C’è ancora bisogno di carità al tempo del coronavirus

Anche se siamo nella Fase 3, il coronavirus non è scomparso e la crisi economica è altrettanto drammatica quanto quella sanitaria. Quindi non dimentichiamo di aiutare quelli che sono in difficoltà per vari motivi, per quanto è nelle possibilità di ognuno di noi. Vi suggeriamo alcune donazioni. Grazie e che Dio vi ricompensi cento volte tanto.

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Così la realtà sta scardinando gli slogan della “Chiesa in uscita”

L’attuale situazione, segnata dalla pandemia, ha ribaltato nel giro di poche settimane una lunga serie di proposizioni che la mentalità dominante e la cosiddetta “Chiesa in uscita” (quella che piace tanto alla gente che piace) ripetevano ossessivamente.

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La fede al tempo del coronavirus/22

Un grande silenzio si diffonde nel mondo cristiano ogni anno il Venerdì Santo, per essere spezzato dalla gioia esplosiva del Gloria nella veglia pasquale. Ma quest’anno il silenzio è con noi già da qualche settimana, con le chiese chiuse e le celebrazioni liturgiche pubbliche vietate (Phil Lawler, Silenzio: chiese chiuse e messaggi contrastanti, Il Blog di Sabino Paciolla, 10-04-2020).

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La fede al tempo del Coronavirus/21

Intervista al parroco multato per la processione con il Crocifisso: «Un atto di benedizione sulla città, con me solo un aiutante a distanza, eppure i carabinieri mi hanno sfilato i documenti e fatto una ammenda da 400€», dice don Domenico Cirigliano, parroco a Rocca Imperiale. «Il sindaco mi ha intimato una quarantena di 14 giorni. Ma la multa non la pago, vogliono punire la Chiesa». Parroci sanzionati, altri “graziati”: diritto di culto a rischio tra anarchia e persecuzione (Andrea Zambrano, “Io multato per aver benedetto la città, ma non pagherò: vogliono punire la Chiesa”, La Nuova BQ, 04-04-2020).

Il decreto legge del 25 marzo e la Nota del ministero dell’Interno sulla possibilità di recarsi in chiesa violano gravemente la libertà religiosa e di culto. Lo scrive l’associazione “Avvocatura in missione” in una lettera al presidente della CEI, in cui si spronano i vescovi a difendere la libertà della Chiesa («La CEI esiga dal governo il libero accesso alle chiese», La Nuova BQ, 04-04-2020).

La crisi sanitaria attuale fa emergere con chiarezza la divisione e l’incomunicabilità tra il credente e l’ateo (anche se va a Messa). In tempi di pericolo, il primo vuole le chiese aperte e l’altro le vuole chiuse (Rino Cammilleri, Il coronavirus divide il mondo tra atei e credenti, La Nuova BQ, 04-04-2020).

La carità al tempo del Coronavirus

 

Coronavirus ed ecologismo, Vatican News non c’inganna

L’articolo pubblicato e poi rimosso dall’edizione in inglese di Vatican News, che considerava i benefici effetti del coronavirus per la Terra, non è stato un semplice infortunio. L’autore dell’articolo è un giovane gesuita nigeriano che ha solo sintetizzato ciò che da anni sente predicare nella sua Compagnia e in Vaticano.

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La fede al tempo del Coronavirus/20

Questo contagio è un ammonimento agli uomini di Chiesa, che, in nome del “cambio di paradigma”, subordinano l’insegnamento di Cristo alla realtà del mondo; dicono di non capire i principi non negoziabili; ritengono l’in-equità e non il peccato, la radice dei mali sociali; hanno permesso la sceneggiata gnostica e neopagana sulla facciata di san Pietro; hanno abbandonato la missione del Vangelo e la necessità della conversione, in favore del dialogo compiacente con le religioni, il Dio cattolico per il Dio unico; hanno presentato Lutero come medicina per la Chiesa; avallato la morale di situazione al posto dei principi morali. In una parola, col cambio di paradigma si sono conformati alla mentalità mondana (Don Nicola Bux, Il castigo provvidenziale che ci salva, Chiesa e post-concilio, 30-03-2020).

E invece oggi tutto è silente: la chiesa in uscita ha chiuso i battenti. L’odore di pecora è stato rimpiazzato da quello del disinfettante. Le preghiere al Signore sostituite dalle raccomandazioni a seguire i provvedimenti delle autorità civili. L’acquasanta con l’amuchina (Ascanio Ruschi, Una Chiesa che diserta, I Soldati del Re, 30-03-2020).

Che i nostri governanti vogliano allungarci la vita, lo si può capire; ma che le nostre autorità ecclesiastiche mirino anch’esse ad allungarci la vita invece di salvarcela è cosa che non si è mai vista. Per allungarci la vita non abbiamo bisogno della Chiesa. Abbiamo bisogno della Chiesa per vivere e morire cristianamente. E a questo fine abbiamo bisogno che la Chiesa ci parli dei novissimi: morte, giudizio, inferno e paradiso, cioè del fine ultimo della nostra esistenza, che non è questa vita naturale, per quanto lunga, ma quella eterna. E invece, i novissimi sono i grandi assenti della pandemia (Cristiana De Magistris, I grandi assenti della pandemia, Corrispondenza Romana, 01-04-2020).

La carità al tempo del Coronavirus

 

 

Stefano Fontana: Il coronavirus contraddice i progressisti

Il prof. Stefano Fontana, giornalista e scrittore, nonché esperto di Dottrina sociale, spiega in un’intervista e in un articolo perché la Chiesa si trovi ad un bivio.

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Assemblamenti? E allora denunciate il vescovo Delpini

L’arcivescovo di Milano Delpini ha benedetto i locali del nuovo ospedale per malati di Covid-19 realizzato nella Fiera di Milano, alla presenza del governatore della Lombardia e di un centinaio di lavoratori e volontari, come si vede dalla foto. Se è possibile questo assembramento, perché vietare le messe con 10-15 persone?

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La fede al tempo del Coronavirus/19

Né lo Stato può disciplinare di propria iniziativa esclusiva un terreno non suo ma della Chiesa, né esso può mettere la Chiesa sullo stesso piano di altre società umane. Leone XIII insegnava questo molto tempo fa, ma siamo proprio sicuri che non abbia ancora la sua validità? (Stefano Fontana, Leone XIII e lo Stato che chiude le chiese, La Nuova BQ, 27-03-2020).

La difesa della salute non può essere barattata con la perdita della libertà. Ma allo stesso tempo non possiamo dimenticare che una malintesa democrazia in questi anni ha distrutto la famiglia e demolito il principio del diritto alla vita. La sfida è respingere l’autoritarismo ma senza tornare alla falsa democrazia e falsa libertà (Stefano Fontana, Ripensare il concetto di libertà e democrazia, La Nuova BQ, 31-03-2020).

Si può andare in chiesa solo se si è sulla via per andare al lavoro, al supermercato, in farmacia. Così il ministero dell’Interno ha risposto alla richiesta di chiarimenti da parte della CEI: un criterio inaccettabile, contrario anche alla Costituzione (Riccardo Cascioli, Se il governo nega il diritto di andare in chiesa, La Nuova BQ, 28-03-2020).

La carità al tempo del Coronavirus

 

Perché Papa Francesco il 25 e il 27 marzo non ci ha convinto

Per la rubrica I cattolici al tempo del coronavirus, Aldo Maria Valli pubblica i commenti dei suoi lettori sulla veglia di preghiera che papa Francesco ha voluto il 27 marzo per chiedere la fine della pandemia.

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