Hans Küng e l’infallibilità dello spirito del mondo

Küng, come teologo, che ha operato secondo tre principi, tre assiomi coerenti e complementari: l’idea cabalistica di Dio come Indeterminazione assoluta; il misconoscimento della Trinità, l’identificazione di Dio con l’immanenza progressiva ed evolutiva del processo storico dell’umanità, dentro cui assorbire la stessa storia della Chiesa.

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Quanto Kant c’è nella Chiesa di oggi?

Per ateismo filosofico si intende una filosofia che non ritenga possibile conoscere nulla della trascendenza, nemmeno l’esistenza di un Fondamento trascendente. Il Protestantesimo si trova in questa situazione: è una religione credente per fede ma atea per ragione. Quanto c’è del protestantesimo nella teologia e nella vita della Chiesa cattolica di oggi? Molto, moltissimo.

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Protestantizzazione della Dottrina sociale

L’influenza del protestantesimo sulla teologia cattolica è avvenuta tramite la filosofia moderna e specialmente ottocentesca più che tramite la religione. Il discorso vale anche per la Dottrina sociale della Chiesa, che rientra nella teologia morale cattolica rettamente intesa e fuori della quale perde ogni ragione di esistere.

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Scrutare i segni dei tempi e scoprire che non c’è il Covid

Secondo il linguaggio della teologia post-conciliare il Coronavirus non può appartenere alla categoria dei segni dei tempi che si fondano invece sul dialogo positivo col mondo. La Chiesa riusciva meglio a leggere i segni dei tempi quando non conosceva ancora la moderna dottrina dei segni dei tempi perché valutava gli eventi storici, compresi gli eventi naturali dell’epidemia, alla luce della teologia della redenzione. Nella versione contemporanea dei segni dei tempi, invece, la Chiesa chiede solidarietà, coraggio, impegno: tutte cose molto buone, per le quali però è sufficiente la presidenza della Repubblica.

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Celibato, negare la dottrina confermandola

Nella Chiesa si è ormai diffusa l’idea che questo pontificato voglia cambiare molte cose dottrinali ribadendo però la dottrina. Siamo davanti ad una nuova evidente prova che nella Chiesa ci sono oggi due linguaggi teologici incompatibili.

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La scure di Elia: Il satanico flagello comunista

Papa Pio XI, nella sua vigorosa enciclica contro il comunismo (Divini Redemptoris), lo condanna senza mezzi termini come satanico flagello (§ 7). Non è una semplice metafora: Karl Marx, figlio di un ebreo convertitosi per interesse al luteranesimo, già all’età di diciotto anni componeva poemetti inneggianti a Lucifero.

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I quattro Papi e l’ideologia della “prima volta”

La premiata ditta Ruffini & Dario Viganò firma il docufilm I quattro Papi dedicato alle novità da loro apportati secondo la logica della prima volta. Un’ideologia in realtà che implica l’idea che un papa sia tale solo in quanto innovativo, che il suo compito primario non sia quello di trasmettere un passato sempre attuale ma di avanzare il nuovo.

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Il “compromesso storico” fra modernismo e cattolicesimo

Jorge Mario Bergoglio non si interessa della dottrina, ma punta all’azione e al risultato. Non vuol sentir parlare di teoresi, ma vuole sottomettere il dogma alla realizzazione pratica; ha liquidato non solo la filosofia metafisica e la teologia teoretica classiche, ma anche ogni forma di teoresi modernistica, rimpiazzandole con il primato della prassi marxista.

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Il “magistero” ideologico della fake church

Oggi sembra che il ruolo del magistero della Chiesa sia cambiato. Si è sempre pensato che questo compito dei pastori consistesse nel confermare nella fede i credenti. Ora invece è in atto la transizione verso un magistero che pone sistematicamente domande e dubbi. Così il messaggio è trasformato in ideologia.

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