Caso FFI, la nipote di Fidenzio Volpi ritratta le accuse e si scusa

Loredana Volpi, la nipote del primo commissario, padre Fidenzio Volpi, coautrice insieme con Mario Castellano del libro “Verità e giustizia per padre Fidenzio Volpi. Una oscura vicenda nel Pontificato di Papa Francesco” ha ammesso di aver scritto cose non provate e di contenuto diffamatorio nei confronti dei responsabili delle associazioni di laici che sostengono i Francescani dell’Immacolata e padre Stefano Manelli, che ha compiuto 85 anni ed è ancora in “reclusione” ordinata dal Vaticano.

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FFI, archiviate le accuse contro P. Stefano Manelli

Dopo circa un anno di indagini, il Pubblico Ministero presso il Tribunale di Avellino, Sost. Dott. A. Del Bene, ha chiesto l’archiviazione del procedimento nei confronti del religioso, il cui ordine é ancora commissariato, senza che sia stata data dopo anni, una motivazione valida da parte della Congregazione per i religiosi.

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FFI, anche la CEI di Galantino contro. Ma che male hanno fatto?

MARCO TOSATTI

Continua la saga dei Frati Francescani dell’Immacolata, la Congregazione commissariata e il cui caso non sembra ancora trovare né una spiegazione chiara (sulle motivazioni del commissariamento) né sugli sbocchi eventuali, cioè dell’apertura di un nuovo Capitolo in cui i frati facciano le loro scelte.

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Il kommissario Volpi colpisce ancora

Fra i vescovi che partecipavano alle assise della Chiesa si aggirava padre Fidenzio Volpi, il kommissario vaticano della Congregazione dei Frati Francescani dell’Immacolata, e metteva in guardia ora questo ora quel presule dall’accogliere nella sua diocesi i frati che volevano uscire dalla Congregazione dei Francescani dell’Immacolata.

MARCO TOSATTI

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FFI al rogo? Persecuzione continua… “Obbedite e basta”

Sei frati sarebbero stati sospesi a divinis perché volevano lasciare l’ordine, con una procedura giuridicamente molto discutibile. Neanche ai Legionari di Maciel, o ad altre situazioni veramente problematiche è stato fatto quello che viene imposto ai FFI. Sotto la bandiera della misericordia…

MARCO TOSATTI

Il sito Rorate Coeli e il sito Messa in Latino danno notizia di un provvedimento di grande gravità preso dal commissario padre Fidenzio Volpi nei confronti di sei Frati Francescani dell’Immacolata che avevano deciso di abbandonare l’ordine e inserirsi nella pastorale di una diocesi; un fatto del tutto normale e comune a molti sacerdoti in tutto il mondo. I frati in questione sarebbero stati sospesi a divinis, proprio in conseguenza della loro volontà di lasciare l’ordine.

Ora, la sospensione a divinis è un provvedimento di estrema gravità, che viene preso di norma al termine di un processo che prevede il diritto alla difesa, e solo dopo due ammonizioni. Ed è una misura che viene presa solo di fronte a reati estremamente gravi. A quanto viene riportato, il commissario avrebbe inviato in contemporanea tre lettere: due ammonizioni e la sospensione. E’ probabile che le persone colpite da un modo di agire così singolare e forse giuridicamente non corretto cercheranno di fare ricorso. Ma stupisce, comunque l’accanimento e la crudeltà mostrate nei loro confronti.

Fidenzio Volpi e papa Francesco
Fidenzio Volpi e papa Francesco

Rorate Coeli chiude il suo articolo dicendo: “Non può essere sicuramente vero che Papa Francesco sia a conoscenza di quanto sta facendo il commissario P. Volpi come il “faraone dal cuore indurito” che non è disposto ad ascoltare la supplica e la voce della vera misericordia: “Lasciate andare il mio popolo!” Sicuramente il Papa non può essere a conoscenza di tutto questo. Sicuramente”.

Messa in Latino dal canto su scrive: “Fino a prova contraria” continuiamo a manifestare la nostra incredulità su questa presunta gravissima ferita legislativo/ecclesiale/umanitaria perché riponiamo incondizionata fiducia sul sistema Giuridico della Chiesa e sulle Congregazioni Vaticane . Non vogliamo neppure prestare particolare importanza al racconto, che circola qua e là del Colonnato, circa la presunta “risposta” che Papa Francesco avrebbe dato ad un gruppo di Suore Francescane dell’Immacolata in occasione di un’Udienza Generale, dopo che le stesse erano riuscite a chiederGli un suggerimento ed una soluzione in questo difficile momento per la loro comunità. Il Santo Padre avrebbe risposto loro : “Obbedite e basta”.

Da arcivescovo non sembra che Bergoglio abbia mai amato molto la messa secondo il vetus Ordo. E forse qui abbiamo una traccia di quella che è un’avversione profonda verso i Frati Francescani dell’Immacolata, che celebravano secondo entrambi i riti. Nella diocesi di San Justo, i Frati Francescani dell’Immacolata offrivano regolarmente ai fedeli una messa antica, a Villa Celina. Una strada che è a non più di cinquecento metri da Via General Paz, che è il confine della città e della diocesi di Buenos Aires dal resto della provincia e dalle altre diocesi. Era l’unica messa Tradizionale nell’intera area metropolitana, praticamente sotto il naso del futuro papa, che certamente non ne era felice. E forse qui possiamo trovare la ragione di un’avversione, e di una persecuzione straordinarie.

Che, fra l’altro, spingerebbe il Papa a chiedere la lista dei vescovi che accolgono i frati fuggitivi. E che ha fatto sì che fosse impedito al fondatore, l’ultra ottantenne padre Manelli, di recarsi a pregare sulla tomba dei genitori. Neanche ai Legionari di Maciel, o ad altre situazioni veramente problematiche è stato fatto quello che viene imposto ai FFI. Sotto la bandiera della misericordia…

© LA STAMPA (2 ottobre 2014)