Eutanasia “cattolica”, il vescovo belga “tifoso” sotto accusa

I vescovi belgi prendano posizione sull’eutanasia “cattolica”. Lo chiede il Superiore Generale dei Fratelli della carità. E attacca il vescovo Bonny, che ha difeso il documento dei Fratelli della Carità che sdogana la dolce morte negli ospedali cattolici. “Perché bisogna pur trovare un modus vivendi col mondo…”.

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Bonny, il vescovo kasperiano che “benedice” sodomia e concubinato

Johan Bonny, vescovo di Anversa, in Olanda, nonché fedele discepolo di Walter Kasper, ha proposto di inventare dei “rituali” che celebrino e “benedicano” le “unioni diverse”.

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Il grave rischio di una visione sociologica ed immanente…

di Mauro Faverzani

Dopo il Vescovo di Anversa, mons. Johan Bonny, dichiaratosi a favore di un «riconoscimento formale» delle relazioni omosessuali e bisessuali, ecco una nuova stoccatina in vista del prossimo Sinodo con l’intervista rilasciata all’edizione on line del settimanale Paris Match dal card. Oscar Andres Rodriguez Maradiaga, Arcivescovo di Tegucigalpa in Honduras.

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Cassare l’Humanae Vitae non basta, ora il vescovo Bonny vuole il sì alle nozze gay

Il vescovo olandese Johan Bonny, degno erede di Edward Schillebeeckx, vuole protestantizzare la Chiesa.

di Matteo Matzuzzi

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Sì al peccato contro natura: la Chiesa olandese in piena apostasia

Un anno fa un gruppo di laici olandesi inviò a Papa Francesco un report sulla situazione del cattolicesimo. Un testo dove si parlava di «deriva» e si accusava i vescovi di «aver scelto di ritirarsi dai loro obblighi». Allora c’è poco da stupirsi se il vescovo di Anversa, Johan Bonny, chiede il riconoscimento delle coppie gay nella Chiesa.

di Lorenzo Bertocchi

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Come mai costoro non sono obbligati a firmare un preambolo dottrinale?

Il preambolo dottrinale somiglia sempre più come alle Forche Caudine della FSSPX.

di Francesco Colafemmina, da Fides et Forma (15/07/2012)

Faccio mie le parole dell’abbé de Cacquerai, superiore del distretto francese della FSSPX in merito ai recenti sviluppi delle trattative fra Roma e la FSSPX e i timori di possibili evoluzioni “punitive”. Parole riprese oggi per contrapporle all’intervista a Mons. Fellay pubblicata ieri dal DICI: “Come si può ancor oggi accettare che dei preti, dei vescovi, dei cardinali, e anche in gran numero, possano insegnare delle autentiche eresie, esaltare una morale che non è più cattolica, senza nonostante tutto essere preoccupati? Chi meriterà di essere scomunicato? Coloro che si sforzano di trasmettere ciò che la Chiesa di ogni giorno ha insegnato o coloro che travisano il deposito rivelato?”.

Per onestà d’informazione riporto il comunicato di don de Cacquerai, palesemente ignorato da tutti i giornalisti che oggi ne hanno ripreso un testo di almeno un mese fa: “L’agenzia APIC ha utilizzato il mio editoriale su Fideliter n. 208 per opporlo all’intervista del 16 Luglio concessa dal Superiore Generale. È da più di un mese che tale testo è stato redatto, sono quasi tre settimane che è stato ricevuto dai nostri abbonati e, il 9 luglio è stato pubblicato sul sito Tradinews. Questo testo non aveva altro scopo che far seguito all’incontro del 13 giugno fra Mons. Fellay e il Cardinal Levada. Nel corso dell’incontro, infatti, il nostro Superiore Generale aveva espresso all’ex prefetto della CDF la nostra impossibilità di sottometterci alle esigenze dottrinali nuove che ci venivano richieste. Di qui ci si poteva domandare se un tale rifiuto ci avrebbe potuto valere delle nuove sanzioni. Ecco il contesto preciso nel quale è stato scritto questo editoriale. L’interpretazione che viene data dall’agenzia stampa è dunque falsata. La dichiarazione finale del nostro capitolo, che sarà presto pubblicata, offrirà le conclusioni dottrinali che sono state quelle di tutti i membri del capitolo, anche se questo potrà dispiacere a tutti gli opinion makers”.

