Mons. Sanna: un “pacifico” arcivescovo

I metodi propagandistici usati dalla Diocesi di Oristano rasentano il grottesco. A seguito della notizia data dal sottoscritto di una omelia nella quale Sanna invece di difendere il volto di Cristo dalla blasfemia di Castellucci, scambiava la blasfemia per una “ricerca di Dio”, la reazione dell’Arcivescovo ha preso le forme dell’accurata operazione mediatica fondata sul vittimismo, dando il via ad una vera e propria caccia al “tradizionalista”. Così, invece di spiegare pubblicamente di aver sottovalutato il peso di quell’opera teatrale e l’offesa a Nostro Signore che vi è contenuta – pur giustificata da qualcuno con la libertà dell’arte – Sanna ha preferito riversare fango sul sottoscritto (Francesco Colafemmina). 

Mons. Sanna: un “pacifico” arcivescovo

Ignazio Sanna, arcivescovo di Oristano e teologo. È il vescovo e teologo più rahneriano d’Italia. Ha una fortissima avversione per la liturgia tridentina. Ha fatto togliere l’altare murale dalla cattedrale di Oristano per mettere un tavolo come altare. Dedica molto del suo tempo non solo all’apologia di Rahner, ma anche a valorizzare Gustavo Gutierrèz, il “padre nobile dalla teologia della liberazione”. La definizione è dello stesso Sanna. Ha, inoltre, lodato lo spettacolo teatrale di Romeo Castellucci dal titolo “Sul concetto del volto del Figlio di Dio”, in cui vengono lanciati escrementi al Volto di Cristo.