La “democrazia compiuta” ovvero l’Italia rossa grazie alla setta democristiana

Al progetto socialcomunista di giungere alla “alternativa democratica” — cioè alla instaurazione del loro regime –, passando attraverso una fase di “alternanza”, con la Democrazia Cristiana in posizione subalterna e con la funzione di falso “polo conservatore”, la setta democristiana risponde accettando la «alternanza», ma proponendo, per dopo, un governo di “compromesso storico”, con la propria presenza. Allo scopo essa svela la sua natura più profonda con una sfrontatezza e una franchezza inconsuete, rivendicando con energia e con enfasi le proprie benemerenze sovversive, che la abilitano non solo a partecipare al processo rivoluzionario in tutte le sue fasi, ma anche a entrare nel “regno” finale della perfetta secolarizzazione, che confessa essere la sua meta e il “coronamento storico della battaglia politica” dei “cattolici democratici”. La vittoria della linea “filocomunista” resa possibile dall’arroccamento a sinistra della maggior parte dei “capi storici”. La sostanziale inconsistenza dell'”opposizione di tipo inglese” interna. Il dramma della emarginazione politica dei cattolici non democristiani e degli italiani conservatori.

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Il modernismo sociale in Italia: la democrazia cristiana

Don Romolo Murri, don Luigi Sturzo e Alcide De Gasperi nella storia del movimento cattolico italiano.

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Il modernismo, il fumo che viene dall’abisso

Il cardinale Billot sul modernismo religioso e sociale.

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Avvenire complice della campagnia d’odio contro Lorenzo Fontana

Al quotidiano dei vescovi non piace il nuovo Presidente della Camera, che non considera neanche cattolico malgrado sia proprio per la sua fede che si è scatenata la campagna d’odio.

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Non c’è più religione: Ruini scivola su aborto e Cirinnà

Difende la 194 che «deve essere pienamente applicata»; approva le unioni civili che «devono essere diverse dal matrimonio», cosa che la Cirinnà già prevede. E si intromette nel nuovo esecutivo auspicando che segua l’agenda Draghi. Un’intervista drammaticamente disarmante quella del Corriere al cardinal Ruini.

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DDL Zan, la Chiesa non vede l’ateismo. Parola di Del Noce

Dietro la proposta di legge Zan ci sono precise forze ideologiche e culturali alle quali il mondo cattolico si è assimilato, non essendo oggi più in grado di combatterle perché ormai ad esse omogeneo. Per questo esso non solo non assume più azioni di contrasto, ma non comprende nemmeno più di avere in esse dei nemici sul piano culturale.

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Draghi e il nichilismo religioso: la sua non è laicità

La lezioncina sulla laicità dello Stato che ci ha impartito Draghi è impropria. Il tema in discussione non è religioso, ma è politico, giuridico ed etico, ossia laico. Draghi deve essere stato preso da un abbaglio: siccome a protestare contro l’approvazione del disegno di legge Zan sono soprattutto i cattolici, allora bisogna rivendicare la laicità dello Stato. Ma gli interventi dei cattolici critici del disegno di legge sono svolti nel merito etico-giuridico-politico della legge e non con criteri religiosi o confessionali.

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Eroicità delle virtù di Robert Schuman?

Avevamo parlato dell’inopportunità di candidare all’onore degli altari una personalità come Schuman nel 2018, poiché non poteva e non può essere additato come rappresentante di santità colui che non possiede i requisiti necessari per tale titolo e non possiede neppure fama di santità fra la gente; ma è semplicemente un mito politico per la “santità laica” del mondo occidentale contemporaneo.

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