Soccorso CEI a Conte, così si diventa Chiesa di Stato

Il dichiarato appoggio della conferenza episcopale italiana ai tentativi del presidente del Consiglio Conte di perpetuare il suo governo va contro la ragione politica e contro le esigenze della fede cattolica nei confronti della politica. Significa anche sostenere che questo governo — fortemente anti-cattolico nelle sue politiche — ha fatto bene le cose e continuerà a farle bene. Giudizio assurdo, viste le mancanze, l’incapacità e il radicalismo anti-vita e anti-famiglia dimostrati dall’esecutivo.

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Il Natale del Conte-fice

A Conte sta ormai stretto il ruolo di premier: l’onnipotenza manifestata in questi mesi di Covid non poteva che portarlo a varcare la soglia che divide affari temporali e spirituali: “Il Natale, a prescindere dalla fede religiosa, è un momento di raccoglimento spirituale, farlo con tante persone non viene bene”. Se c’è una secolarizzazione della Chiesa, stiamo assistendo pure ad una clericalizzazione dello Stato.

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Attacco alla libertà della Chiesa. E la Chiesa applaude i suoi nemici

La vicenda delle messe sospese e il protocollo per la ripresa firmato da Conte, Lamorgese e Bassetti dimostra tutta la gravità della perdita della Libertas Ecclesiae. Da secoli si ripropone lo scontro su questo punto, ma nel passato la Chiesa lottava per la propria libertà: dai Cluniacensi a Bonifacio VIII, da Santa Caterina ai Vandeani, da Pio IX alla Chiesa polacca. Oggi invece la Chiesa sembra contenta della propria mancanza di libertà e mai sazia di aumentarla. E perfino ringrazia chi gliela toglie.

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Le Messe? Vittime di una ignobile farsa

Il Papa a sostegno di Conte; i vescovi di mezza Italia che si ribellano all’accordo della CEI sui funerali e rinunciano alle Messe: il presidente della CEI, Bassetti, che ringrazia Conte annunciando l’accordo sulle Messe ma senza spiegarne il contenuto; le Conferenze episcopali di Marche e Sardegna che rifiutano l’offerta dei rispettivi governatori che davano il via libero immediato alle Messe con popolo. E il colpo di scena finale…. Per la Chiesa italiana quella di ieri è stata proprio una giornata di ordinaria follia, a cui si fa perfino fatica a credere.

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Il delirio di onnipotenza di Conte e la doppiezza di Bergoglio. Intervista a mons. Viganò

Marco Tosatti, decano dei vaticanisti italiani, ci offre un’ottima intervista a S. E. mons. Carlo Maria Viganò.

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Andare lo stesso a Messa: la Chiesa non tratti con lo Stato

La CEI proseguirà la trattativa sulle Messe mentre Lombardia e Friuli cercano soluzioni: in tutti i casi la Chiesa andrà col cappello in mano. Condivisibile il ricorso al TAR, ma non sarà risolutivo. Appellarsi alla libertà di culto non è sufficiente: la politica considera tutto diritto soggettivo. Che fare? I vescovi dicano ai fedeli di andare lo stesso a Messa, applicando le misure di sicurezza. La Chiesa non deve chiedere allo Stato il permesso. O è autonoma dal potere o non è.

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“No alle Messe”. La CEI raccoglie quello che ha seminato

Doccia gelata sulla presidenza dei vescovi italiani: si attendeva la ripresa delle Messe con popolo il 10 maggio, invece il presidente del Consiglio Conte ha annunciato che il ritorno in chiesa è rinviato a data da destinarsi. Stizzito comunicato della CEI che finalmente si accorge che con la libertà di culto è la stessa Costituzione a venire calpestata. Date le misure di sicurezza, i vescovi potrebbero decidere in autonomia di riprendere le Messe con il popolo, ma avrà la CEI il coraggio di andare fino in fondo? O prevarranno le solite logiche politiche alla ricerca di un compromesso? Intanto molti laici e preti sono sul piede di guerra.

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«Così ho detto basta e ho cacciato gli agenti che hanno profanato la chiesa»

Irruzione dei carabinieri a Soncino, toccato il punto più basso della vergogna nazionale: un agente sull’altare, il parroco lo manda via: «Sto dicendo Messa». E alla Nuova Bussola Quotidiana, don Lino Viola, spiega i dettagli di un dramma: «C’erano sei persone in più: erano famigliari di morti di Covid senza funerale: non ce l’ho fatta a mandarle via. L’irruzione della Protezione civile all’omelia, il sindaco al telefono e la cacciata». E tanta amarezza: «Mai vista in 80 anni una dissacrazione così. E al comandante ho detto: mandate in giro carabinieri che non hanno il rispetto per il sacro?». Di questo scempio del culto, Governo e Vescovi devono rendere conto.

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Chiese aperte, il “bluff” del Governo e la CEI sottomessa

CEI sottomessa al Governo. Il Viminale non può dettare regole per la Settimana Santa se manca una regolamentazione. Il sospetto che si vogliano Vescovi ancora più remissivi. È ora di reagire, i fedeli uscirebbero schiacciati da questa vicenda.

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