“I miei dubia al vescovo sui gay”. Così scrive un parroco

“Il discernimento secondo Sant’Ignazio è tra due beni, non tra un bene e un male”. E’ il cuore della lettera che il parroco di Staranzano ha scritto al suo vescovo dopo il caso del capo scout gay “sposo” e del discernimento chiesto dal prelato di Gorizia. Il metodo utilizzato da don Francesco è quello dei dubia, della richiesta pacata di un chiarimento. Avverrà o sarà messo alla gogna anche lui?

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E nel foglietto della messa ecco un inno al soggettivismo

Ecco, bravi, così: «Accogliere, accompagnare, discernere, integrare». Non chiedetevi il perché è il percome. Non lasciatevi distrarre dalla questione del significato. Ripetete e basta. Lasciatevi rapire dal suono, così bello, così buono, così politicamente ed ecclesiasticamente corretto.

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Il card. Carlo Caffarra in difesa della santità del matrimonio e della famiglia

Pubblichiamo la terza parte e la conclusione dell’intervento che il cardinale Carlo Caffarra, arcivescovo emerito di Bologna, ha tenuto ieri, per una conferenza organizzata dal Centro culturale Piergiorgio Frassati di Correggio (RE) alla presenza del vescovo reggiano Massimo Camisasca e intitolata “Perché tanto interesse della Chiesa per la famiglia?”.

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Nova et vetera

Si direbbe che si stia a poco a poco definendo una sorta di nuovo metodo pastorale, che si sviluppa nei quattro momenti dell’accoglienza, dell’accompagnamento, del discernimento e dell’integrazione.

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