s’affrettano a ribadire in Vaticano – saranno tanti. Mons. Joseph Kurtz, presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti, dopo aver lodato il confronto in corso, aver definito la relatio “un meraviglioso documento di lavoro”, aver spiegato che “lo Spirito del Concilio non è altro che lo Spirito Santo e che nel Sinodo si avverte”, entra nei temi del contendere e spiega che la posizione del suo gruppo sulla questione della riammissione alla comunione dei divorziati risposati è che “servirà un ulteriore studio”, benché qualcuno (“a small group”, dice) sia pronto a dar loro il benvenuto. Il cardinale Sistach, pochi minuti dopo aver sottolineato l’importanza che ha la coscienza personale sull’uso dei metodi anticoncezionali, ha rivelato che il suo circolo ha proposto modifiche “a tutte le parti della Relatio”. Nessuna esclusa. I circoli lavorano a pieno ritmo, visto che questa mattina saranno presentate le conclusioni, che saranno illustrate al mondo, in conferenza stampa, dal cardinale Schönborn. Si tratterà d’un momento importante prima della votazione sulla Relatio Synodi. Almeno due dei dieci circoli hanno lavorato a una parziale riscrittura di tutta la relazione intermedia, giudicata dalla maggioranza dei membri di quei gruppi “irricevibile”.

Il relatore generale, cardinale Erdö, guarda già alla Relatio: “Speriamo di arrivare a una relazione finale che possa essere accettata dalla grande maggioranza”, dice a Radio Vaticana, riconoscendo che nel documento da lui letto lunedì mattina c’è ben poca chiarezza: “I fedeli hanno bisogno di una voce chiara, di un incoraggiamento, di un insegnamento”. Insomma, “di una voce chiara di orientamento. Quindi speriamo che il testo finale sia un testo chiaro e soddisfacente per tutti”. A ogni modo, chiarisce l’arcivescovo di Budapest, “non ci dobbiamo aspettare risposte concrete”. Quelle arriveranno tra un anno, e a darle sarà solo e soltanto il Papa.

Nel frattempo, i circoli passano al setaccio la relazione intermedia, soppesano le parole una a una, perché “se c’è scritto che una cosa l’hanno detta numerosi padri e invece erano solo alcuni, la cosa è ben diversa”, dice mons. Rino Fisichella, relatore di uno dei gruppi di lingua italiana. La strada per un cambiamento radicale della prassi pastorale è stretta, la contestazione di lunedì ha lasciato scorie pesanti, se è vero che il cardinale belga Godfried Danneels, arcivescovo emerito di Bruxelles e da decenni capofila del fronte riformista europeo, ha ammesso in un’intervista a un sito cattolico del suo paese che “qualcuno rimarrà deluso” dalle conseguenze del Sinodo, visto che “non tutto è possibile, in particolare circa la questione dei divorziati risposati”. Su questa, ha osservato Danneels, “non c’è per il momento unità di vedute in assemblea. L’Asia, l’America latina e l’Africa hanno punti di vista diversi rispetto a quelli dell’Europa occidentale. So che questo Sinodo – il più importante cui abbia mai partecipato – terminerà, ma non sono in grado di dire come”, ha chiosato.

Ben più ottimista, invece, è il cardinale Walter Kasper, che vede “crescere la maggioranza” a sostegno della sua proposta finalizzata a dare il via libera al riaccostamento ai sacramenti dei divorziati risposati in nome della misericordia. “Tutto è molto tranquillo”, dice il presidente emerito del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, e le uniche turbolenze sono state motivate dai giornali, che da un capo all’altro del globo hanno interpretato male la Relatio aperturista dalla quale lo stesso estensore ufficiale ha preso le distanze. Più che altro, spiega Kasper a Zenit, non bisognerebbe dare troppo spazio alle tesi dei padri africani, provenienti da un continente dove “di omosessualità non si può neppure parlare perché trattasi di un tabù”. E visto che loro di queste cose non parlano, “non dovrebbero neppure dirci troppo ciò che noi dobbiamo fare”.

In serata ha parlato l’arcivescovo maggiore di Kiev, Shevchuk: “Ci sono molte critiche alla Relatio, bisogna dare un messaggio molto più chiaro ed equilibrato. Bisogna dare un messaggio molto più chiaro ai fedeli e al Papa. Vogliamo ribadire la dottrina della Chiesa sul matrimonio e la famiglia. Bisogna essere molto più chiari. Come si dice, il diavolo si nasconde nei dettagli”.

© FOGLIO QUOTIDIANO (16/10/2014)