Benedetto XVI indica la via alla Chiesa (non solo tedesca)

In un’intervista scritta con il periodico Herder Korrespondenz, Benedetto XVI evidenzia la sempre maggiore distanza tra l’autentica missione ecclesiale e la “chiesa d’ufficio”, fatta di burocrazia e documenti senza «il cuore e lo spirito». Una situazione che non riguarda solo la Chiesa in Germania, ma che è più generale e alimenta «l’esodo dal mondo della fede». Richiamando il suo prezioso anno da cappellano a Bogenhausen, Ratzinger ci ricorda che solo Dio è la risposta contro i totalitarismi passati e presenti.

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I vescovi tedeschi contro il confratello Woelki

Clamorosa indiscrezione del Bild: i vescovi tedeschi stanno valutando di dimettersi in blocco in segno di protesta per la gestione dello scandalo abusi da parte dell’arcivescovo di Colonia Woelki. La difesa di Müller che denuncia la strumentalizzazione di casi del passato, su cui Woelki è già uscito pulito, per screditare il vescovo «critico dell’unilateralità del Cammino Sinodale». Gli abusi sono una scusa: il vero obiettivo sarebbe quello di togliere di mezzo il principale nemico interno e blindare quel Cammino Sinodale che sta creando più di un grattacapo a Roma.

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Marx di nome e di fatto/5. O prigioniero o morto

Le dimissioni del cardinale Reinhard Marx da arcivescovo di Monaco e Frisinga e la lettera con cui Francesco le ha respinte continuano a suscitare domande e commenti. Tra questi ultimi, eccone uno che arriva dall’Argentina, da parte di un autore che non può firmarsi ma che conosce assai bene Bergoglio e il suo modus operandi, caratterizzato da logiche tipiche del peronismo.

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Marx di nome e di fatto/3

Le dimissioni del cardinale Marx sembrano esprimere la delusione della Chiesa tedesca per le mancate riforme di papa Francesco su temi come il celibato dei preti e l’ordinazione sacerdotale delle donne. Assumendosi le proprie responsabilità il cardinale Marx sembra invitare papa Francesco ad assumersi le sue. Le dimissioni del cardinale sono anche un guanto di sfida alla Congregazione per la Dottrina della Fede, che per i vescovi progressisti tedeschi è colpevole di frenare le riforme di papa Francesco (Roberto de Mattei, Le dimissioni del cardinale Marx. Cosa pensarne?, RadioRomaLibera.org, 07-06-2021)

La via tracciata dal cardinale Marx per sostenere il sinodo tedesco ricalca la strada già compiuta da Lutero, con i risultati ben noti. Ma con una differenza: l’arcivescovo dimissionario di Monaco potrebbe ora puntare alla guida della Congregazione del Clero o dei Vescovi, posti che si stanno liberando (Luisella Scrosati, Marx, il cardinale cerca un posto a Roma, La Nuova BQ, 09-06-2021)

Marx di nome e di fatto/2. Il bersaglio del cardinale tedesco è il papa argentino

Il bersaglio delle polemiche dimissioni del cardinale Marx è Francesco. Si preme sul Papa affinché la Chiesa si adegui alle istanze progressiste.

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Marx di nome e di fatto

Reinhard Marx ha annunciato le sue dimissioni da arcivescovo di Monaco con una lettera al Papa datata 21 maggio e resa pubblica ieri con il permesso di Francesco. Il cardinale scrive che la Chiesa è arrivata a un “punto morto” e di sentirsi “corresponsabile” per la gestione dei casi di abusi sessuali. E poi attacca, senza nominarlo, Woelki. Un passo indietro ‘politico’, che arriva prima della pubblicazione di un rapporto sulla sua Arcidiocesi e mentre lo stesso Marx conserva gli incarichi in Vaticano (Nico Spuntoni, Marx, una picconata alla Chiesa e all’odiato Woelki, La Nuova BQ, 05-06-2021).

