La malattia della Chiesa si chiama post-modernismo. La diagnosi di un teologo

Il vaticanista Sandro Magister pubblica una dettagliata analisi della crisi della Chiesa fatta dal teologo padre Serafino M. Lanzetta.

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I “furbetti” del caso per caso c’erano già 50 anni fa

L’esame dei documenti che hanno preceduto la pubblicazione dell’enciclica Humaane Vitae, mostra come già nel 1968 c’era chi sosteneva fosse possibile ammettere la contraccezione in alcuni casi senza mettere in discussione la dottrina. Approccio condannato da Paolo VI, che ora torna d’attualità. E anche allora la Chiesa tedesca andava per la sua strada.

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Humanae Vitae, la prova che Paolo VI non aveva dubbi

Nella testa di quanti vogliono “rovesciare” l’enciclica Humanae Vitae per aprire alla contraccezione, la ricerca storica di don Gilfredo Marengo doveva essere la carta decisiva: avrebbe dovuto dimostrare che Paolo VI dovette cedere alle pressioni dei cattivi conservatori. Invece, la ricerca – checché ne dica Avvenire – dimostra il contrario: Paolo VI era assolutamente convinto della illiceità assoluta della contraccezione, perché così era fin dal Principio.

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La nascita dell’Humanae Vitae alla luce degli Archivi Vaticani

L’Humanae Vitae fu un’enciclica sofferta (così la definì lo stesso Paolo VI) e certamente coraggiosa, ma non profetica perché non ribadì ai falsi profeti del neo-malthusianesimo il Comandamento divino: «Crescete e moltiplicatevi» (Genesi 1, 28; 9, 27).

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Humanae vitae, una revisione che lacera la Chiesa

La posta in gioco sull’Humanae Vitae è molto alta. Una sua sostanziale revisione segnerebbe un punto di non ritorno e una notevole lacerazione nel tessuto ecclesiale, ciò anche se la cosa dovesse passare per vie pastorali e non direttamente dottrinali. E la complessità redazionale di un documento pontificio viene strumentalmente adoperata dal quotidiano dei vescovi, Avvenire, per negarne il significato autenticamente magisteriale.

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Sorpresa. Tra gli uomini di Francesco c’è chi difende l’Humanae vitae

Incredibile ma vero. L’ondata revisionista che con l’evidente beneplacito di papa Francesco sta investendo l’enciclica di Paolo VI Humanae vitae s’è infranta in Vaticano su uno scoglio che difende tale enciclica proprio nel suo insegnamento più contestato. L’elemento più sorprendente della notizia è che la persona che si è schierata controcorrente è proprio colui che Francesco ha messo a capo due anni fa del rifondato pontificio istituto teologico Giovanni Paolo II per le scienze del matrimonio e della famiglia: è il teologo milanese PierAngelo Sequeri.

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Peter Hünermann, (a)teologo impresentabile

Il teologo tedesco autore di uno dei volumi celebrativi di papa Francesco sostiene un’interpretazione dell’Amoris Laetitia in chiaro contrasto non solo con il magistero di Benedetto XVI e di Giovanni Paolo II, ma con tutta la Tradizione. Una lettura che demolisce l’impianto della morale cattolica.

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Humanae vitae sotto assedio. Due nuovi assalti e un contrattacco

L’assedio all’enciclica Humanae vitae di Paolo VI ha registrato nei giorni scorsi due nuovi assalti. Ma anche un poderoso contrattacco.

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Contraccezione, ora anche Wojtyla è “rigido” e “dottrinario”

L’uscita di un libro che – per l’enciclica Humanae Vitae – documenta il determinante aiuto dell’allora arcivescovo di Cracovia, è l’occasione per Avvenire di rilanciare un assalto all’enciclica pubblicata 50 anni fa. Obiettivo: aggirare il divieto della contraccezione. La strategia è dividere il beato Paolo VI (buono e flessibile) da san Giovanni Paolo II (rigido e dottrinario).

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