Ad ogni modo come dargli torto? Di seguito alcuni recenti esempi…

“Non è male, in luogo di rapporti omosessuali occasionali, che due persone abbiano una certa stabilità e quindi in questo senso lo Stato potrebbe anche favorirli. Non condivido le posizioni di chi, nella Chiesa, se la prende con le unioni civili” (Carlo Maria Martini a colloqui con Ignazio Marino, da L’Espresso, 23/05/2012).

“Quando due persone decidono, anche se sono dello stesso sesso, di vivere insieme, è importante che lo Stato riconosca questo stato di fatto. Che va chiamato con un nome diverso dal matrimonio altrimenti non ci intendiamo. Uno Stato laico come il nostro non può ignorare il fenomeno delle convivenze, deve muoversi e definire diritti e doveri per i partner. Poi la valutazione morale spetterà ad altri. La Chiesa fa le sue valutazioni, ma ciò non toglie che deve sempre essere una casa dalle porte aperte, anche per i gay e le lesbiche. Non va confuso il peccato con il peccatore” (Mons. Paolo Urso – Vescovo di Ragusa, da Il Quotidiano Nazionale, 11/01/2012).

“Credo che noi dovremmo essere d’accordo e di fatto siamo d’accordo che nel giudizio su una tale relazione o un tale rapporto c’è una grande differenza di giudizio quando le persone si assumono la responsabilità l’uno per l’altro, quando vivono e si relazionano in un rapporto omosessuale durevole, come similmente avviene in un rapporto eterosessuale” (Cardinal Rainer Maria Woelki, da Vatican Insider, 06/06/2012).

“Credo nel valore del celibato sacerdotale… Ma amerei comunque ordinare preti degli uomini sposati se ciò fosse possibile” (Mons. Johan Bonny – Vescovo di Antwerp [Belgio], da De Standaard del 7 Aprile 2012).

“Nelle votazioni per il nuovo consiglio pastorale di Stützenhofen, un piccolo comune a nord di Vienna, il ventisettenne Florian Stangl era stato il più votato dai parrocchiani ma il parroco non aveva voluto ratificare la nomina in quanto convive con un compagno, con il quale ha contratto un’unione civile. L’arcivescovo di Vienna, dopo aver espresso un’iniziale riserva, aveva invitato a pranzo la coppia gay. E dopo l’incontro non ha bloccato la nomina, in quanto «profondamente impressionato dalla fede di Stangl, dalla sua umiltà, e dal modo in cui concepisce il suo servizio». Il giovane in un un’intervista aveva dichiarato: «Io mi sento legato agli insegnamenti della Chiesa, ma la richiesta di vivere in castità mi sembra irrealistica»” (Cardinal Christoph Schönborn, da “La Stampa” del 17 Maggio 2012).

Johan Bonny, vescovo di Anversa. Ha dichiarato in un’intervista al quotidiano De Standard di essere pronto a ordinare uomini sposati, dal momento che pensa che sacerdoti non celibi potrebbero contribuire alle necessità pastorali della Chiesa. Il presule ha detto nell’intervista che il celibato, che apprezza, può rappresentare una potente testimonianza in “una società consumistica come la nostra in cui la sessualità è talvolta trivializzata”. Ma ha sottolineato che la disciplina del celibato sacerdotale non coinvolge problemi dottrinali essenziali. Sotto questo aspetto il problema differisce profondamente dal quello dell’ordinazione femminile, che pone problemi teologici. Il vescovo ha aggiunto che la maggior parte dei vescovi belgi accoglierebbero con favore una riforma del genere. I cattolici belgi accetterebbero forse l’ordinazione femminile, ma “questo è un problema difficile a livello mondiale”