Dall’etica della situazione agli abusi (omo)sessuali, passando per l’Amoris Laetitia

Anche in epoche precedenti la Chiesa aveva a che fare con questo problema e anche nel clero più ossequioso della tradizione si ritrova una simile rete omosessuale. È, però, un fenomeno del presente, soprattutto del presente pontificato, che nell’approccio con questo problema tra i vertici gerarchici della Chiesa sembri regnare o l’assenza di orientamenti o un orientamento sbagliato.

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Vertice abusi, perché non può avere soddisfatto le vittime

Come previsto, il vertice sugli abusi sessuali concluso ieri in Vaticano ha seguito un copione già scritto, dove le parole d’ordine – clericalismo, sinodalità, trasparenza – sono servite a nascondere più che a rivelare, a dare l’idea di un cambiamento radicale quando invece si sta facendo resistenza al cambiamento avviato già da Giovanni Paolo II.

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Si è conclusa la sceneggiata vaticana sugli abusi (omo)sessuali

L’80% degli abusi commessi dal clero hanno per vittime adolescenti maschi, ma il summit in Vaticano sta evitando di affrontare il problema. Questa voluta omissione è un segno chiaro del potere della lobby gay nella Chiesa e un’indicazione del desiderio di rendere accettabile quello che la Chiesa, da sempre, condanna in modo esplicito, e cioè i rapporti omosessuali. Lo confermano le parole elusive pronunciate dagli uomini scelti per guidare il vertice, da Cupich a Scicluna. (Chi muove i fili del summit che non tocca l’omosessualità, Marco Tosatti, La Nuova BQ, 24-02-2019)

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Si chiude oggi il vertice vaticano sulla protezione dei minori. Ieri a dominare la scena è stato il cardinale Marx che ha denunciato la distruzione di dossier per coprire i nomi dei responsabili e ridotto ancora una volta tutto il tema degli scandali sessuali all’abuso di potere. Una posizione che altri cardinali (come Müller) non condividono. (La denuncia di R. Marx e la retorica sul clericalismo, Nico Spuntoni, La Nuova BQ, 24-02-2019)

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Monsignor Juan Auirre, vescovo nella Repubblica Centrafricana, afferma che non si può eludere il problema dell’ingresso degli omosessuali in seminario. Prima concausa, dice, del dramma abusi. (Omosessualità e abusi, un problema da affrontare. Parla un comboniano, Giuliano Guzzo, Il Timone, 22-02-2019)

Intervista al card. Muller: “La Chiesa non può e non deve rinunciare alla Verità”

«Abusi sessuali, chi parla di clericalismo svia dalla vera causa del problema»; «Non si può sfuggire al fatto che oltre l’80% degli abusi sessuali siano atti omosessuali»; «Strumentalizzare lo scandalo degli abusi per legittimare l’omosessualità è un crimine»; «La lobby gay nella Chiesa distrugge la dottrina ma anche le persone che dice di voler aiutare». «Complotto contro il Papa? Una assurdità, i cattolici stanno sempre con il Papa, anche se trovano discutibili alcune sue azioni»; «Il più grave problema della Chiesa è il relativismo dottrinale». «Quando ci sono messe “non cattoliche” i fedeli hanno il diritto di protestare». A venti giorni dal vertice in Vaticano sugli abusi sessuali, intervista a tutto campo con l’ex prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il cardinale Gerhard L. Müller.

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Abusi sessuali, nuove rivelazioni e imbarazzi di Francesco

Papa Francesco sapeva benissimo delle accuse di abusi sessuali nei confronti del suo “amico” vescovo Gustavo Zanchetta: lo ha rivelato alla AP uno dei preti accusatori. È l’ennesimo caso di “copertura” in cui viene chiamato in causa il Papa, a cui diventa assurdo rispondere con la tesi del complotto.

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Uomini giusti ai posti giusti / 8. Due cardinali e un frate

Continua la rubrica del vaticanista Aldo Maria Valli nell’elencare gli “uomini giusti al posto giusto” che sostengono il rivoluzionario pontificato di Francesco. Questa volta è il turno del card. Roger Michael Mahony, arcivescovo emerito di Los Angeles, del card. Vincent Nichols, arcivescovo di Westminster, e del frate americano Daniel Horan.

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Scandalo McCarrick, il card. Wuerl sapeva tutto

Secondo Robert Ciolek, un sacerdote ridotto allo stato laicale e lui stesso vittima degli abusi dell’ormai ex porporato, Wuerl era al corrente dei misfatti a sfondo omosessuale di McCarrick da almeno il 2004. L’arcivescovo ha lamentato una dimenticanza ma Ciolek replica: «Incomprensibile che l’abbia dimenticato, non ci credo per un secondo».

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Continua il “cambio di paradigma”

Se c’è stato un papato che ha reso la Santa Sede una fabbrica di novità, è proprio quello del pontefice argentino.

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Caso McCarrick, il pentimento e purificazione, la sfida di Carlo Maria Viganò

Il richiamo alla conversione, che è il cuore della lettera di monsignor Carlo Maria Viganò all’ex cardinale, abusatore seriale, Theodore McCarrick, costituisce una sfida a tutta la Chiesa in preparazione al vertice di febbraio in Vaticano sugli abusi sessuali. Una sfida che però in Vaticano al momento sembrano voler ignorare.

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Francesco e gli abusi sessuali. Il papa che sapeva troppo

Papa Francesco ha già chiarito da tempo come giudica e come intende affrontare la questione degli abusi sessuali tra i sacri ministri. Come un problema non primariamente di sesso ma di potere, non di singoli ma di casta, la casta clericale.

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