Il conformista Martin SJ svela un’idea materiale di uomo

Dal discorso del gesuita Martin a Dublino sui “cristiani Lgbt” emerge un’immagine della persona esclusivamente emotiva, passionale, senza alcun progetto o vocazione. Quella di padre Martin è l’antropologia moderna rinascimentale, illuminista e marxista. Che bolla come «omofoba» l’antropologia aristotelico-tomista-cattolica secondo cui l’uomo è una unione inscindibile di anima e corpo, dove le passioni sono al servizio della ragione. Il suo è un rifiuto luciferino della legge naturale, nel cui brodo ora si pretende che si immergano le famiglie cattoliche.

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