Il cardinale Marx ha presentato le sue dimissioni il 21 maggio e papa Francesco ha inviato i visitatori apostolici a Colonia, non a Monaco, il 28 maggio. Il vero destinatario dell’offerta di dimissioni, supportata anche dalle reazioni dei media, sembra essere il cardinale Rainer Maria Woelki, arcivescovo di Colonia. La pressione sul cardinale Woelki è aumentata a dismisura negli ultimi giorni (Giuseppe Nardi, Le “dimissioni” di Marx? Un messaggio non a Roma, ma a Colonia, Duc In Altum, 05-06-2021).

Le dimissioni del cardinale Marx rientrano in una tendenza ormai radicata di tatticismo politico dei pastori. E la questione degli abusi sessuali è chiaramente strumentalizzata per favorire un Great Reset della Chiesa, dopo che il sinodo tedesco è finito in un vicolo cieco. Grande delusione per i semplici fedeli cattolici (Stefano Fontana, Quando nella Chiesa “tutto è politica”, La Nuova BQ, 05-06-2021).

Nel giorno delle clamorose dimissioni del cardinal Marx da arcivescovo di Monaco per lo scandalo abusi, la Bussola ospita il cardinal Müller: «Questo “cammino” cosiddetto sinodale è fallito perché sta andando contro la legge divina e Marx ne è il responsabile. Ora vuole addossare al Papa, che è suo amico, il compito di risolvere i problemi creati a causa della vicinanza con i protestanti». Il prefetto emerito della CFD a tutto campo su Chiesa, Papa e scisma: «La Chiesa non è un’istituzione politica, ma questi vescovi non vogliono uno scisma: si vogliono ergere a guida di una Chiesa nazionalista pensando di essere il futuro della Chiesa universale. Il Papa deve fare di più per l’unità della fede, clima e migranti sono temi importanti ma secondari» (Andrea Zambrano, Il card. Muller: Marx è il responsabile del fallimento della Chiesa in Germania, La Nuova BQ, 05-06-2021).

Scisma tedesco: Roma si muove, ma contro il vescovo antiscismatico

Papa Francesco ha disposto una visita apostolica nell’arcidiocesi di Colonia, incaricando il cardinale Arborelius e monsignor van den Hende. Sotto esame, tra le altre, la gestione dei casi di abusi sessuali operata dal cardinale Woelki, già scagionato dal Rapporto Gercke e, dopo la sua autosegnalazione, dall’ex Sant’Uffizio. La notizia della visita è stata accolta con entusiasmo dall’ala progressista e dai moltissimi critici di Woelki, che pure dice di rallegrarsi della decisione del Papa di “farsi un’idea”. L’arcivescovo di Colonia è sempre più isolato nell’episcopato tedesco e sottoposto a un’offensiva mediatica anche per il suo sostegno al Responsum negativo sulle benedizioni delle coppie gay che stanno provocando uno scisma conclamato.

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Lo scisma tedesco si allarga: Comunione ai protestanti

In Germania ormai è guerra aperta per abbattere i bastioni della fede e della dottrina. Dopo le benedizioni agli omosessuali e le donne “prete” che predicano tocca alla cosiddetta inter-comunione. I vertici dei comitati eucaristici partecipano alla cena protestante e quelli luterani alla Messa cattolica. Entrambi si accostano alle rispettive comunioni sotto gli occhi del vescovo di Limburg. In sottofondo le accuse a San Giovanni Paolo II e all’atteggiamento della Santa Sede che ha condannato le benedizioni ai gay. Intanto, con questo abuso liturgico enorme, la legge divina è stata violata.

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Lo scisma tedesco deturpa la Messa. A Roma non vedono?

Donne che giocano a fare i preti, bandiere arcobaleno sull’altare, statua punk della Madonna. Dopo le benedizioni proibite del 10 maggio, in Germania si fanno predicazioni vietate e Messe blasfeme. In alcune delle chiese più importanti del Paese, predicano 12 donne, chiaro riferimento agli apostoli. La Bussola ha assistito ad una Messa, quella di Essen e mostra come sia ormai in corso l’abominio della desolazione. A Roma intanto si fa finta di non vedere?

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